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| 25 ott 2023 | 06:01

Dal più votato Failoni al riconfermato Guglielmi, ci sono tutti gli assessori e gli accordi politici ma poche sedie nella Giunta. Per Fugatti l'ora delle scelte: "Vi stupirà"

Accordi politici, tutti gli assessori uscenti riconfermati e molti esponenti con esperienze amministrative alle spalle: comporre la Giunta non sarà semplice per Fugatti. Tanti nomi, molte aspettative, poche sedie

TRENTO. E' inevitabile, qualche assessore uscente (tutti riconfermati), dovrà fare un passo indietro. A differenza del quasi monolite Lega di 5 anni fa, questa volta le provinciali hanno definito una maggioranza più composita. A rischiare di più sembrano essere Bisesti, Segnana e Zanotelli con la vice presidenza già promessa a Gerosa che pesa sul destino di Tonina. E poi c'è Guglielmi. Eletto in quota ladina, e magari a fari spenti, è stato rieletto per un secondo mandato con la sua lista che ha praticamente dominato in val di Fassa.

 

Ci sono almeno due accordi politici, Fratelli d'Italia e Partito Autonomista Trentino Tirolese, tante aspettative e molte personalità all'interno della nuova maggioranza provinciale. Tutti gli assessori uscenti sono ancora in Consiglio provinciale con l'aggiunta di ex sindaci, un'ex presidente di Itea, figure con esperienze amministrative, due ex vice sindaci e il titolare agli enti locali della Giunta Rossi. Non sarà facile andare a comporre il prossimo esecutivo alla guida della Provincia ma è un "problema" che il governatore Maurizio Fugatti si trova a dover affrontare piuttosto volentieri. Una scacchiera da riempire ma le sedie sono poche. 

 

Verrebbe da dire che è andata fin troppo bene. Qualcuno resterà deluso, qualcun altro verrà paracadutato in qualche assessorato regionale e altri ancora saranno riconfermati alla ricerca di un equilibrio di coalizione che punti a una certa stabilità per i prossimi cinque anni. A modo suo (per mesi, per esempio Fugatti e Urzì non si sono parlati) il numero uno di piazza Dante saprà trovare l'alchimia giusta. A fronte di frizioni (anche interne) e polemiche ha trovato la quadra con il partito di Giorgia Meloni, ha portato a casa il Patt, la sua lista ha raggiunto la doppia cifra e ha catapultato il centrodestra a superare il 50% delle preferenze. 

 

Riposti i bicchieri dei brindisi e passati i festeggiamenti, adesso è tempo di pensare a quel che verrà. E ogni partito giustamente rivendica un pezzo di successo e, l'ha ribadito Fugatti a poche ore dalla vittoria, ogni movimento avrà spazio.

 

I posti sono 6 più la possibilità di ricorrere a un settimo assessore, tecnico e quindi esterno. La più battagliera sembra la val di Fassa, mentre tutti restano con le carte coperte. Nessuno sembra voler rivendicare nulla, ma i nomi più caldi sono quelli degli assessori uscenti. Bisognerà capire la ripartizione delle deleghe ma la vice presidenza (più politiche sociali?) dovrebbe essere blindata e finire in quota Fratelli d'Italia con Francesca Gerosa. A quel punto l'attuale numero due della Provincia, Mario Tonina, sembra vicino alla presidenza del Consiglio provinciale, la seconda massima carica in piazza Dante e ruolo che saprebbe ben interpretare per stile e per carattere. A fare un passo indietro ci sarebbe Kaswalder, sempre eletto in quota Patt.

 

Economia e turismo potrebbero restare un affare rispettivamente di Spinelli, da sempre vicinissimo a Fugatti e il più votato della lista del presidente, e di Failoni, il più votato in assoluto alle urne.

 

In ballo l'agricoltura e l'allevamento che potrebbero restare in capo a Zanotelli, come rientrare nella sfera del turismo, una rinuncia ma pur sempre indicata quale capolista della Lega. Complesso scartare a priori a Daldoss che potrebbe rientrare agli enti locali con Gottardi che trasferirebbe i bagagli a scuola e sanità. Il sacrificio potrebbe toccare a Bisesti.

 

Però, Bisesti, ha portato a termine la riforma sulle scuole dell'infanzia a luglio, ha ancora aperta la partita sul merito e i ruoli "premianti" per gli insegnanti e quindi resta un'opzione assolutamente credibile. C'è poi la giovane età e la prospettiva di essere "coltivato" e valorizzato anche in ottica futura dalla Lega di Fugatti.

 

Delicato il ragionamento sulla sanità, qui si profilerebbe una partita tra Segnana e Cia ma con la consapevolezza che rinunciare alla leghista potrebbe portare a una lettura negativa sulla gestione del comparto. Dall'altra parte il partito di Giorgia Meloni avrebbe tre assessorati e la vice presidenza, sedie in più rispetto alla Lega. Gli altri posti sarebbero riservati a La Civica e Lista Fugatti presidente, se le Stelle Alpine si "accontentassero" della poltrona da presidente del Consiglio provinciale. Le trattative sono appena cominciate. Ci sono dieci giorni per risolvere il rebus.

 

LISTA FUGATTI PRESIDENTE (Achille Spinelli: 2.342 voti; Claudio Soini: 1.389 voti; Antonella Brunet: 927 voti; Eleonora Angeli: 837 voti)

A ridosso della vittoria Spinelli ha parlato di andamento "oltre le aspettative", un concetto che viene ribadito da Claudio Soini. "Un risultato personale e di lista non scontato", spiega il Dolomiti l'ex sindaco di Ala. "Tante schede sono state annullate perché hanno scritto il mio nome sul partito sbagliato ma per fortunata è andata bene. Il dato significativo è però la vittoria della coalizione, un'affermazione netta".

 

La decisione di Soini è stata quella di candidarsi nella lista del presidente. "Una scelta che si è rivelata azzeccata. Avevo manifestato a Fugatti la mia disponibilità ma in caso sarei sceso in campo in un movimento moderato e non ideologico che andasse a coprire l'area di centro del centrodestra. Avevamo avvertito fiducia ma il risultato è sicuramente eclatante e c'è molta soddisfazione, segno che la Provincia ha lavorato bene in questi ultimi anni. Adesso si deve andare avanti e continuare a operare per il bene della comunità". 

 

Nel 2010 eletto per la prima volta consigliere comunale, compie la scalata. Nello stesso anno viene eletto anche nella Comunità di Valle della Vallagarina, dove assume anche la carica di assessore con delega ai lavori pubblici e alle attività economiche. Nel 2015 diventa sindaco di Ala e nel 2020 fa il bis. "Non è stata una scelta facile dimettermi da primo cittadino, una decisione importante e ponderata. Personalmente penso a mettere la mia esperienza a disposizione della maggioranza, senza entrare nel merito. E' compito di Fugatti, in accordo con gli altri partiti, definire l'assetto della Giunta provinciale".

 

LEGA (Roberto Failoni: 4.283 voti; Roberto Paccher: 2.749 voti; Giulia Zanotelli: 2.745 voti; Mirko Bisesti: 1.964 voti; Stefania Segnana: 1.683 voti)

E' Roberto Failoni mister preferenze di questa tornata elettorale. "Il sistema è particolare c'era qualche preoccupazione ma ho raddoppiato l'elettorato. Ringrazio le quasi 4.300 persone che mi hanno scelto e che hanno indicato la mia persona. Con questo risultato c'è l'orgoglio di aver lavorato bene in questi 5 anni e questo mi gratifica". Difficile rinunciare all'assessore uscente con un simile bagaglio di voti alle spalle. Ma dice di non pensare a una permanenza al dicastero del turismo. "A partire troppo avanti si rischia di finire indietro", risponde con ironia, quindi aggiunge: "Sono contento di aver contribuito con tutti gli altri alla vittoria del centrodestra. Poi ci sono ancora diverse situazioni da portare avanti e lavoro da finire ma deciderà Fugatti. Le riflessioni sulle deleghe spettano al presidente". 

 

FRATELLI D'ITALIA (Francesca Gerosa: 2.780 voti; Claudio Cia: 2.016 voti; Carlo Daldoss: 1.624 voti; Christian Girardi: 1.488 voti; Daniele Biada: 1.406 voti)

Ci sarà sicuramente spazio per Fratelli d'Italia nella prossima Giunta. Il peso, però, è tutto da valutare. "La modalità della composizione dell'esecutivo è un tema che verrà affrontato dalla maggioranza", spiega il commissario Alessandro Urzì. "In questo momento siamo massimamente soddisfatti del risultato, siamo risultati fondamentali per determinare il premio di maggioranza. Sentiamo la responsabilità del lavoro che ci aspetta, un impegno molto atteso dalla popolazione".

 

La vice presidenza a Gerosa? "E' un dato assodato, c'è un accordo con tutte le parti e dobbiamo ragionare sull'attuazione che avevamo raggiunto con reciproca soddisfazione". Con il 12,35% il partito di Giorgia Meloni è il terzo partito in Trentino alle spalle di Partito Democratico (16,64%) e Lega (13,05%). Una crescita esponenziale dall'1,49% e nessun consigliere del 2018 all'ultima chiamata alle urne. 

 

"Oggi abbiamo 5 consiglieri veramente eletti, un premio al complesso lavoro di questi mesi per consolidare la struttura e il partito. Possiamo dialogare alla pari con gli alleati e amici della coalizione, oltre a poter incidere sul governo e dare un'impronta agli assetti", conclude Urzì. 

 

LA CIVICA (Mattia Gottardi: 2.698 voti; Vanessa Masè: 2.375 voti)

"C'è grande soddisfazione, soprattutto per aver consolidato una coalizione territoriale autonomista che si contraddistingue dal centrodestra nazionale". Il movimento di Gottardi e Masè ha strappato il 4,8% delle preferenze per una sostanziale conferma del risultato di cinque anni fa, quando però la forza politica si chiamava Civica Trentina e il leader era Rodolfo Borga, poi prematuramente scomparso. "Un'eredità importante, non è stato facile ma siamo riusciti a dare continuità al lavoro, siamo ripartiti, ci siamo rinnovati e ci siamo radicati in Trentino con picchi nelle Giudicarie, nell'Alta Valsugana e Bersntol e sulla Paganella. Il risultato è lusinghiero perché in questi anni abbiamo affrontato diverse difficoltà e un periodo complesso".

 

La Giunta Fugatti I e i vari partiti di centrodestra sono riusciti a costruire e rafforzare la proposta. All'esperienza di governo, si è aggiunto ora il percorso già compiuto da quasi tutti gli eletti negli enti locali. "Dopo 5 anni di prime esperienze per molti - prosegue Mattia Gottardi, già sindaco di Tione prima di diventare assessore - c'è stata una crescita in generale, il lavoro dell'amministrazione è stato percepito positivamente e quindi tutta l'area di centrodestra è diventata attrattiva. Ci sono certamente consiglieri che possono esprimere competenze e aiutare la comunità".

 

L'assessore uscente ha inoltre raccolto un migliaio di voti in più e l'aspettativa è quella di un posto per la Civica. "Avevamo percepito affetto e partecipazione testimoniati dalle sale piene e dall'interesse. Siamo orgogliosi della nostra comunità politica. Noi siamo pragmatici e concreti. Non è nostro stile chiedere o imporre qualcosa ma ci sembra doveroso che, come spiegato anche da Fugatti, tutte le anime della coalizione possano trovare rappresentanza in Giunta: noi siamo a disposizione con le nostre competenze", conclude Gottardi. 

 

PATT (Mario Tonina: 2.548 voti; Maria Bosin: 2.138 voti; Walter Kaswalder: 1.827 voti)

Un'altra conferma è quella di Mario Tonina, attuale vice presidente della Provincia. "Un risultato frutto del lavoro in questi 5 anni in cui non abbiamo trascurato i rapporti con i territori e le persone. Abbiamo interpretato il ruolo con vicinanza e sensibilità, ma abbiamo dato anche risposte. Ho portato a termine, senza nascondermi, importanti documenti politici, in materia ambientale e urbanistico, temi oggi delicati. Sono soddisfatto che ci sia stata una condivisione con tante persone di questi temi e che ci sia stata una valutazione giusta dell'operato".

 

Eletto nel 2018 con Progetto Trentino, ora una nuova avventura in quota Stelle Alpine. "E' il compimento di un percorso avviato con le politiche dell'anno scorso, ho creduto e il partito con me in questa opportunità. Adesso dobbiamo proseguire in questo solco ma ognuno di noi dovrebbe riflettere sull'astensionismo, dobbiamo avvicinare i giovani. La politica deve essere fatta tutti i giorni e non solo in campagna elettorale". 

 

Se la vice presidenza è blindata da Fratelli d'Italia, resta da interpretare il futuro. "Non ho mai avanzato richieste in passato e non le ho adesso. Ci sarà un momento di confronto nel quale si esprimeranno i vertici del Patt. Lascio decidere a Fugatti e al partito. C'è comunque un accordo e ci sarà spazio per le Stelle Alpine in Giunta, non può essere diversamente".

 

FASSA (Luca Gugliemi: 1.087)

E' stato rieletto con 450 preferenze in più, Luca Guglielmi ha superato le mille preferenze e la lista Fassa, di cui è segretario politico, ha vinto ovunque sfiorando l'en plein, si è fermata per pochi voti solo a Moena. "Sono estremamente soddisfatto, nonostante questi anni difficili, la valle ha riconosciuto il lavoro e mi ha ridato fiducia, sono riuscito a trovare consenso anche a San Giovanni di Fassa, una novità, e sono cresciuto nelle preferenze a Canazei. E' il risultato migliore di sempre per un fassano. E' un risultato inaspettato e una bella responsabilità". 

 

Già vice sindaco a Canazei, l'esponente della lista Fassa è stato riconfermato. "Sono il rappresentante più longevo del Comun general de Fascia". Aspettative? "Ci sono i requisiti per un ruolo anche a fronte di quanto successo in Alto Adige con l'elezione di un solo ladino, questo apre ragionamenti importanti". I desiderata? "La presidenza della II Commissione permanente (competente in agricoltura, foreste, cave, miniere, attività economiche, lavoro) per poter dare ancora risposte alla val di Fassa e trattare temi strategici per il territorio, poi non chiediamo poltrone inutili ma Fugatti conosce già i miei pensieri e ci si stupirà", conclude Guglielmi. 

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