Provinciali, boom di voti per Failoni. Tutti confermati gli assessori della Giunta Fugatti. Ecco la composizione del Consiglio provinciale
Tre seggi al Patt ma esclusi Ossanna e Marchiori, dentro Tonina, Kaswalder e Bosin. Casa Autonomia cede un posto a Francesco Valduga. Tra centrodestra e centrosinistra, resiste solo Degasperi

TRENTO. La Giunta Fugatti è stata promossa, questo il risultato delle elezioni provinciali. Tantissime conferme in casa centrodestra, tutti gli assessori rientrano in piazza Dante con un solido bagaglio di preferenze.
La Lega e Fratelli d'Italia totalizzano 5 seggi, poi 4 alla lista Fugatti presidente e 3 per il Patt. La maggioranza del prossimo governo provinciale, per altri 5 anni a trazione centrodestra, è chiusa da 2 posti a La Civica e quello riservato ai Comuni ladini, in questo caso la lista Fassa con Luca Guglielmi.
Il carroccio è la seconda forza politica sul territorio provinciale con il 13,09% delle preferenze: eletti Roberto Failoni (4.283 voti), Roberto Paccher (2.749 voti), Giulia Zanotelli (2.745 voti), Mirko Bisesti (1.964 voti) e Stefania Segnana (1.683 voti).
L'assessore uscente Bisesti dimezza le preferenze, le titolari alla sanità e all'agricoltura tengono sostanzialmente il risultato del 2018 con Zanotelli in crescita. Fortissimo l'exploit di Failoni.
In quota Fratelli d'Italia entrano invece la vice presidente in pectore Francesca Gerosa (2.780 voti), completano la squadra Claudio Cia (2.016 voti), Carlo Daldoss, ex assessore della Giunta Rossi (1.624 voti), i sindaci di Campodenno e Mezzolombardo, rispettivamente Daniele Biada (1.406 voti) e Christian Girardi (1.488 voti).
Invece 4 i seggi della lista Fugatti: Achille Spinelli (2.342 voti), Claudio Soini (ex sindaco di Ala a 1.389 voti), Antonella Brunet (927 voti) e Eleonora Angeli (837 voti). Conferme per Mattia Gottardi, 2.968 preferenze, e Vanessa Masè con 2.375 voti (La Civica).
C'è poi il Patt che si assicura tre seggi ma nessun "autonomista" viene eletto in Consiglio provinciale: i più votati sono Mario Tonina (2.548 voti - vice presidente uscente della Provincia, ex Upt prima e ex Progetto Trentino poi), Walter Kaswalder (1.827 voti) e Maria Bosin (2.138 voti), sindaca di Predazzo. Escluso Lorenzo Ossanna, fuori anche Simone Marchiori.
Tolto Filippo Degasperi (Onda), il resto dell'opposizione in Consiglio provinciale è composto dal centrosinistra. La pattuglia del Partito Democratico è composta da 7 eletti: Mariachiara Franzoia (3.366 voti), Paolo Zanella (3.244 voti), Andrea de Bertolini (2.528 voti) e Alessio Manica (2.329 voti), Lucia Maestri (1.750 voti), Francesca Parolari (1.484 voti) e Michela Calzà (1.447 voti).
Altri 3 seggi finiscono a Campobase: Chiara Maule (2.819 voti), Michele Malfer (1.477 voti) e Roberto Stanchina (1.596 voti). Un posto per Casa Autonomia, assegnato a Paola Demagri (3.784 voti). Nonostante le oltre 2 mila preferenze viene sacrificato Michele Dallapiccola (2.405 voti): la lista, infatti, per il meccanismo elettorale, deve lasciare il posto a Francesco Valduga in qualità di candidato presidente dell'Alleanza Democratica Autonomista. Entra, nuovamente, in Consiglio provinciale anche Lucia Coppola (909 voti) dell'Alleanza Verdi e Sinistra. Nessun seggio per Divina, Rizzo e Dardo. Resta al palo anche il Movimento 5 stelle.












