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Il bilancio provinciale può contare su 120 milioni in più, Fugatti esulta: ''Trovata intesa con Roma: ridefinito accordo di Milano e patto di garanzia''

La delibera, approvata dalla Giunta provinciale, supera lo schema finanziario collegato all'accordo di Milano e al patto di garanzia; una nuova intesa arrivata anche alla luce della crisi innescata da Covid. In base all'accordo che sarà firmato nei prossimi giorni, il bilancio della Provincia potrà contare su 120 milioni in più all'anno. C'è anche un'una tantum da 90 milioni

Di Luca Andreazza - 27 ottobre 2021 - 18:47

TRENTO. "Una trattativa lunga e serrata, portata avanti con grande riservatezza e in piena sintonia con Bolzano. Abbiamo lavorato per costruire un percorso finanziario e avere una maggiore sostenibilità nelle scelte della Pat". Così il presidente Maurizio Fugatti sull'intesa tra Trentino, Alto Adige e il governo nazionale in materia di finanza pubblica: la previsione è quella di circa 120 milioni di euro strutturali in più dal 2022. Slitta di 5 anni l’adeguamento del contributo all’andamento del debito pubblico.

 

La delibera, approvata dalla Giunta provinciale, supera lo schema finanziario collegato all'accordo di Milano e al patto di garanzia; una nuova intesa arrivata anche alla luce della crisi innescata da Covid. In base all'accordo che sarà firmato nei prossimi giorni, il bilancio della Provincia potrà contare su 120 milioni in più all'anno.

 

"Se si tiene conto che c'è anche un ok per 90 milioni di gettiti arretrati sui giochi, per il 2022 il totale sarà di circa 210 milioni in più. Un accordo importante in un momento delicato che mette in maggiore sicurezza per i prossimi anni le casse pubbliche, le quali per quest'anno avrebbe altrimenti scontato solamente il calo delle risorse sui gettiti arretrati per 250 milioni", aggiunge Fugatti. "La trattativa portata avanti in modo congiunto con Kompatscher ha avuto momenti di difficoltà e di maggiore linearità per poi chiudersi positivamente. Riteniamo che l’autonomia del Trentino Alto-Adige rappresenti un unicum sul territorio nazionale ma per essere tutelata e rafforzata deve evolversi in relazione a quella del contesto nazionale e internazionale in cui la stessa è inserita, soprattutto per quanto attiene al profilo finanziario. L’Accordo con il Governo va in questa direzione".

In sintesi, l'accordo prevede una riduzione strutturale del concorso agli obiettivi di finanza pubblica nazionale del 20% a partire dal 2022 per le Province di Trento, di Bolzano e conseguentemente anche della Regione e la definizione di altre poste che alimenteranno in via strutturale il bilancio di piazza Dante.

 

Il totale per le due Province e per la Regione si riduce quindi da 905 milioni a 713 milioni. Complessivamente dal 2022 il bilancio della Pat potrà quindi contare strutturalmente su circa 120 milioni di euro aggiuntivi, formati sostanzialmente da tre voci: contributo ridotto del 20% sul risanamento dei conti pubblici nazionali; riserve all'erario e tributi sui giochi.

 

Una voce che riguarda sostanzialmente la riduzione del 20% al concorso alla finanza pubblica come definito dal combinato disposto degli Accordi di Milano e del Patto di Garanzia. Una riduzione che per la Provincia di Trento vale circa 86 milioni di euro annui".

 

Poi la seconda voce riguarda la restituzione delle riserve all'erario trattenute nel periodo 2014/2018 che valgono in totale circa 600 milioni di euro. "Questo si traduce nel versamento al bilancio provinciale di circa 20 milioni annui per un periodo di 30 anni. Tali risorse si aggiungono ai 60 milioni anticipati dallo Stato quest'anno per il triennio 2019/2021".

 

La terza voce riguarda il riconoscimento da parte dello Stato del gettito dei tributi sui giochi che ammonterà a circa 11,5 milioni di euro annui. C'è anche un'una tantum sugli arretrati. A tali voci strutturali, si aggiungono 90 milioni di euro a titolo di gettiti arretrati afferenti i tributi sui giochi di natura non tributaria.

 

"Sui giochi il governo nazionale - prosegue il presidente della Pat - riconosce un contributo ordinario negli anni a venire e un accordo sostanzialmente transattivo sul passato con un'una tantum importante sugli arretrati, sui quali vi è diversità di vedute tra Trento e Bolzano da un lato e ministero delle finanze dall'altro sul quantum sia dovuto e se sia davvero dovuto: secondo il governo meno, secondo le Province più. Ma la cosa importante è che viene riconosciuto sul futuro il dovuto alla Provincia di Trento per i tributi sui giochi".

 

Slitta di 5 anni l’adeguamento del contributo all’andamento del debito pubblico. "Fermo restando la riduzione strutturale del 20% del concorso agli obiettivi di finanza pubblica, l'accordo con il Governo nazionale prevede inoltre il posticipo di 5 anni, dal 2023 al 2028, della clausola che dispone l'adeguamento del concorso medesimo alla variazione percentuale degli oneri del debito pubblico nazionale. Riteniamo che si tratti di un risultato importante in considerazione della prevedibile dinamica degli oneri in esame legata anche alla tematica della restituzione dell'Italia all'Europa delle risorse del Pnrr".

 

Resta ancora un aspetto aperto, quello delle accise. "Le trattative sono costanti e continue. E questa è una partita che intendiamo affrontare nel breve. Per ora - evidenzia Fugatti - abbiamo raggiunto questi accordi e quindi il bilancio dispone di circa 5 miliardi. Crediamo sia un buon accordo che permette di avere risorse certe e un margine di programmabilità sulle decisioni future. Una parte di questi soldi verrà eroso perché adesso si può anche discutere del rinnovo del contratto del pubblico impiego".

 

Un accordo con Roma sulla finanza pubblica che arriva dopo l'ok della commissione per quanto riguarda la concessione dell'A22 che allontana la temuta gara europea. "L'intesa raggiunta per quanto riguarda le risorse ci dà maggiore fiducia sulla percorribilità finanziaria, anche per le legislature future. Per quanto riguarda l'Autostrada del Brennero aspettiamo i voti parlamentari perché sono tante le trattative naufragate in passato, aspettiamo la chiusura di questo capitolo", conclude Fugatti.

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