Pubblico impiego, accordo tra Provincia e sindacati: "Un'intesa che apre un nuovo modello contrattuale, il rinnovo 2025/2027 e la chiusura del triennio precedente"
L’intesa complessivamente muove fondi per oltre 450 milioni di euro, compresi quelli per l’attrattività e il trattenimento del personale delle case di riposo, dei Comuni e della sanità, nonché quelli per il personale del comparto sanità relativamente a nuovo ordinamento professionale e armonizzazione

TRENTO. "Un accordo importante che completa il protocollo del 18 luglio 2024 e apre un nuovo modello contrattuale, il rinnovo 2025/2027 e la chiusura del triennio precedente". Così i sindacati a conclusione dell’incontro di lunedì 24 giugno con il presidente Fugatti e il Dirigente generale del personale Luca Comper. "Dopo una trattativa serrata e rispettosa delle parti, iniziata nella conferma dei contenuti dell’intesa politica del 18 luglio 2023 su tutti i comparti del pubblico impiego, per le necessarie risposte economiche, un altro risultato, in coerenza e soddisfazione del corretto percorso scelto, ha permesso alle parti di fissare certezze di stanziamento nella Legge d’assestamento, con il proprio iter in partenza il prossimo 28.06.24 e approvazione nel mese di luglio".
L’intesa complessivamente muove fondi per oltre 450 milioni di euro, compresi quelli per l’attrattività e il trattenimento del personale delle case di riposo, dei Comuni e della sanità, nonché quelli per il personale del comparto sanità relativamente a nuovo ordinamento professionale e armonizzazione. Nel documento sono anche compresi i fondi per chiudere il triennio 2022/2024. Le risorse riguardano circa 38 mila dipendenti pubblici trentini e saranno oggetto di autorizzazione con la manovra di assestamento in fase di predisposizione.
I punti salienti sono il ristoro economico per il triennio 2022/2024, come previsto dal protocollo del 18 luglio 2023, di 117 milioni di euro per garantire gli arretrati previsti, con l’aggiunta di un 1% una tantum anni 2022/2023 e l'1% strutturale dal 1.01.2024 in recupero di parte del gap inflativo passato; l’anticipo sul contratto 2025/2027 con un incremento annuo del 2% progressivo, per ogni anno, che potrà essere incrementato in base all’Ipca; il potenziamento di una quota aggiuntiva che l’ente versa sulla pensione complementare di Laborfonds, che porterà al 3% la quota a carico dei datori di lavoro dei comparti di contrattazione.
Per le Autonomie Locali: risorse aggiuntive per le Apsp di 3 milioni e sui Comuni e Comunità 1,5 milioni con impegno ad aumenti nelle prossime manovre finanziarie. Per la Sanità: risorse aggiuntive a 5,8 milioni, di cui 800.000 euro con decorrenza 1.01.2024 e 5 milioni di euro dal 1 gennaio 2025, per iniziare la riscrittura dell'ordinamento professionale e avvio di un percorso di equiparazione con personale delle autonomie locali, come anche contestuale valorizzazione del sistema degli incarichi nelle professioni sanitarie e attrattività finalizzato al personale sanitario e Oss. E ancora valorizzazione del sistema degli incarichi per i professionisti sanitari all’interno dell’ordinamento professionale.
Per la Scuola: un ulteriore aumento della percentuale di versamento a Laborfonds a carico della Provincia; la chiusura tempestiva del rinnovo del contrato 2022/24 per il personale docente della Scuola a carattere Statale con l’attribuzione degli aumenti già assegnati a tutti gli altri lavoratori provinciali, ivi compreso l’impegno a modificare /innovare l'articolo 26 relativo alle attività di non insegnamento.
"Il Protocollo sottoscritto inserisce in condivisione la necessità di affrontare temi di grande valenza - commentano Michele Bezzi (Cisl), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Monica Bolognani (Cisl Scuola), Walter Alotti (Uil), Andrea Bassetti (Uil Fpl) e Giuseppe Varagone (Uil Sanità) e Pietro Di Fiore (Uil Scuola) e Cesare Hoffer (Nursing up) - quali l’invecchiamento della popolazione lavorativa, il ricambio generazionale, modalità per favorire il trattenimento del personale, incentivare modalità di lavoro agile, la costituzione di un fondo per la qualità dei servizi, la formazione del personale in ragione dell’introduzione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. Il buon risultato è stato raggiunto in un contesto politico regionale e nazionale ma anche europeo che vede il blocco del rinnovi contrattuali sia in Alto Adige che a livello di governo statale, con la previsione oltretutto che dal 2025 il Patto di stabilità europeo prevede limiti molto bassi (massimo 1,8%) alla spesa pubblica dei partner europei".
Via libera dalla Provincia. "Siamo molto soddisfatti - conclude il presidente Maurizio Fugatti - perché abbiamo concordato un passaggio sul quale come Giunta ci siamo impegnati per dare anzitutto un segnale sul tema della tenuta dei salari, a partire dal comparto pubblico. Un’assunzione di responsabilità dunque da parte dell’ente pubblico per i propri dipendenti, nella convinzione che questo possa essere un esempio - anche a livello nazionale - a sostegno del potere d’acquisto e in definitiva a vantaggio dell’economia del nostro territorio. Quello sottoscritto oggi è la dimostrazione che la Giunta provinciale riconosce la qualità del lavoro dei dipendenti pubblici e ringrazio tutte le strutture tecniche che hanno supportato l’esecutivo nel raggiungimento di questo importante risultato, esito di un processo dal carattere fortemente innovativo”.


















