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Illegittima la norma della Lega sui Segretari, Manica: "A quante bocciature siamo arrivati?" e chiede un resoconto sulle attività della Commissione dei dodici

Il consigliere del Partito Democratico ironizza sui social: "A quante bocciature di norme di questa Giunta siamo? Ho perso il conto". Presentata questa mattina, 12 maggio, un'interrogazione per chiedere un resoconto sulle attività della Commissione dei dodici

Di Filippo Schwachtje - 12 maggio 2021 - 11:49

TRENTO. "La norma sui Segretari comunali era stata fatta in fretta, una forzatura. A distanza di due anni non solo si sono illusi i Comuni, ma la norma non è mai entrata in funzione e ora la Corte Costituzionale l'ha definitivamente bocciata". Queste le parole del consigliere provinciale del Partito Democratico Alessio Manica dopo la decisione di Palazzo della Consulta arrivata ieri, che ha dichiarato illegittima la modifica, voluta dalla Lega trentina, alla norma che regola il reclutamento dei Segretari comunali. "Ma quel che conta - rincara la dose Manica - sono i comunicati trionfalistici di allora: un ulteriore esempio della differenza tra propaganda e governare".

 

Parole a cui il consigliere ha fatto seguire questa mattina, 12 maggio, un'interrogazione per chiedere in buona sostanza un resoconto delle attività della Commissione dei dodici, uno strumento essenziale, dice Manica: "Per il funzionamento dell'autonomia speciale, perché è sede di qualsiasi elaborazione per passaggi di competenza fra stato e regioni o province autonome E' quindi evidente la sua funzione di raccordo fra le istituzioni e l'iniziativa politica, per questo il rapporto fra la commissione ed il Consiglio deve essere costante e molto stretto". 

 

Nel regolamento interno del Consiglio provinciale infatti è stabilito che il presidente chieda "periodicamente ai componenti nominati dal Consiglio, nell'ambito della commissione paritetica sulle norme di attuazione dello Statuto, informazioni e documentazioni sulla loro attività e sui programmi d'azione", informandone anche i consiglieri. In particolare Manica chiede quindi a Kaswalder quante volte e con quali modalità si sia interfacciato con la Commissione (e come avrebbe informato i consiglieri), quante norme quest'ultima ha licenziato nella corrente legislatura e quali siano in cantiere "per il futuro dell'autonomia speciale e con quale grado di programmazione verranno affrontate dalla commissione paritetica". 

 

"La speciale autonomia del Trentino sta subendo colpi sempre più pesanti sul piano istituzionale - spiega il consigliere del Pd - anche attraverso ripetute sconfitte in sede giudiziaria amministrativa e costituzionale: il ruolo della Commissione dei dodici deve essere nuovamente focalizzato come centrale nel rapporto tra autonomie speciali e Stato centrale. L'autonomia non si difende con i proclami e la propaganda, ma con l'impegno quotidiano a far crescere i livelli dell'autogoverno territoriale". 

 

 

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