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L'assessore alla cultura Bisesti in Aula non ricorda le 268 vittime di Stava (IL VIDEO). Lettera di Zanon: ''Sentimento di amarezza e stimolo a non dimenticare''

Commissario della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme, già vicesindaco del Comune di Tesero, sottolinea come spera si sia trattato ''solo (si fa per dire) di un incidente di percorso '' ma aggiunge anche che ''mi corre l’obbligo però, di “pretendere” dall’Assessore alla Cultura della nostra Provincia che le frasi come “fare memoria”, “memoria attiva” e “per non dimenticare”, non siano solo delle frasi fatte che accompagnano i momenti ufficiali''

Di Luca Pianesi - 20 July 2021 - 17:40

TRENTO. ''Voglio credere nella buona fede delle persone e ritengo quanto accaduto “solo” (solo si fa per dire) un incidente di percorso e che l’Assessore alla Cultura possa venire a Stava per portare la sua testimonianza e la vicinanza alla nostra comunità''. Conclude con queste parole cortesi e di apertura la sua lettera inviata a il DolomitiGiovanni Zanon commissario della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme già vicesindaco del Comune di Tesero. Una lettera, però, che ha un titolo scritto in stampatello (''Amarezza'') che non si presta a incomprensioni e che in un altro passaggio specifica: ''Mi corre l’obbligo però, di “pretendere” dall’Assessore alla Cultura della nostra Provincia che le frasi come “fare memoria”, “memoria attiva” e “per non dimenticare”, non siano solo delle frasi fatte che accompagnano i momenti ufficiali, ma che siano effettivamente tradotti in fatti, sull’esempio dell’attività della Fondazione Stava 1985 che da anni persegue con tante iniziative il vero significato del fare memoria''.

 

La questione è quella della pessima figura fatta dall'assessore alla cultura e all'istruzione della Provincia autonoma di Trento che ieri, in consiglio provinciale, ha voluto aprire l'assise con un minuto di silenzio dedicato alle vittime della strage di via d'Amelio (Borsellino e la sua scorta) dimenticando che era anche l'anniversario della morte di 268 persone per la tragedia più grande, dal dopoguerra ad oggi, avvenuta in Trentino: Stava. Cosa accadde lo abbiamo ricostruito proprio ieri in un articolo che iniziava così: ''Crollato l’argine del primo bacino, il secondo non resse all’urto. Erano le 12.22 del 19 luglio 1985, quando una massa di acqua, fango e sabbia di circa 180mila metri cubi cominciò a scendere verso valle ad una velocità di 90 chilometri orari. Tutto ciò che si trovava sulla sua strada fu spazzato via''. In consiglio provinciale, invece, le cose sono andate in questo modo.

 

 

 

 

Dopo la gaffe dell'assessore ci hanno provato De Godenz e Cavada a mettere una pezza rispetto a questa incresciosa dimenticanza. Poi Kaswalder, su sollecitazione della consigliera Ferrari, ha concesso un minuto di silenzio anche per quelle ''268 (duecentosessantotto) vittime, perite per la stupidità umana - scrive Zanon - nel nostro Trentino''. Il minuto, purtroppo, si è ridotto a 18 secondi. Qualcuno potrà dire ''meglio di niente'' ma sarà impossibile non pensare anche ''quanta amarezza''

 

 

AMAREZZA

 

Preciso fin sa subito che quanto di seguito scritto, non vuole essere assolutamente polemico. Vorrei fosse colto come un sentimento di amarezza e stimolo per non dimenticare.

 

Per le persone di Tesero e non solo, la giornata del 19 luglio per quanto bella, luminosa e piena di sole possa essere, ha sempre delle nuvole minacciose presenti e una sorta di malinconia e amaro in bocca lo si sente non solo dal primo mattino bensì da alcuni giorni. Nella giornata di lunedì scorso, essendoci in programma un Consiglio Provinciale straordinario per i noti problemi della nostra azienda sanitaria, ho inteso scendere a Trento per ascoltare, almeno per un paio d’ore prima di tornare in tempo per la cerimonia commemorativa, la discussione attorno al delicato tema della sanità, ritenendo utile ascoltare dal vivo e vedere l’approccio dei vari consiglieri provinciali.

 

Per la verità strada facendo, mi son anche chiesto come mai un Consiglio Provinciale potesse essere convocato in una data così triste e luttuosa per la nostra provincia, probabilmente, ho pensato la straordinarietà dell’attuale situazione sanitaria ha comportato questa fretta. Non mi sembra di ricordare altri consigli provinciali convocati in tale data, a meno di consigli finalizzati proprio a questa specifica tragedia.

 

Iniziando il Consiglio, noto come l’Assessore all’Istruzione, Università e Cultura Mirko Bisesti chiede subito la parola proponendo un minuto di silenzio. Prima che l’Assessore prosegua nel suo intervento, mi son detto, bravo, bravi che ricordate le 268 (duecentosessantotto) vittime, perite per la stupidità umana nel nostro Trentino. Con mia grande sorpresa però ho subito sentito, nel proseguo dell’intervento che il minuto di silenzio è stato proposto all’aula in ricordo del Giudice Borsellino e degli agenti della sua scorta anche loro periti nella stessa data ancorché in anni diversi.

 

Solo dopo un accorato appello del Consigliere De Godenz, del Consigliere Cavada e su specifica richiesta della Consigliera Ferrari è stato proposto all’aula un ulteriore minuto di silenzio in ricordo delle vittime di Stava. Ora è sempre delicato discutere chi va ricordato prima e chi dopo, a mio parere tutti degni ugualmente di essere ricordati sempre a prescindere da dove e da come.

 

Mi corre l’obbligo però, di “pretendere” dall’Assessore alla Cultura della nostra Provincia che le frasi come “fare memoria”, “memoria attiva” e “per non dimenticare”, non siano solo delle frasi fatte che accompagnano i momenti ufficiali, ma che siano effettivamente tradotti in fatti, sull’esempio dell’attività della Fondazione Stava 1985 che da anni persegue con tante iniziative il vero significato del fare memoria. Voglio credere nella buona fede delle persone e ritengo quanto accaduto “solo” (solo si fa per dire) un incidente di percorso e che l’Assessore alla Cultura possa venire a Stava per portare la sua testimonianza e la vicinanza alla nostra comunità.

 

Giovanni Zanon

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