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Licenziamento Pruner, Kaswalder ko in appello e le minoranze chiedono le dimissioni: ''Danni che saranno pagati con i soldi dei trentini''

La decisione di secondo grado è arrivata ieri e condanna il Consiglio Provinciale di Trento non solo a risarcire Pruner per i minori versamenti dei contributi previdenziali ma anche a pagare le spese processuali di 7 mila euro

Pubblicato il - 13 febbraio 2021 - 08:53

TRENTO. “Totale incapacità di difendere l’autorevolezza del Consiglio, faciloneria nella gestione di questioni legate allo scioglimento di rapporti professionali, esposizione del Consiglio Provinciale al risarcimento dei danni al dipendente ingiustamente licenziato. Danni che saranno pagati con i denari dei cittadini trentini. Altro? Non serve credo. Attendiamo le sue dimissioni come atto dovuto”. E' dura la reazione da parte del Partito Democratico del Trentino che interviene, con la segretaria Lucia Maestri, sulla sentenza della Corte d’Appello di Trento che ha rigettato l’appello proposto dal Consiglio provinciale sulla sentenza di primo grado, relativa alla causa di lavoro intentata dall’ex segretario particolare del presidente del Consiglio provinciale, Walter Pruner, dopo la sua rimozione dall’incarico. (QUI ARTICOLO)

 

I giudici d’appello hanno rigettato il ricorso del Consiglio, confermando la sentenza del Tribunale di Trento e specificando che sono compresi nel risarcimento dovuto anche i contributi previdenziali e le spese legali per un totale di circa 7 mila euro.

 

Ad intervenire è stata anche la capogruppo del Pd in Consiglio Provinciale Sara Ferrari: “Nell’apprendere notizia del pronunciamento della Corte d’Appello di Trento, prendiamo atto della decisione della Magistratura, confidando che il presidente Kaswalder saprà immediatamente trarre dalla stessa le debite conseguenze”.

 

A chiedere le dimissioni del presidente Kaswalder è anche il consigliere del Movimento 5 Stelle Alex Marini. “Il suo atteggiamento – ha affermato - costerà centinaia di migliaia di euro alle casse pubbliche, visto che l'Ufficio di presidenza ha ben pensato di rendere le Istituzioni compartecipi delle scelte di Kaswalder. Oltre al danno del risarcimento a carico della collettività c'è anche la beffa di aver pagato, sempre con soldi pubblici, per ben 2 volte dei professionisti esterni invece di avvalersi degli avvocati al servizio del Consiglio. Dato che è stato confermato il danno causato al lavoratore e il costo ingente ai danni delle casse pubbliche, il M5S rinnova la richiesta di dimissioni per Kaswalder e per tutto l'Ufficio di presidenza che si è reso compartecipe e complice di questi gravi comportamenti avallandoli in tutto e per tutto

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