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Nidi d’infanzia, tante famiglie escluse. Zanetti: “Lasciate posto alle mamme che lavorano”

I posti nei nidi d’infanzia sono meno e a Trento ben 300 richieste non sono state accolte. Zanetti: “Da anni l’amministrazione comunale intende valorizzare le pari opportunità e il lavoro femminile. Questa è proprio l’occasione per concretizzare questi intenti”

Di Tiziano Grottolo - 16 May 2021 - 14:10

TRENTO. Per via dei protocolli anti-Covid i posti nei nidi d’infanzia sono meno e a Trento ben 300 richieste (pari al 39%) non sono state accolte. A pagare il conto della situazione, ancora una volta, sono soprattutto le donne che si vedono costrette a scegliere fra andare al lavoro o stare a casa ad accudire i figli (QUI articolo).

 

Per commentare la vicenda interviene anche Silvia Zanetti, ex candidata sindaca con “Si può fare” ora consigliera comunale nel capoluogo che chiede di lasciare posto alle mamme che lavorano. “La domanda che sorge spontanea durante questa crisi, anche economica, è evidente: non è forse il caso di valutare di dare precedenza, almeno nella seconda chiamata, ai bimbi delle coppie dove anche la madre lavora? Vogliamo tutelare o no il lavoro delle donne?”, domanda Zanetti.

 

Il problema infatti esiste e non poche mamme si stanno trovando nella difficile situazione di dover scegliere fra famiglia e lavoro. “Da anni l’amministrazione comunale intende valorizzare le pari opportunità e il lavoro femminile. Questa è proprio l’occasione per concretizzare questi intenti. Dopotutto, a prescindere dalle risposte che l’amministrazione fornirà, la realtà attuale per i genitori dei bimbi rimasti esclusi dalla graduatoria, è evidente”.

 

Dal canto suo l’assessora competente, Elisabetta Bozzarelli, spiegava a Il Dolomiti: “La situazione epidemiologica sta migliorando proprio per questo contiamo di poter tornare ad aumentare i posti in graduatoria. È vero che al momento la Provincia non ha ancora provveduto a modificarli ma abbiamo avviato un’interlocuzione. Per migliorare la situazione siamo pronti a incontrare direttamente l’Azienda sanitaria. L’appello che mi sento di rivolgere alle famiglie – concludeva Bozzarelli – è quello di fidarsi, perché siamo impegnati costantemente per poter tornare nel più breve tempo possibile alla normalità”.

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