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Più poteri ai docenti e un insegnante per l'ambiente, i presidi e sovrintendenza contrari ma Bisesti non c'è: ''Ero a scuola perché formazione è importante''

Una sostanziale condivisione sui ddl è emersa nel corso degli interventi delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil. Ok anche dal Consiglio del sistema educativo, dalla Consulta dei genitori e dalla Consulta per la famiglia. Negativa la valutazione espressa sul testo unificato dall’Associazione presidi, dalla Sovrintendente scolastica e dal direttore dell’Iprase

Di Luca Andreazza - 13 ottobre 2021 - 09:26

TRENTO. La scuola è stata centrale nella V Commissione provinciale, la seduta presieduta da Alessia Ambrosi (Fratelli d'Italia) ha affrontato diversi disegni di legge per modificare la normativa del 2006. Una discussione avvenuta senza, però, proprio il titolare dell'assessorato, Mirko Bisesti. Un'assenza che è stata evidenziata dai consiglieri, in particolare Lucia Coppola e Sara Ferrari.

 

Poi è arrivata la puntualizzazione del leghista: "Ero proprio a scuola. Per dare una testimonianza diretta dell’importanza che questa Giunta attribuisce al sistema formativo e quindi alle strutture oltre che ai programmi, in un momento in cui occorre dare ancora più fiducia a chi la scuola la deve vivere appieno, in presenza e in sicurezza come in Trentino siamo riusciti a fare", ribatte Bisesti: "Questo non significa trascurare la Quinta commissione o mancare di rispetto ai consiglieri. E lo dico nella consapevolezza di aver già fornito ai consiglieri, proprio nelle precedenti sedute alle quali ho preso parte, il parere a tre dei quattro provvedimenti in esame e aver avuto un primo scambio a riguardo del quarto ddl aperto proprio nella scorsa seduta. Il fatto poi che a sostituire l’assessore stamani fosse la sovrintendente scolastica non fa che confermare la scelta di trattare il tema attraverso figure istituzionalmente importanti e rappresentative: spero che almeno questo non venga messo in dubbio".

 

Quattro, come anticipato, i provvedimenti discussi martedì 12 ottobre: il testo unificato del disegno di legge a firma Filippo Degasperi (Onda civica) e Sara Ferrari (Partito democratico) che tratta l'autonomia e la governance della scuola (organi di istituto, dirigente, consulte, sovrintentendenza); il ddl proposto da Lucia Coppola (Europa Verde) per stralciare dalla legge provinciale del 2021 una norma che affida a privati la sorveglianza dell’interscuola: mensa e ricreazione che sono da considerare momenti educativi e di scuola a tutti gli effetti. 

 

Poi un altro provvedimento di Coppola, che introduce la previsione di un esonero per un docente che così possa assumere in ogni scuola il ruolo di referente dell’educazione ambientale; e il ddl di Vanessa Masè (La Civica) che punta a eliminare dalla legge provinciale sulla scuola il riferimento agli ambiti territoriali per la mobilità del personale insegnante.

 

Tutti, escluso il sindacato Delsa, si sono pronunciati a favore del provvedimento di Masè. Una sostanziale condivisione sugli altri ddl è emersa nel corso degli interventi delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente con Cinzia Mazzacca, Stefania Galli e Pietro Di Fiore. Ok anche dal Consiglio del sistema educativo, dalla Consulta dei genitori e dalla Consulta per la famiglia. Negativa la valutazione espressa sul testo unificato e sui ddl di Coppola dall’Associazione presidi, dalla Sovrintendente scolastica e dal direttore dell’Iprase.

 

Se le parti sociali condividono i testi di Coppola e Masè, c'è qualche osservazione invece su quello Degapseri-Ferrari. "Sulla questione della Consulta dei genitori e della Consulta degli studenti  non potrebbero essere organi collegiali a pieno titolo", dice Di Fiore, mentre Galli aggiunge: "L'autonomia didattica va distinta da quella organizzativa perché sono due elementi diversi all’interno dell’istituzione. Attenzione poi a inserire in legge temi che devono rimanere oggetto della contrattazione decentrata".

 

Interessanti e condivisibili i ddl di Coppela e Masè, "bene anche il provvedimento sull’educazione ambientale - evidenzia Mazzacca - mentre sul testo unificato: c'è un accordo di massima sugli articoli riguardanti il collegio docenti ma necessaria maggiore chiarezza in merito all’autonomia organizzativa e didattica. Giunto prevedere una valutazione dell’alternanza scuola-lavoro, perché non esiste un monitoraggio sull’efficacia. Da reintrodurre la figura dell’ispettore scolastico".

 

Il "No" arriva dai dirigenti della scuola: i maggiori poteri al collegio docenti complicherebbe la governance. E' Paolo Pendenza a giudicare negativamente il ddl di Degasperi e Ferrari.

 

"La governance della scuola - spiega Pendenza - si basa infatti su una divisione di ruoli tra consiglio di istituti, collegio docenti e dirigente. Gli altri organi hanno una rilevanza secondaria. Certo, ci sarebbe bisogno di una riforma della governance, ma questa dovrebbe chiarire meglio i ruoli dei singoli organi collegiali per evitare sovrapposizioni precisando le competenze. Questo ddl va invece nella direzione opposta confondendo le competenze".

 

Un esempio è il progetto d’istituto "documento fondamentale della scuola, che secondo questo disegno di legge, viene approvato dal collegio docenti che però ha un ruolo diverso. Si rischia di rendere la governance della scuola ancora più complicata. Sul piano poi giuridico formale, l'Associazione nazionale dirigenti e altre professionalità critica il fatto che al dirigente scolastico non sia attribuita, con questo ddl provinciale, come invece prevede la legge nazionale, la competenza sulla gestione delle risorse e dei risultati del servizio con strumenti gestionali e organizzativi adeguati.

 

Quanto al ddl Masè sulla chiamata diretta degli insegnanti, effettivamente gli articoli che il provvedimento cancella non sono utilizzati a livello nazionale. Tuttavia, per l’Associazione nazionale presidi il reclutamento dei docenti andrebbe rivisto perché il sistema delle graduatorie porta a un’estrema casualità nell’assegnazione dei docenti soprattutto a tempo determinato e non garantisce quindi la qualità dell’insegnamento. Più che cancellare quegli articoli occorrerebbe aprire un dibattito sull’esigenza di attribuire più autonomia alle scuola nell’assunzione dei docenti.

 

Il Sovrintendente scolastico, Viviana Sbardella, evidenzia, in materia ddl unificato, il rischio di creare sovrapposizioni tra le competenze. "Occorre evitare la poca chiarezza. Quanto al ruolo del Sovrintendente, questa figura ha competenza tecnica sulla didattica e non si può quindi sganciare alla funzione del Dipartimento istruzione da cui dipendono processi di innovazione. Per questo non si può accettare che il ddl modifichi le modalità di affidamento di questo incarico e dei poteri".

 

"Il ddl unificato porta più criticità che vantaggio", il pensiero di Iprase-Istituto provinciale per la ricerca e la sperimentazione educativa. "Non condivisibile - dice il direttore Luciano Covi - anche la norma proposta sul Sovrintendente scolastico".

 

Ribadisce la necessità di riordinare le competenze Filippo Degasperi: "C’è stata - aggiunge inoltre - superficialità e faciloneria nel liquidare le proposte contenute nel testo unificato che valorizza anche le Consulte sottolineando l’esigenza di potenziare le relazioni tra questi organismi e gli organi dell’istituzione", mentre Sara Ferrari (Pd) ha sottolineato che il ddl propone che la figura del Sovrintendente scolastico sia una figura di garanzia, autonoma dal potere politico grazie alla selezione, competente sulla dimensione didattica.

 

Apertura eventuali modifiche da parte di Coppola pur evidenziano che "sulle questioni ambientali i tempi sono molto maturi e ci stanno presentando il conto. Occorre quindi che la scuola assecondi e promuova la sensibilità oggi emergente dai giovani su questo tema. Le esperienze virtuose  andrebbero estese a tutti gli istituti. Ci sono insegnanti che volentieri si farebbero carico del ruolo di referente in questo caso, un tema che comprende anche l'energia e da molte parti ci sono gli energy manager".

 

Il dirigente Pendenza ha ribadito, rivolto a Coppola, che esiste già il contenitore dell’educazione alla cittadinanza, utilizzato nelle scuole anche per portare avanti anche l’educazione ambientale. In ogni scuola c’è già un referente per ogni scuola e anche per ogni classe. In più ci sono anche collaboratori dal momento che si tratta di un tema trasversale. La questione ambientale per l’Anp non va quindi giustapposta ma organicamente inserita in questo contenitore che mira alla consapevolezza dei cittadini nella società.

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