Ddl ''Zerosei'', Masè alla Federcoop: ''Massima disponibilità al dialogo ma si va avanti. Fermarsi sarebbe occasione persa: c'è esigenza di un sistema nuovo''
Negli scorsi giorni la Federcoop è intervenuta sul ddl "zerosei" per chiedere una "pausa". La consigliera de La Civica, Masè: "Affronto a testa alta quanto sta avvenendo, sapendo di aver consegnato al Trentino una importante e quanto mai necessaria occasione di riflessione"

TRENTO. "Ho avuto il coraggio di far emergere delle problematicità esistenti che, per la responsabilità con cui affronto il mandato, mi sono sentita di portare a galla". Queste le parole di Vanessa Masè a proposito del ddl proposta dalla consigliera provinciale in quota La Civica. "Il nostro sistema ha bisogno di questo dibattito sull’infanzia affinché il tema non sia appiattito unicamente sulla questione finanziaria. Affronto quindi a testa alta quanto avviene, sapendo di aver consegnato al Trentino una importante e quanto mai necessaria occasione di riflessione".
Perplessità da parte dei sindacati e dal personale, ma è forte la preoccupazione da parte del mondo della cooperazione sociale trentina per disegno di legge che prevede l'accorpamento di scuole materne e asili nido: "Si rischia di chiudere i servizi per l'infanzia da zero a tre anni", il messaggio della Federcoop e di 5 cooperative sociali che hanno inviato un documento alla consigliera per chiedere una "pausa di riflessione" (Qui articolo).
Il pericolo, sottolinea la Federazione, è la compressione dei servizi di asili nido (0-3 anni) a vantaggio delle scuole materne (3-6 anni). "Questo appello - commenta Masè - per chiedere una riflessione ulteriore sul disegno ddl Zerosei porta con sé motivazioni opposte rispetto a chi finora si era espresso, in quanto si ritiene che la formulazione licenziata dalla Commissione sia un compromesso al ribasso rispetto al coraggio e all’innovazione del disegno di legge originario, indubbiamente condizionato dall’aspro dibattito originato dal 3-6 conseguente in particolare alla decisione di istituzionalizzare l’apertura della scuola dell’infanzia nel mese di luglio, questione non affrontata in questa misura".
La consigliera ritiene "sia poco responsabile da parte di tutti coloro che stanno prendendo posizione cavalcando varie istanze non soffermarsi sui contenuti: stanno, infatti, venendo a galla tutta una serie di nodi che riguardano il mondo dell’infanzia trentino che ci dicono come il modello attuale stia cominciando a non rispondere più alle esigenze del presente e ancora meno del futuro. Questo ddl ha impiegato circa due anni di lavoro preparatorio, un percorso avviato prima di questa fase che si avvicina alla campagna elettorale e che ha portato a elaborare questa proposta e fermarsi significherebbe nascondere una necessità di cambiamento e un'occasione persa nell'affrontare la sfida di trovare un sistema più funzionale capace di pensare a tutti i territori e non solo alla valle dell'Adige".
La rappresentante de La Civica riporta alcuni temi: "Pensiamo alla questione dell’universalità del diritto all’educazione della fascia dello 0-3, al tema del contratto del personale educativo, ai nuovi bisogni delle famiglie, alla percezione che le insegnanti hanno del proprio ruolo rispetto alla società, alla recente richiesta della scuola equiparata di Caldonazzo di essere provincializzata perché, tra il resto, si ritiene insostenibile un impianto basato su un datore di lavoro che è un volontario, ai progetti Zerosei che stanno nascendo sul territorio, alle domande presentate dai comuni sul bando scuole dell’infanzia del Pnrr metà delle quali in ottica Zerosei. ‘L’unione dei puntini’ fa emergere un quadro chiaro che deve far porre al sistema degli interrogativi forti".
Il documento della Federcoop si conclude con la "rinnovata stima per quanto fatto dalla consigliera Masè", ma rimane forte l'invito ad accogliere le istanze delle cooperative, impegnate da quasi 30 anni nell'offrire percorsi educativi di qualità alla primissima infanzia e procrastinare i tempi di discussione in Aula.
"Si va avanti, c'è la massima disponibilità a dialogare e trovare soluzioni per cercare una sintesi a un tema complesso e caratterizzato da molte sensibilità proprio perché sono consapevole della necessità di intervenire, il disegno di legge depositato un anno fa voleva proporre, in maniera progressiva e facoltativa, un modello per rispondere a quanto sta avvenendo intorno a noi. La mia attività consiliare è costellata di iniziative rivolte all’infanzia, con emendamenti, proposte di ordine del giorno, proposte di mozione e infine il disegno di legge: questo a testimonianza del fatto che per prima ho avuto il coraggio di far emergere delle problematicità esistenti che, per la responsabilità con cui affronto il mandato, mi sono sentita di portare a galla. Il nostro sistema ha bisogno di questo dibattito sull’infanzia, affinché il tema non sia appiattito unicamente sulla questione finanziaria. Affronto quindi a testa alta quanto sta avvenendo, sapendo di aver consegnato al Trentino una importante e quanto mai necessaria occasione di riflessione", conclude Masè.












