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| 08 set 2022 | 20:57

Cattedre scoperte nelle scuole, Bisesti alla Cgil: ''Nessun errore di programmazione. Abbiamo agevolato le procedure per garantire la continuità didattica''

L'assessore Mirko Bisesti: "Si sono presentati alle prove scritte 1.325 candidati: tasso del 62% di bocciati, distribuiti in modo eterogeneo tra le diverse discipline. In alcuni casi si è registrato l’80% e in altri il 100% delle bocciature". E sui concorsi: "La sfida e l'impegno è trovare un'intesa con il mistero per quello abilitante trentino"

TRENTO. "Nessun errore sul fabbisogno dei docenti". A dirlo l'assessore Mirko Bisesti nel rispondere ai sindacati sulle cattedre scoperte nelle scuole trentine. "Inoltre la Provincia ha già agevolato il più possibile gli insegnati nella scelta delle sedi: risultano già assegnati 400 posti tramite la riconferma dei supplenti in servizio per salvaguardare la continuità didattica. La sfida e l'impegno poi è quello di raggiungere un'intesa con il ministero per il concorso abilitante 'trentino' per garantire una programmazione di medio e lungo termine".

 

Le campanelle degli istituti primari e secondari suonano lunedì e torna anche il tema delle cattedre vuote. Nelle scorse ore la Flc della Cgil ha lanciato l'allarme: "Vuota quasi la metà delle cattedre a tempo indeterminato”. E "questa situazione - ha spiegato il sindacato - è il frutto di una serie di errori legati a scarsa programmazione, assenza di visione e insufficienti investimenti sulla scuola" (Qui articolo).

 

Nessun errore o assenza di programmazione, ribatte però l'amministrazione provinciale. "I fabbisogni del personale docente per la scuola trentina - spiega Bisesti - vengono elaborati tenendo conto sia dei pensionamenti su un arco temporale triennale, in questo caso gli anni 2020/2023, sia delle graduatorie concorsuali o per titoli, vigenti al momento della programmazione".

 

A giugno si sono liberate, a seguito dei pensionamenti, 548 cattedre, cioè posti a tempo indeterminato, ma, riporta in una nota il sindacato, solo il 52% di queste è stato coperto con insegnanti che sono entrati in ruolo. Il resto è stato affidato, o verrà affidato nei prossimi giorni, con i contratti a tempo determinato. 

 

La situazione più complicata riguarda la scuola secondaria di primo e di secondo grado, cioè medie e superiori. A giugno si sono liberati 424 posti a seguito di pensionamento, solo il 40% di questi è stato coperto cioè 169 e restano vacanti 255 cattedre.

 

"Se è pur vero - evidenzia l'assessore - che, dei 566 posti destinati alle immissioni in ruolo per quest’anno scolastico, non sono stati nominati circa 280 docenti in ruolo, che saranno coperti con incarichi di supplenza, è altrettanto vero che appare semplicistico e parziale attribuire questa situazione a presunti errori di programmazione da parte dell'amministrazione. E' noto infatti, ancora di più per il concorso ordinario del personale docente, che l'impossibilità di fare fronte alla totale copertura dei fabbisogni è imputabile a fattori indipendenti dall'azione delle strutture provinciali".

 

C'è stato inoltre un elevatissimo numero di docenti respinti nel concorso (Qui articolo) e le procedure si sono bloccate per alcuni errori nei quiz che hanno imposto la necessità di rivedere i punteggi e le graduatorie (Qui articolo).

 

Al concorso ordinario (indetto nell'anno 2020 e svoltosi nel corso dell'anno 2022 a causa del fermo dovuto alla pandemia Covid) erano stati ammessi 1.715 candidati distribuiti su 41 classi di concorso, chiarisce la nota della Provincia, per un fabbisogno iniziale di 185 posti; si sono presentati alle prove scritte 1.325 candidati e 826 non sono stati ammessi alle fasi successive, con un tasso del 62% di bocciati, distribuiti in modo eterogeneo tra le diverse discipline. In alcuni casi si è registrato l’80% e in altri il 100% delle bocciature. 

 

"Pur potendo anche se solo in parte difettare la stima dei fabbisogni, diventa evidente però che l’assenza importante di candidati idonei che si è registrata in questo concorso - aggiunge Bisesti - ha certamente costituito un fattore: il concorso ordinario avrebbe permesso in linea teorica di utilizzare le graduatorie degli idonei per supplire eventuali ulteriori necessità, oltre i fabbisogni concorsuali, cosa che non si è potuta realizzare".

 

Nel mirino della pubblica amministrazione anche gli iter. "Altrettanto importante e condizionante - continua l'assessore - è stata la tempistica di svolgimento del concorso stabilita dal Ministero, che ha imposto un fermo al momento dell’avvio degli esami di Stato: dobbiamo considerare che presidenti e commissari sono coinvolti anche nelle commissioni d’esame e questo ha significato, per esempio, che per ben 12 classi di concorso le operazioni si sono dovute bloccare per riprendere in autunno. Tra queste, alcuni classi registrano un importante numero di posti vacanti su cui le immissioni in ruolo si svolgeranno il prossimo anno (A028 - matematica e scienze – con 49 posti vacanti; A048 scienze motorie e sportive, con 13 posti vacanti; A050 scienze naturali e biologiche, con 17 posti vacanti)".

 

Quello ormai alle porte sarà anche l’anno del ritorno alla normalità dopo due anni di pandemia. "Sulla scuola secondaria di I e II grado la vera sfida e l’impegno dell’amministrazione è quello di accelerare la sottoscrizione dell'intesa con il Ministero per indire il concorso abilitante 'trentino' - evidenzia Bisesti - così da poter avviare con una programmazione di breve e medio periodo, i concorsi necessari a coprire i posti lasciati scoperti dalle stesse graduatorie appena approvate, di fatto già esaurite. Il bando, indetto sulla base della norma, approvata con legge di stabilità nell’anno 2021, è già stata vagliata dagli uffici ministeriali che hanno richiesto alcune modifiche: si è in attesa dell'ultima approvazione per poter avviare, già nell'autunno, i concorsi che dovrebbero consentire la copertura delle attuali disponibilità".

 

L’assessore ha poi ribadito che a fronte di una situazione di scoperture di organico che si confida, con l’anno prossimo, già di vedere se non completamente, almeno in buona parte ridotte, è necessario sottolineare che tutte le operazioni di assunzione sono state concluse prima dell'avvio dell'anno scolastico, ma è stato anche raggiunto un risultato molto positivo per la scuola primaria, nella quale sono rimasti vacanti solo 5 posti sul sostegno e 1 posto solo di lingua straniera (tedesco), grazie alla misura di legge approvata e ulteriormente modificata quest'anno. "Si tratta di una risposta soddisfacente perché per la prima volta quest’anno anche l’organico di lingua straniera si è potuto consolidare".

 

Intanto gli istituti procedono a completare le cattedre. "Ora spetta alla chiamata unica delle scuole terminare le coperture dell'organico funzionale: anche quest’anno la Giunta provinciale ha agevolato il più possibile i docenti nella scelta delle sedi, riducendo le sanzioni per i rinunciatari. A oggi, infatti, risultano già assegnati 400 posti tramite la riconferma dei supplenti in servizio l’anno scolastico precedente, così da salvaguardare la continuità didattica. Una scelta dovuta all’applicazione di una norma approvata nel giugno scorso dal Consiglio provinciale", conclude Bisesti.

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