Stopcasteller, da tutta Italia contro la Giunta Fugatti (FOTO): “Ammazzano gli orsi per rispondere alle pressioni degli allevatori”
Gli attivisti della campagna StopCasteller chiedono le dimissioni della Giunta Fugatti: “Il pericolo per l’incolumità delle persone rappresentato dagli orsi è praticamente nullo, mentre grandi sono gli interessi economici di allevatori, apicoltori, agricoltori”

TRENTO. Sono arrivati da tutta Italia i manifestanti che hanno preso parte alla terza manifestazione della campagna StopCasteller, organizzata da Assemblea antispecista e Centro sociale Bruno, con l'adesione di Lav Trento, Oipa Trento, Leal, Assemblea transterritoriale Terra Corpi Territori e Spazi urbani di Non Una di Meno, Csm Trento, Intersexioni, Ippoasi, Mantova4animals, Parte in causa, Rifugio Alma Libre, Vitadacani, XR Trento, Zerospecismo.
L’obiettivo, denunciare la gestione trentina degli orsi e le nuove linee guida adottate dalla Provincia che ampliano le possibilità per abbattere i plantigradi. “A fronte di una totale incompetenza gestionale, la Provincia con queste nuove linee guida, redatte ad hoc, aggira la direttiva habitat europea e nazionale, che protegge i selvatici in via d’estinzione, spianando la strada alla persecuzione e abbattimento legale, almeno sul piano formale”.
Gli attivisti si sono prima dati appuntamento in Piazza Dante, davanti al palazzo della Provincia, per poi attraversare le vie del centro in corteo, chiedendo le dimissioni della giunta leghista. “La Giunta ammazza gli orsi legalmente – hanno dichiarato – per rispondere alle pressioni di allevatori e Coldiretti, e lo fa col benestare delle istituzioni che dovrebbero proteggere il territorio e la fauna selvatica che lo abita. Ma il fatto che i politici trentini si siano creati da soli gli strumenti per poter uccidere e rinchiudere gli orsi e che tutto questo sia considerato legale non significa che sia giusto”.






Secondo i manifestanti il tema della pubblica sicurezza sarebbe solo un pretesto per arrivare all’abbattimento degli orsi: “Il pericolo per l’incolumità delle persone – si è detto durante la manifestazione – è praticamente nullo, mentre grandi sono gli interessi economici di allevatori, apicoltori, agricoltori, Confagricoltura e Coldiretti che, dopo aver invaso l’habitat dell’orso per le loro attività produttive, vorrebbero lasciare arnie e greggi incustodite facendo fare il lavoro sporco alla Giunta che hanno eletto”.
Alla manifestazione era presente anche Paolo Scarian, fondatore e amministratore del gruppo “Fiemme e Fassa il ritorno del lupo”: “Parlare di orsi significa parlare dei grandi carnivori e quindi anche di lupi, purtroppo su questi temi la Provincia si è dimostrata incapace di fare formazione e informazione, senza parlare della prevenzione. La politica troppo spesso si dimostra presuntuosa. Ora il destino di M62 pare segnato, verrà ucciso nel momento giusto per la politica per distogliere l’attenzione da temi più importanti. Al contrario questi animali possono rappresentare una risorsa per il territorio e portare un ritorno di immagine importante soprattutto per le attività turistiche”.













