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Turismo, sul marchio ''gay friendly'' Failoni ci mette 6 mesi a rispondere a Zeni ma fraintende la domanda e la spiegazione è non sense. Nuova interrogazione in Aula

Il consigliere del Pd aveva chiesto spiegazioni sul perché alcuni alberghi trentini sul sito di Visit Trentino invece che la canonica dicitura ''gay friendly'' che si usa in tutto il mondo avessero quella ''benvenuti gay''. Dopo poche ore erano arrivate le scuse di Trentino Marketing che aveva ammesso l'errore e tolto il riferimento. Ora, sei mesi dopo, arriva la risposta ''fuori tema'' di Failoni: ''In merito ai quesiti posti con l’interrogazione in oggetto si rappresenta la contrarietà della Giunta provinciale nei confronti di iniziative “ghettizzanti” come quella auspicata dal Consigliere''

Di Luca Pianesi - 22 giugno 2021 - 16:59

TRENTO. Verrebbe quasi da chiedersi se ''ci fa o ci è'' chi si è occupato di rispondere, con 6 mesi di ritardo, all'interrogazione di Luca Zeni intitolata ''Gay benvenuti, marchio gay friendly e traduzioni''. La firma in calce è quella dell'assessore provinciale al turismo Roberto Failoni e quindi agli atti non può che far fede quella, anche se sembra davvero incredibile possa essere stato l'assessore a buttare giù queste quattro righe scarse che dimostrano che chi le ha scritte non ha capito cosa era stato chiesto dall'interrogante e nemmeno il tema del quale si starebbe discutendo. Una risposta ''non sense'' da insufficienza piena per incomprensione del testo, per essere andato completamente fuori tema e per aver stravolto quanto veniva chiesto ribaltandolo nel suo significato.  

 

''In merito ai quesiti posti con l’interrogazione in oggetto - ha scritto l'assessore Failoni - si rappresenta la contrarietà della Giunta provinciale nei confronti di iniziative “ghettizzanti” come quella auspicata dal Consigliere. Infatti la promozione del rispetto e della non discriminazione tra gli individui deve essere universale e non può di certo trovare ragione in un qualsiasi marchio “gay friendly”. Si tratterebbe di una sorta di certificazione che, a parere dello scrivente, è sia potenzialmente foriera di fraintendimenti che profondamente lesiva delle dignità personali al pari della dicitura “gay benvenuti”''.

 

Ebbene il marchio internazionale ''gay friendly'' è una dicitura che rientra nell'abc del turismo mondiale, partito dal basso, e diffusosi grazie all'efficacia e all'apprezzamento che ha avuto. Non serve a ''promuovere il rispetto o la non discriminazione'', come ha scritto l'assessore al turismo del Trentino, ma a garantire che laddove c'è quel marchio rispetto e tutela dei diritti e della libertà sono già una certezza (cosa non banale in un mondo dove discriminazioni e aggressioni omofobe sono all'ordine del giorno, soprattutto in certi contesti e in certi Stati dove potrebbero verificarsi per l'ospite inconvenienti spiacevoli e magari anche drammatici raggiungendo questi luoghi).

 

La parola ''ghettizzazione'', poi, usata dall'assessore al turismo Failoni significa ''estromissione o isolamento di una minoranza da una comunità'' che esattamente il senso opposto a quello promosso da iniziative di questo tipo. Il marchio è già usato anche da Trentino Marketing, come fanno tutti ovunque, e il consigliere Zeni nella sua interrogazione non ha mai ''auspicato'' niente, come invece ha scritto Failoni. Semmai chiedeva il perché sul sito di Visit Trentino alcuni alberghi venissero promossi con la scritta ''gay benvenuti'' e non con il marchio internazionale ''gay friendly'' con un'evidente storpiatura della dicitura riconosciuta e apprezzata a livello mondiale.

 

Il Dolomiti aveva dato notizia dell'accaduto e in pochissimo tempo Trentino Marketing aveva riconosciuto l'errore andando a correggere la dicitura come spiega lo stesso Zeni oggi. ''Lo stesso 29 gennaio - spiega il consigliere del Pd - Trentino Marketing riconosceva l'errore e comunicava di aver provveduto a rimuoverlo. Purtroppo non vi è stata una contestuale risposta all'interrogazione, che arriva il 21 giugno, 6 mesi dopo. E che viene usata non per rispondere all'interrogazione sull'espressione "benvenuti Gay", ma per dirsi contrari all'utilizzo del marchio "gay friendly".  Ed è incredibile sia per la evidente mistificazione dell’interrogazione stessa, sia per la totale assenza di risposta rispetto alla domanda, sia per l’evidente ignoranza del significato del marchio gay friendly''.

 

Trentino Marketing, in quel caso, aveva subito precisato che la dicitura utilizzata, “benvenuto gay”, è un tag dei servizi che la piattaforma Feratel mette a disposizione delle organizzazioni turistiche (valevole per le strutture ricettive di tutti i paesi dove Feratel è presente, come Austria Germania e altre località italiane), selezionabile in maniera autonoma dalle strutture ricettive. Trentino Marketing già a giugno 2020 aveva chiesto di oscurare il flag perché non lo riteneva idoneo e quindi non collocabile all’interno della sezione “servizi” della struttura ricettiva. Per un errore del sistema Feratel, nella descrizione di sole 10 strutture ricettive su 5152 presenti sulla piattaforma è tuttavia rimasto ancora visibile. È stato quindi risollecitato il fornitore che si è scusato ed ha provveduto a sistemare l’errore togliendo la dicitura”.

 

''Linearità istituzionale - commenta Zeni - avrebbe voluto che contestualmente al comunicato stampa di risposta, venisse depositata anche la risposta all’interrogazione da parte della giunta. Anche ipotizzando che riportare il testo, esaustivo e soddisfacente, del comunicato all’interno di una risposta ad interrogazione, potesse richiedere uno sforzo temporale superiore ai 5 minuti, ci si sarebbe aspettati una risposta nell’arco di qualche giorno, sicuramente entro il termine di 30 giorni previsto dal regolamento. Invece la risposta è arrivata dopo 6 mesi''.

 

Zeni ha, quindi, depositato una nuova interrogazione dove chiede all'assessore Failoni, perché non si è semplicemente risposto come ha fatto 6 mesi fa Trentino Marketing, riconoscendo l'errore e comunicandone la rimozione; perché si sono attesi 6 mesi per rispondere, e se anche questo dipenda dal Covid, come apparentemente ogni ritardo di questa amministrazione; perché si sia deciso di togliere la possibilità ai singoli imprenditori di utilizzare un marchio internazionale, con una evidente ingerenza nell'iniziativa privata.

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