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"Un errore e bisogna scusarsi", Failoni sulla persona cieca respinta dall'albergo perché ha il cane guida. I Comuni avevano scritto agli operatori per sensibilizzarli sull'accoglienza

L'assessore Roberto Failoni: "Qualche errore può capitare, bisogna scusarsi perché si è sbagliato ma non dobbiamo generalizzare". I Comuni avevano inviato una lettera agli operatori "per sensibilizzare - le parole di Giuseppe Detomas, procurador del Comun General de Fascia - sulla cultura dell'accoglienza e della solidarietà. Questo è un episodio inaccettabile"

Di Luca Andreazza - 13 febbraio 2024 - 05:01

TRENTO. "Qualche errore può capitare, bisogna scusarsi perché si è sbagliato ma non dobbiamo generalizzare". Queste le parole a il Dolomiti dell'assessore Roberto Failoni sul caso della turista non vedente non accolta in un hotel di Moena perché era accompagnata dal suo cane guida. "Il Trentino è assolutamente sensibile e c'è la massima attenzione. L'Azienda per il turismo è tempestivamente intervenuta per trovare una soluzione". Un passo falso di una singola struttura. "E' stato inaccettabile - commenta Giuseppe Detomasprocurador del Comun General de Fascia - perché ancor prima del business e della reputazione di una destinazione, c'è la sofferenza di una persona".

 

La notizia della persona non vedente non accolta da un hotel di Moena è balzata anche a livello nazionale. ''Purtroppo il nostro regolamento, pubblicizzato anche sul nostro sito, non prevede l'accesso di animali di alcun genere in struttura, ragion per cui, per mantenere fede a queste informazioni, anche a tutela degli ospiti che invece ci scelgono proprio per questa clausola ci troviamo costretti, con profondo dispiacere, a non poter derogare''.

 

Questa era stata la risposta che si era sentita dire la signora in questione quando aveva spiegato di avere con sé il cane guida, un Labrador. Una risposta, riportata dall'associazione (che si occupa di sensibilizzazione, inclusione e abbattimento delle barriere architettoniche, sociali e culturali in tutta Italia) "Vorreiprendereiltreno" di Firenze, fuori dai binari, anche normativi in quanto la legge parla chiaro (c'è, per esempio, la n. 37/1974 - aggiornata poi con la n. 60/2006 -, che esplicitamente dichiara il diritto per la persona cieca di accedere con il proprio animale agli esercizi aperti al pubblico) come ha specificato anche la Cooperativa AbilNova, realtà trentina che si occupa anche di sensibilizzazione, polo di riferimento per i servizi per la disabilità sensoriale, visiva e uditiva.

 

I Comuni avevano inviato una lettera agli operatori "per sensibilizzare sulla cultura dell'accoglienza e della solidarietà. Non sono naturalmente i sindaci a dover insegnare l'ospitalità ai professionisti ma è un invito a prestare la massima attenzione nell'adeguare la struttura, un segno di sensibilità".

 

A scendere in campo fin da subito l'Azienda per il turismo val di Fassa che ha manifestato "rammarico per quanto accaduto perché non rappresenta l’accoglienza che ci caratterizza e che prende le distanze da ogni forma di discriminazione. A nome del territorio e degli operatori turistici ci scusiamo con la signora", l'ente guidato da Fausto Lorenz ha poi aggiunto che "la ospiteremo volentieri in una delle nostre numerose strutture migliori strutture dove tutti i proprietari di animali e i loro amici a quattro zampe sono benvenuti".

 

A mobilitarsi anche Luca Guglielmi. "Prima di tutto la legge pone chiari paletti ma soprattutto la sensibilità del singolo dovrebbe andare oltre a meri regolamenti interni, voglio far sentire alla signora interessata da tale spiacevole evento la mia personale vicinanza in quanto atteggiamenti simili sono deprecabili. Una vicinanza che, come ha detto il presidente dell'Apt, è comune e collegiale in tutta la comunità". Con l'invito a incontrarsi per porgere le scuse.

 

La reazione è stata immediata. "Ci sono più di 350 strutture in val di Fassa", aggiunge Detomas. "La cultura dell'accoglienza è nel Dna del nostro territorio che si è subito messo a disposizione con convinzione per trovare una soluzione e risolvere questo episodio che non possiamo accettare. Si tratterebbe, insomma, "di un caso isolato", evidenzia Failoni. "L'ospitalità trentina è attenta. Non si può generalizzare e non voglio entrare nel merito della singola vicenda. Posso dire che c'è una grande sensibilità in Trentino".

 

Tanto che nel 2022 la Provincia ha avviato un progetto per rendere il territorio ancora più accessibile alle persone con disabilità fisica, sensoriale, intellettiva e a far diventare la provincia una destinazione turistica inclusiva, riconosciuta dal target di riferimento come destinazione affidabile, organizzata e tra le eccellenze in Italia.

 

Una logica di co-progettazione e di collaborazione attraverso il rinnovo e il rilancio del marchio "Open", ma anche il sostegno a tre progetti pilota. Il tutto nell'ambito della cornice "Trentino per tutti". L'idea, sostenuta e appoggiata anche dall'allora ministra Erika Stefani. L'idea era quello di creare un fondo per il turismo accessibile. 

 

"Il bando è uscito e l'iter è in corso. Più avanti sapremo le strutture che hanno aderito. In generale si può sempre fare di più e migliorare, ma il Trentino è attivo e c'è una grande sensibilità", conclude Failoni.

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