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Trento
10 febbraio | 17:20

Persona cieca cerca di prenotare in un albergo Trentino ma la struttura rifiuta il cane guida: "In un mondo civile non dovrebbe accadere"

L'episodio è stato raccontato dall'associazione “Vorreiprendereiltreno” che si occupa di diritti. L'hotel (di Moena), dopo essere stato ricontattato dall'onlus ha deciso di accettare anche il cane ma a quel punto la persona cieca coinvolta ha rifiutato di trascorrere il soggiorno in quella struttura

Persona cieca cerca di prenotare in un albergo Trentino ma la struttura rifiuta il cane guida

MOENA. “Purtroppo il nostro regolamento, pubblicizzato anche sul nostro sito, non prevede l'accesso di animali di alcun genere in struttura, ragion per cui, per mantenere fede a queste informazioni, anche a tutela degli ospiti che invece ci scelgono proprio per questa clausola ci troviamo costretti , con profondo dispiacere, a non poter derogare.” Questa la risposta che è arrivata ad una persona cieca con cane guida che ha chiesto delle informazioni per una vacanza in un hotel di Moena. 

La vicenda è stata raccontata nelle scorse ore sui social dall'associazione “Vorreiprendereiltreno” di Firenze che si occupa di sensibilizzazione, inclusione e abbattimento delle barriere architettoniche, sociali e culturali in tutta Italia.

 

Mi chiamo F., e ho un cane guida, essendo una persona cieca. Il mio più grande desiderio – ha raccontato - era fare una vacanza all’insegna del relax in montagna. La scelta del luogo dove andare era ricaduta su Moena, in Val di Fassa, dove avevo trovato un bellissimo albergo”. Scelto l'hotel è stata mandata una mail per chiedere una prenotazione, facendo logicamente accenno al fatto che ci sarebbe stato anche il cane. La risposta arrivata, purtroppo, non è quella che ci si aspetta purtroppo nel 2024.

 

A quel punto viene fatto presente che si tratta di un cane guida e che la legge prevede ben altro. Niente da fare, l'albergo, secondo quanto riportato, è rimasto fermo sulla propria posizione. 

 

Da qui la decisione da parte della persona coinvolta di chiamare l'associazione “Vorreiprendereiltreno” che immediatamente chiama l’albergo e fa loro presente che la normativa è inderogabile, non il loro "regolamento" e che la loro risposta rappresenta un atto discriminatorio.

 

A quel punto le cose sembrano cambiare. “Mi richiamano – spiega F. - immediatamente e mi dicono che se voglio posso tranquillamente procedere con la mia prenotazione. Naturalmente, rifiuto perché non voglio certo né passare la mia vacanza, né tantomeno dare guadagno ad un albergo che discrimina”.

 

La considerazione finale: “Mi chiedo come sia possibile che noi, persone con disabilità, possiamo veder riconosciuti i nostri diritti solo quando una Onlus decide di intervenire per difenderli. Naturalmente sono grata a #vorreiprendereiltreno ma, in un mondo civile, tutto questo non dovrebbe succedere. Non scrivo il nome dell'albergo in questione perché il mio unico scopo è fare sensibilizzazione su questa problematica e non scatenare gogne mediatiche.”

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