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Trento
14 febbraio | 05:01

Persona cieca respinta perché ha il cane guida, l'Apt dirama una circolare a tutti gli alberghi: "La situazione si è risolta, un altro passo verso la sensibilizzazione"

A comunicare il lieto fine di una vicenda che aveva amareggiato e lasciato senza parole la val di Fassa è "Vorreiprendereiltreno". L’Apt della Val di Fassa  ha diramato una circolare di Federalberghi con una precisa informativa a tutte le strutture della Valle di Fassa, ricordando loro le normative in vigore

Persona cieca respinta perché ha il cane guida, l'Apt dirama una circolare a tutti gli alberghi

TRENTO. La donna cieca inizialmente non accolta in un hotel di Moena perché era accompagnata dal suo cane ha ricevuto le scuse della struttura coinvolta. Ma non solo. E' stata diramata anche una circolare  con all'interno le normative in vigore, concernenti l’accesso dei cani guida per le persone cieche, e invitando le strutture ad un puntuale rispetto delle stesse.

 

A comunicare il lieto fine di una vicenda che aveva amareggiato e lasciato senza parole la val di Fassa è "Vorreiprendereiltreno", l'associazione di Firenze che aveva segnalato l'episodio. 

 

"La situazione si è risolta con il supporto dell'Azienda per il turismo", spiega l'associazione. "Un altro passo di sensibilizzazione verso questo mondo. Lavoriamo quotidianamente per far rispettare la legge e superare superficialità e problemi".  Una vicenda che era balzata a livello nazionale.

 

"Purtroppo il nostro regolamento, pubblicizzato anche sul nostro sito, non prevede l'accesso di animali di alcun genere in struttura, ragion per cui, per mantenere fede a queste informazioni, anche a tutela degli ospiti che invece ci scelgono proprio per questa clausola ci troviamo costretti, con profondo dispiacere, a non poter derogare''. Questa era stata la risposta che si era sentita dire la signora in questione quando aveva spiegato di avere con sé il cane guida, un Labrador.

 

Una risposta fuori dai binari anche normativi in quanto la legge parla chiaro (c'è, per esempio, la n. 37/1974 - aggiornata poi con la n. 60/2006 -, che esplicitamente dichiara il diritto per la persona cieca di accedere con il proprio animale agli esercizi aperti al pubblico) come ha specificato anche la Cooperativa AbilNova, realtà trentina che si occupa anche di sensibilizzazione, polo di riferimento per i servizi per la disabilità sensoriale, visiva e uditiva.

 

LE SCUSE

L’albergo, ha spiegato l'associazione "Vorreiprendereiltreno",  si è scusato con F. ed ha subito modificato la voce nel campo servizi, del suo sito Web, specificando che “gli animali non sono ammessi con eccezione dei “cani guida “ legge n.37 del 1974” con integrazione “ legge n 60 del 8 febbraio 2006”

 

Non solo ma dopo il confronto avuto con l’Apt della Val di Fassa, la stessa ha diramato una circolare di Federalberghi, con una precisa informativa a tutte le strutture della Valle di Fassa, ricordando loro le normative in vigore, concernenti l’accesso dei cani guida per le persone cieche, e invitando le strutture ad un puntuale rispetto delle stesse.

 

Crediamo di aver agito per il meglio, visto il risultato ottenuto e speriamo di cuore che l’informazione messa in atto possa davvero evitare, in futuro, che le persone cieche debbano ancora incontrare ostacoli nel prenotare una vacanza nella bellissima Valle di Fassa che ha, nonostante quanto successo, dimostrato in più occasioni, essere comunque attenta e sensibile alle esigenze delle persone con disabilità” ha spiegato l'associazione “Vorreiprendereiltreno” ringraziando chi li ha sostenuti, come sempre, in questa battaglia per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità.

 

IL TERRITORIO

Il territorio aveva subito preso le distanze e aveva condannato l'episodio. "Qualche errore può capitare, bisogna scusarsi perché si è sbagliato ma non dobbiamo generalizzare. Il Trentino è assolutamente sensibile e c'è la massima attenzione. L'Azienda per il turismo è tempestivamente intervenuta per trovare una soluzione", il commento a il Dolomiti dell'assessore Roberto Failoni mentre Giuseppe Detomas, procurador del Comun General de Fascia, aveva aggiunto: "E' stato inaccettabile perché ancor prima del business e della reputazione di una destinazione, c'è la sofferenza di una persona". A intervenire anche il consigliere provinciale, in quota ladina, Luca Gugliemi

 

Alla notizia l'Azienda per il turismo val di Fassa aveva espresso "rammarico per quanto accaduto perché non rappresenta l’accoglienza che ci caratterizza e che prende le distanze da ogni forma di discriminazione". E oltre a porgere le scuse, l'ente guidato da Fausto Lorenz si è messo a disposizione per ospitare la donna. 

 

"E' un segnale -spiega l’associazione - verso tutto il sistema perché ci sono le leggi da rispettare ma soprattutto è una questione di sensibilità. Ogni giorno lavoriamo per superare la superficialità negli atteggiamenti, così come le barriere architettoniche, sociali e culturali in tutta Italia per un modo più inclusivo".

 

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