Voyat fa marcia indietro: "Dispiaciuto di aver utilizzato parole non consone. Me ne scuso". Ma Fdi lo "giustifica": "Attacco strumentale della sinistra"
"Seppur con un'espressione forte, il collega Voyat si è fatto dunque interprete in aula del pensiero di una grandissima parte della popolazione, sempre più infastidita dall’approccio buonista e lassista del centrosinistra" scrive Fratelli d'Italia in una nota ufficiale. Il riferimento è alla frase pronunciata dal consigliere di Fdi in consiglio comunale: "siamo stufi di vedere il culo per aria delle persone che pregano". Che ha provocato indignazione e sta assumendo valenza nazionale

TRENTO. "In aggiunta a quanto comunicato oggi dal gruppo consiliare comunale di Fratelli d'Italia, mi dichiaro dispiaciuto di aver utilizzato parole forti e non consone, che sono state il frutto di un momento di tensione in aula. L'intenzione non era certo quella di offendere la comunità islamica e me ne scuso".
Il giorno dopo la "bagarre" scatenatasi a Palazzo Thun, durante la seduta di martedì sera del consiglio comunale di Trento, in seguito alle parole pronunciate dal consigliere comunale di Fratelli d'Italia Alex Voyat che ha detto "vediamo tutti i giorni che sono lì con il culo per aria" (Qui articolo), con riferimento ai fedeli della comunità islamica del capoluogo, l'esponente del partito di Giorgia Meloni, marito dell'assessora provinciale Francesca Gerosa (che da sabato è anche la presidente provinciale di Fdi e dunque, toccherebbe a lei prendere eventuali "provvedimenti" politici), fa un passo indietro e chiede scusa.
Meglio tardi che mai, visto che in Aula gli era stato chiesto di rettificare il concetto e lo stesso Voyat lo aveva, invece, ribadito, edulcorando solo il termine "culo", sostituito con un più "politicaly correct" "sedere", spiegando che "siamo stufi di vedere il sedere per aria".
Il concetto non era però mutato di una virgola e Voyat è riuscito ad ottenere l'effetto esattamente contrario a ciò che era nel suo intento, facendo passare il "focus" della discussione dal contenuto del suo intervento all'aberrante espressione usata, con un errore a livello di comunicazione da matita rossa.
L'esponente meloniano era intervenuto per sottolineare la presenza poco distante di un Centro culturale islamico a due passi dal centro cittadino: una situazione che crea problemi e che, quando passa nella zona del quartiere di Cristo Re, vede "tutti pregare con il culo per aria", dichiarandosi stufo di questo atteggiamento che "non è consentito dalla legge".
Dopo una notte di riflessione, il consigliere comunale di Fdi ha deciso di fare un passo indietro riguardo i termini utilizzati, ma la sua brevissima nota è in contro tendenza con quanto riportato nella nota ufficiale del gruppo consiliare, che parla di "attacco strumentale della sinistra", cercando di riportare il "focus" sulla vicenda illustrata da Voyat, ignorando che - in un'Aula consiliare - le parole contano eccome.
E risulta estremamente discutibile anche l'ultima frase della nota stampa: "Seppur con un'espressione forte, il collega Voyat si è fatto dunque interprete in aula del pensiero di una grandissima parte della popolazione, sempre più infastidita dall’approccio buonista e lassista del centrosinistra".
Insomma, decisamente troppo poco per giustificare un'uscita che sta avendo risonanza a livello nazionale e ha fatto sobbalzare sulla sedia più di un esponente romano di Fratelli d'Italia che non ha per nulla apprezzato l'espressione "estrema" di Voyat.
"L'attacco strumentale da parte della maggioranza di centrosinistra in Consiglio Comunale alle parole del collega Voyat - scrive Daniele Demattè, a nome dell'intero gruppo consiliare di Fratelli d'Italia -, pronunciate in aula nella seduta di ieri sera durante un acceso dibattito sulle ex scuole Bellesini e il destino della zona di Piazza Cantore, era scontato e non ci sorprende. La sinistra ancora una volta fa finta di non comprendere, perché le parole di Voyat non erano in alcun modo un attacco alla libertà di culto o ai credenti di fede islamica che rispettiamo, ma all'ostinato negazionismo di un centrosinistra oramai senza argomenti, che vorrebbero dei cittadini con i paraocchi e rassegnati alla narrazione secondo cui sul territorio comunale di Trento non sarebbero luoghi di culto abusivi. Questi luoghi ci sono eccome sotto forma di "centri culturali", in totale contrasto con quanto previsto dai regolamenti comunali vigenti e purtroppo spesso anche con le più banali norme di sicurezza. Quello che avviene in questi luoghi di culto è palese e solo la sinistra vuole continuare a fare finta di niente, nonostante siano costanti le segnalazioni, anche di difficoltà di convivenza con tali realtà da parte della popolazione. Questo ieri sera ha acceso la discussione e ha portato alle dichiarazioni fatte. Non si è trattato di discutere della libertà di culto, come la sinistra vorrebbe far credere con una narrazione strumentale tutta sua, ma di dove viene esercitata e se nel rispetto delle regole. Il Sindaco e la sua maggioranza dovrebbero cominciare a capire che da questa parte chiediamo solo rispetto delle regole e di una comunità, quella trentina della nostra città, troppo spesso inascoltata. Seppur con un'espressione forte, il collega Voyat si è fatto dunque interprete in aula del pensiero di una grandissima parte della popolazione, sempre più infastidita dall’approccio buonista e lassista del centrosinistra".












