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Belluno
16 novembre | 11:19

Turisti israeliani rifiutati dall'hotel sulle Dolomiti, il titolare si scusa: “Pronto ad accoglierli”

Fa un passo indietro e si scusa il titolare dell'Hotel di Selva di Cadore, finito al centro di una bufera negli scorsi giorni dopo aver rifiutato una coppia di turisti israeliani perché appartenente a un popolo “responsabile di genocidio”

Foto sullo sfondo da Wikipedia di Piero Tasso
Foto sullo sfondo da Wikipedia di Piero Tasso

BELLUNO. Hotel rifiuta turisti israeliani perché appartenenti a un popolo “responsabile di genocidio”: il titolare della struttura di Selva di Cadore fa un passo indietro e si scusa. L'uomo, finito al centro di una bufera dopo un messaggio sulla piattaforma di Booking.com nel quale invitava di fatto una coppia di Tel Aviv a cancellare la prenotazione, ha spiegato in una nota inviata all'Ansa di essere “contrario a ogni forma di violenza e di non avere intenzioni razziste o antisemite”.

 

Scusandosi quindi per il messaggio diffuso, l'albergatore bellunese si è poi detto “disponibile a ospitare la coppia israeliana” inizialmente rifiutata. Il messaggio era stato inizialmente diffuso dal sito della comunità ebraica di Milano “Bet Magazine Mosaico”, che faceva risalire l'episodio all'inizio di novembre. “Buongiorno – le parole parole inviate sulla piattaforma Booking.com dallo staff dell'hotel – vi informiamo che gli israeliani, in quanto responsabili di genocidio, non sono clienti ben accetti nella nostra struttura. Pertanto, qualora vogliate cancellare la vostra prenotazione, saremo lieti di garantirla gratuitamente”.

 

Negli scorsi giorni gli screen del messaggio avevano iniziato a circolare sui social, portando alla netta condanna da parte delle istituzioni. “Mai confondere i popoli con i loro governanti – erano state le parole di Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto –. Ciò vale per gli israeliani come per i palestinesi”. “Lo scenario delle Dolomiti bellunesi – aveva invece sottolineato il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin – sia di stimolo a farsi portatori e amplificatori di bellezza. La cultura dell'accoglienza di cui le nostre genti sono portatrici da sempre stride fortemente con un episodio di intolleranza che ho letto”.

 

Una dura condanna era arrivata anche dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “Il Veneto deve garantire le porte aperte a tutti. Credo fermamente che la nostra offerta turistica debba essere inclusiva, apolitica e rispettosa di tutti. L'ho sottolineato più volte e ribadisco che episodi del genere sono inaccettabili: il Veneto non è questo. Da secoli, siamo un popolo aperto al mondo e rispettoso delle identità altrui. La Repubblica Veneta è stata un esempio di integrazione, ospitando comunità come quella ebraica e favorendo una contaminazione culturale anche con il Medioriente e il mondo arabo che ha arricchito non solo il Veneto, ma l'intero Paese”.

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