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Belluno
14 novembre | 17:36

“Israeliani responsabili di genocidio, non sono i benvenuti”. Turisti rifiutati da un hotel sulle Dolomiti

La denuncia arriva dal sito ufficiale della Comunità ebraica di Milano: il messaggio è stato inviato su Booking.com dallo staff di un albergo a Selva di Cadore a un gruppo di turisti israeliani che stavano prenotando un soggiorno per trascorrere le vacanze sulle Dolomiti. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti: “Mai confondere i popoli con i loro governanti”

Foto sullo sfondo da Wikipedia di Piero Tasso
Foto sullo sfondo da Wikipedia di Piero Tasso

BELLUNO. “Buongiorno, vi informiamo che gli israeliani, in quanto responsabili di genocidio, non sono clienti ben accetti nella nostra struttura. Pertanto, qualora vogliate cancellare la vostra prenotazione, saremo lieti di garantirla gratuitamente”. È questo il messaggio inviato su Booking.com dallo staff di un albergo a Selva di Cadore a un gruppo di turisti israeliani, che stavano prenotando un soggiorno per trascorrere le vacanze sulle Dolomiti.

 

Il fatto, spiegano i responsabili della Comunità ebraica di Milano sul loro sito, è avvenuto all'inizio di novembre ma gli screenshot di quanto accaduto hanno iniziato a circolare solo recentemente sui social, portando alla netta condanna di molti responsabili delle istituzioni. Impossibile al momento, secondo quanto riportato da diverse testate, contattare il titolare della struttura.

 

“Mai confondere i popoli con i loro governanti e con gli errori degli Stati – sono per esempio le parole di Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto –. Ciò vale per gli israeliani come per i palestinesi. Nessuno confonde il popolo afghano con i Talebani, né il popolo iraniano con l'oscurantismo dell'estremismo religioso degli ayatollah e via dicendo. Qui a Venezia ebbi l'onore di incontrare di persona Shimon Peres, uomo che credeva nella pace e che voleva la pace: credeva in due nazioni e due Stati per gli israeliani e i palestinesi e questo obiettivo mi sembra ancora oggi l'unico realistico e possibile. Dobbiamo lavorare tutti per questo obiettivo e non mi sembra che l'ostracismo riservato a turisti israeliani sia il modo migliore per affrontare questa svolta: trovo sbagliata la scelta dei gestori dell'hotel dolomitico. E invito tutti a non confondere questi gestori con il sistema dell'accoglienza e ospitalità di Selva di Cadore e dell'intero Veneto, che è di ben altra pasta e lungimiranza”.

 

Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin: “L'ospitalità di un territorio che crede fortemente nel turismo non può essere intaccata da singoli episodi, da verificare e dimostrare, di discriminazione. Lo scenario delle Dolomiti bellunesi sia di stimolo a farsi portatori e amplificatori di bellezza. La cultura dell'accoglienza di cui le nostre genti sono portatrici da sempre stride fortemente con un episodio di intolleranza che ho letto. Credo vadano fatte tutte le verifiche del caso, e spero si tratti di uno spiacevolissimo equivoco. Ma mi sento fin d'ora di condannare tutto ciò che cozza contro lo spirito dell'ospitalità. Respingere un gruppo di persone per la loro nazionalità non fa parte della nostra cultura bellunese di provincia accogliente”.

 

“Un territorio che crede nella vocazione turistica è portato per natura all'internazionalità e all'apertura – aggiunge la consigliera provinciale delegata al turismo, Vanessa De Francesch –. E lo dicono i numeri: nel 2023 i turisti stranieri sono stati quasi 550mila, per oltre 1 milione e mezzo di presenze, vale a dire la metà dei visitatori del Bellunese. Questi dati dimostrano quanto il territorio sia aperto e ospitale. E non può un singolo episodio, e come ha detto il presidente, da dimostrare, intaccare il buon nome e il buon lavoro di centinaia di operatori del turismo”.

 

Sulla polemica esplosa nel Bellunese è intervenuto anche il segretario del Pd Veneto, Andrea Martella: "Il messaggio dell'albergatore di Selva di Cadore, se verrà confermato nei termini denunciati dalla comunità ebraica, è grave e va condannato con forza. Rifiutare ospitalità a un gruppo di turisti solo perché israeliani, e giustificarsi denunciando i massacri in corso a Gaza, è una manifestazione da manuale di razzismo. Denunciamo anche in questa occasione ogni forma di antisemitismo, che rischia di alimentare un clima di preoccupate intolleranza. Come continuiamo ad auspicare il ritorno alla ragione, al dialogo, all'umanità. Le Dolomiti e il Veneto sono e rimangono terra di accoglienza e di apertura al mondo, non di odio e chiusura". 

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