Palestina, in consiglio comunale volano gli insulti (e appare anche un dito medio): “Uno spettacolo orribile”
Sfugge di mano la situazione in Consiglio comunale a Belluno al momento della discussione per il riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano. La minoranza lascia l'aula e non mancano gli insulti. “Chiedo rispetto per i cittadini, che non meritano uno spettacolo di questo tipo: andiamo avanti con il lavoro, perché stiamo lavorando per loro e non per noi” ricorda il presidente Luciano Bassi

BELLUNO. Sfugge di mano la situazione in consiglio comunale al momento della discussione seguita alla mozione dei consiglieri Claudia Bettiol e Maria Teresa Cassol (Partito Democratico) “Riconoscere la Palestina quale Stato democratico e sovrano”. La minoranza lascia l'aula e non mancano gli insulti. “Chiedo rispetto per i cittadini, che non meritano uno spettacolo di questo tipo: vederlo fa male, per cui ci calmiamo tutti e andiamo avanti con il lavoro, perché stiamo lavorando per loro e non per noi” ricorda il presidente Luciano Bassi.
La discussione inizia con la mozione, già presentata nel precedente consiglio, ora ripresa da Bettiol, che sollecita “una presa di posizione perché rappresentiamo i cittadini e abbiamo il dovere di prendere posizione di fronte alle atrocità trasmesse quotidianamente dai canali informativi. Non c’è dubbio che Israele il 7 ottobre sia stato aggredito da Hamas, ma è inconcepibile e non si può tollerare nel silenzio la reazione spropositata del governo di Israele. Come Partito democratico siamo per i due Stati: vi chiedo dunque di valutare questa mozione perché arrivi forte il segnale dei territori. Non credo si tratti di un ordine del giorno ideologico: tutti noi dobbiamo pensare siano giusti due Stati, che debbano essere entrambi riconosciuti e soprattutto debbano cessare definitivamente le armi. Mi auguro che sarà una discussione vera e sentita su un tema che coinvolge tutti”.
E sentita, in un certo modo, lo è stata. Oggetto della discordia è la presentazione di un ordine del giorno da parte della maggioranza correlato alla mozione. A esporlo il consigliere Lorenzo Bortoluzzi, che, dopo un breve resoconto sulla situazione nell’area mediorientale, propone l’impegno di sindaco e amministrazione comunale “a rappresentare presso il governo la richiesta di rafforzare il proprio impegno diplomatico in tutte le sedi internazionali al fine di favorire un’immediata cessazione delle ostilità nella Striscia di Gaza e avviare un percorso verso una pace giusta e duratura per entrambe le parti. Tale percorso dovrà includere come priorità la liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas, la restituzione dei corpi delle vittime e il ripristino delle condizioni necessarie per garantire alla popolazione l’assistenza umanitaria”.
Non è però d’accordo la minoranza. “Mi oppongo - afferma il consigliere Giangiacomo Nicolini - perché il sindaco ci parla di collaborazione, ma è incredibile come su un argomento del genere, già portato al precedente consiglio, non ci sia stata la voglia di trovare un dialogo e volerci mandare modifiche ed emendamenti come facciamo in queste occasioni, ma anzi fare la fotocopia di quanto fatto a Feltre creando semplicemente un’ulteriore discussione su un argomento che poteva assolutamente vederci tutti unanimi”. Secondo la minoranza, infatti, non si tratta di un ordine del giorno correlato alla mozione, quanto piuttosto alternativo, nonostante il tema sia lo stesso. Per questo, dopo l’ammissione dello stesso alla discussione (16 voti favorevoli, 11 contrari e 2 astenuti), la minoranza lascia l’aula, ma non senza polemiche. “Voglio sia messo a verbale - afferma infatti il consigliere Alessandro Farina - il comportamento del consigliere Vignato che, uscendo dall'emiciclo, si è rivolto ai consiglieri di maggioranza alzando il dito medio e che, rientrando, ha mandato il consigliere Farina letteralmente a quel paese, e sono educato e non testualizzo parola per parola quanto detto. Penso veramente sia uno spettacolo orribile, soprattutto da chi si stava presentando alla guida di questa città”.
Al momento della votazione, con la minoranza che rimane fuori dall’aula, la mozione di Bettiol e Cassol viene respinta con 16 voti contrari e 1 favorevole, mentre è approvato l'ordine del giorno esposto da Bortoluzzi con 16 voti a favore e 1 contrario.












