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Le scuse del sindaco di Avio dopo il post "incriminato" sui rifiuti: "Uno scivolone di un dipendente". La consigliera Cavazzani: "Non è la prima volta, ma chi gestisce i social?"

Adesso a prenderla malissimo sono stati i dipendenti del Comune stesso, a tal punto che qualcuno sta pensando di rivolgersi ai sindacati per veder tutelata la propria professionalità e onorabilità, perché il parlare genericamente di "un dipendente" coinvolge tutti coloro i quali sono effettivamente sono dipendenti  visto che, come sottolinea uno di questi, "nessuno ha competenze specifiche e, dunque, descritta così la situazione chiama in causa tutti"

Di D.L. - 10 aprile 2024 - 20:29

AVIO. Ogni tanto il "rattoppo" è quasi peggio del "buco". E, se ad un errore di comunicazione ne segue un altro, il "gioco" è fatto.

 

Ad Avio (ma anche in altre parti del Trentino, visto che lo screen del post originario - poi modificato dopo le rimostranze - ha fatto il giro della Provincia, tra il disappunto generale) continua a far discutere quanto accaduto domenica 7 aprile: sulla pagina Facebook ufficiale del Comune, infatti, è apparso un contenuto nel quale gli incivili (i maleducati, i cafoni, gli inurbani, scegliete voi, i sinonimi non mancano) che hanno abbandonato - illegalmente - dei rifiuti nei bidoni della spazzatura del cimitero di Sabbionara sono stati etichettati come "figli di buona donna" (QUI ARTICOLO).

 

Un'espressione volgare (è la forma edulcorata, ma nemmeno troppo, di uno degli insulti più aberranti che esistano), assolutamente inaccettabile, a maggior ragione se proposta su di uno dei canali di comunicazione ufficiale di un ente pubblico.

 

Il primo cittadino di Avio, Ivano Fracchetti si scusa pubblicamente per i toni utilizzati, affermando che si è trattato di "uno scivolone di un dipendente che, in un momento di sconforto per l'ennesimo caso di abbandono indiscriminato di rifiuti, un tema che da sempre ha la massima attenzione dell'Amministrazione, si è lasciato andare ad un'espressione inopportuna. Sicuramente ha sbagliato: non posso che chiedere scusa a mio nome, a nome dell'Amministrazione e del dipendente stesso".

 

Ecco, però, che adesso a prenderla malissimo sarebbero stati però proprio i dipendenti del Comune stesso, a tal punto che qualcuno sta seriamente pensando di rivolgersi ai sindacati per veder tutelata la propria professionalità e onorabilità, perché il parlare genericamente di "un dipendente" coinvolge, inevitabilmente, tutti coloro i quali sono effettivamente sono dipendenti visto che, come sottolinea uno di questi, "nessuno ha competenze specifiche e, dunque, descritta così la situazione chiama in causa tutti".

 

Dunque un altro errore di comunicazione, perché si poteva rimediare allo "scivolone" in maniera molto più semplice, senza "puntare il dito" sul dipendente (che potrebbe essere passibili anche di un richiamo ufficiale)? Semplice: con un comunicato ufficiale sulla medesima pagina Facebook sulla quale è stato pubblicato il post "incriminato": in poche righe si potevano porgere le scuse per l'uscita fuori luogo, assicurando maggiore e massima attenzione e che un errore simile non sarebbe più avvenuto.

 

Ecco, allora, che la consigliera comunale Lorenza Cavazzani, che già in passato aveva chiesto lumi riguardo a chi gestisca effettivamente la pagina Facebook (dopo un post che, come lei stessa ricorda "scritto talmente male da essere ritoccato più volte"), ha presentato un'altra interrogazione per far luce sulla vicenda.

 

L'ex vice sindaca, oggi all'opposizione, ha chiesto al sindaco "se si condividono le espressioni usate nel primo scritto e cosa ne pensa la giunta intera, come già richiesto, chi gestisce normalmente la pagina Facebook del comune di Avio, chi ha pubblicato questi post e come li motiva, se non si ritiene opportuno formare chi gestisce la pagina sul corretto uso dei social, se non si ritiene l'aver causato un danno d'immagine al comune, cosa si è pensato di fare per contrastare l'abbandono di rifiuti, se non si è mai ragionato di potenziare la sorveglianza del territorio da parte della polizia locale in determinati orari e/o l'installazione di nuove telecamere".

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