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Trento
14 aprile | 20:21

Emergenza accoglienza e sicurezza. Bisesti: "Da Ianeselli e Pedrotti accuse gravissime. I sindaci trentini non vogliono l'accoglienza diffusa. E perché loro dicono no al Cpr?"

"Non si può continuare a sentire la storia che, se si comportano male, è perché sono frustrati dalla situazione. Basta dire "poverini" e non fare nulla, soprattutto nei confronti di chi delinque ed è ospitato in una struttura pubblica. Salvo poi uscire, spacciare, rubare e far rientro. Serve autorevolezza, bisogna far capire che Trento non un posto dove tutti possono venire a fare ciò che vogliono. Ogni tanto sento che vengono tirati in ballo il Commissario del Governo e il Questore: beh, chi ci va a parlare con loro? Chi si confronta? Chi deve dare un messaggio forte? Il sindaco. E non lo ha fatto, tanto c'è sempre la "scusa" di piazza Dante"

TRENTO. "Sono affermazioni false e pesantissime quelle del sindaco Ianeselli e dell'assessore comunale Pedrotti: dunque se degli immigrati regolari danno fuoco ad alcuni beni all'interno di una struttura pubblica, finanziata dai soldi dei contribuenti trentini, la colpa è del Presidente Fugatti? Va bene che siamo in campagna elettorale, e ognuno deve tirare acqua al proprio mulino, soprattutto quando si trova in difficoltà, ma siamo di fronte ad esternazioni di una gravità inaudita".

 

Il giorno dopo la pubblicazione del video che ritrae un momento di "ordinaria follia" (scene, ormai, di tutti i giorni) all'interno della Residenza Fersina e le successive dichiarazioni del sindaco Franco Ianeselli e dell'assessore al welfare del comune di Trento Alberto Pedrotti, arriva la risposta - altrettanto dura - di Mirko Bisesti, capogruppo in Consiglio Provinciale della Lega, che rimanda al mittente le critiche e, anzi, accusa il primo cittadino del capoluogo di ipocrisia, di essersi opposto al Cpr e di lanciare messaggi estremamente sbagliati riguardo i temi "caldissimi" - non solamente in campagna elettorale - legati ad accoglienza e sicurezza.

 

"Sembra quasi - prosegue Bisesti - che questi problemi esistano dal 2018 e che prima, invece, andasse tutto bene, che l'integrazione funzionasse alla perfezione e che il sistema fosse una meraviglia. Si tratta semplicemente di "balle" elettorali. Il problema è molto più complesso di come viene descritto da sindaco e assessore e il ritornello "è colpa della Provincia" non attecchisce più, ha stufato gli stessi elettori di centro sinistra e il cosiddetto mondo progressista. Nelle affermazioni di Ianeselli e Pedrotti vedo tanta ipocrisia".

 

Ipocrisia perché?

"Premesso che l'unico modo per far sì che la pressione sulle Regioni e sulle Province diminuisca è che vi siano meno sbarchi, cosa che è avvenuta nel 2024 grazie al lavoro del governo di centro destra, vedo tanta ipocrisia perché qualche strumento a livello locale ci sarebbe, ma il sindaco ha sempre detto no. A cosa? Ad esempio ad un Cpr (Centro di permanenza per i rimpatri, ndr), nel quale convogliare le persone che poi dovranno essere espulse. E' chiaro che Ianeselli non può dirsi a favore, altrimenti sai che levata di scudi all'interno della sua coalizione, ma se abbiamo dei modi per intervenire, perché non si fa nulla? Faccio una domanda: chi ha dato fuoco ai bidoni all'interno della Residenza Fersina dove si trova adesso? E' stato identificato? Verrà espulso? Non lo sappiamo. Ecco, questo dovrebbe fare il sindaco. Prendere una posizione, farsi portavoce, esporsi e dare una linea. Cosa che non ha mai fatto. Anzi, continuare a predicare "le porte aperte", l'accoglienza, l'inclusione, lanciando messaggi completamente sbagliati".

 

Ma perché il sistema dell'accoglienza diffusa sul territorio provinciale è stato "sospeso"?

"Si vuole far passare il messaggio che, una mattina, la Giunta si sia svegliata e abbia deciso di cambiare. Non è così, assolutamente: la richiesta, fortissima, è arrivata dai sindaci del territorio, con i quali ci siamo confrontati già nel 2018: la stragrande maggioranza si è detta contraria ad accogliere richiedenti protezione internazionale nelle proprie comunità. E, attenzione, ad esprimere parere contrario non sono stati solamente i primi cittadini leghisti, ma anche quelli di centro sinistra e di estrazione civica. Quindi il Presidente Fugatti ha dovuto prendere atto di una posizione forte e unitaria da parte della quasi totalità dei sindaci del Trentino. Cosa avrebbe dovuto fare? Ignorare completamente la volontà del territorio?".

 

La situazione è decisamente preoccupante.

"Chiariamo un aspetto: né Fugatti, né Ianeselli possono risolvere il problema. Quello è di competenza dello Stato che, come ho già detto, sta lavorando per ridurre il numero degli arrivi. Io ho ben chiaro il quadro generale e non mi sognerei di addossare le responsabilità ad un'unica persona, come invece fa il sindaco di Trento, che ha individuato il responsabile nel Governatore e, ogni volta che accade qualcosa in tema di sicurezza e accoglienza, non fa altro che dire "è colpa di Fugatti" e chiude lì la vicenda. Si può fare qualcosa? Sì. E' stato fatto tutto quello che si poteva fare? Assolutamente no e quello del Cpr è solamente un esempio. E, aggiungo, un'altra cosa".

Prego.

"Non si può continuare a sentire la storia che, se si comportano male, è perché sono frustrati dalla situazione. Basta dire "poverini" e non fare nulla, soprattutto nei confronti di chi delinque ed è ospitato in una struttura pubblica. Salvo poi uscire, spacciare, rubare e far rientro. Serve autorevolezza, bisogna far capire che Trento non un posto dove tutti possono venire a fare ciò che vogliono. Ogni tanto sento che vengono tirati in ballo il Commissario del Governo e il Questore: beh, chi ci va a parlare con loro? Chi si confronta? Chi deve dare un messaggio forte? Il sindaco. E non lo ha fatto, tanto c'è sempre la "scusa" che la colpa è della Provincia".

 

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