Il Comune di Avio dà pubblicamente dei "figli di buona donna" agli incivili dei rifiuti (e poi modifica il post). I cittadini insorgono per i toni volgari utilizzati
Così facendo l'autore (o gli autori) del post hanno fatto passare in secondo piano il "focus" di quella che avrebbe dovuto essere una comunicazione riguardo un comportamento profondamente deprecabile (e sanzionabile). C'è anche chi si è lamentato sui social. E la prima risposta è stata: come definire queste persone se non "figli di buona donna". Poi il passo indietro, quando lo screen aveva già fatto il giro del Trentino

AVIO. Quanto è importante la comunicazione al giorno d'oggi? Fondamentale.
E lo è ancora di più nel caso di un ente pubblico che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) utilizzare il proprio sito e i profili social ufficiali per informare tempestivamente e, all'occorrenza (ma non troppo), interagire con i cittadini e gli utenti. In modo, ovviamente, istituzionale e con un linguaggio che deve essere obbligatoriamente consono al contesto.
L'uso errato di social e strumenti di comunicazione moderni si rivela quasi sempre un clamoroso boomerang, perché il popolo della rete non perdona (spesso accade a sproposito, con il rischio che si scateni la cosiddetta "shitstorm" online) e, soprattutto, ciò che viene pubblicato resta. Praticamente in eterno, perché tra "inoltri", "condivisioni" e "screenshot", le immagini delle gaffe si propagano ormai alla velocità della luce e non sono più cancellabili.
Il campo è, dunque, "minato" e chi utilizza i canali social deve avere mille accortezze, attenzioni e prendere tutte le precauzioni del caso. Sono frequenti i casi di post che hanno scatenato veri e propri "pandemoni", con tanto d'interrogazioni parlamentari. E c'è pure chi, per un tweet scritto senza troppa riflessione, ci ha rimesso la poltrona o la carriera.
Un altro aspetto del quale non si tiene conto è che, molto spesso, utilizzare forma e termini errati fa passare in secondo piano il "focus" della comunicazione: non si parla più del contenuto ma di come è stato proposto. E se questo risulta palesemente fuori luogo si è perso completamente l'obiettivo, ovvero quello d'informare correttamente.
Ad Avio è accaduto proprio questo: domenica sul profilo Facebook ufficiale del Comune è stato pubblicato un post per "informare" la cittadinanza che ignoti si erano resi protagonisti di un gesto veramente deprecabile (QUI ARTICOLO): nei cassonetti della della spazzatura, dedicato al "secco" e alla carta, presenti all'esterno del cimitero di Sabbionara, sono stati gettati decine di bottiglioni di plastica.
Un comportamento assolutamente incivile (e passibile di sanzione), frutto della noncuranza e il poco rispetto del bene pubblico, che il Comune di Avio ha fatto bene a stigmatizzare pubblicamente. Peccato, però, che l'autore del post abbia deciso di utilizzare un'espressione inaccettabile per la pagina ufficiale di un'istituzione pubblica.
"A quei figli di buona donna - si legge nel post pubblicato nel primo pomeriggio di domenica 7 aprile - che hanno buttato i bidoni nei cassonetti del cimitero di Sabbionara chiediamo gentilmente di imparare a leggere o per lo meno di fare qualche metro in più e portare i loro ingombranti là dove c'è il punto di raccolta. Non è poi così distante e portare lì i rifiuti non costa nulla!!! Ah, dimenticavamo... a breve verranno messe delle telecamere... Non ci sarà più scampo per i furbetti!!! PS: vale anche per quelli che vengono da fuori comune con i furgoni a lasciare le loro M....".
La cosa non è passata in sordina, anzi. Sono stati numerosi i cittadini che si sono indignati per i toni utilizzati e qualcuno si è anche esposto sui social.
A questo punto chi gestisce la pagina Facebook ha ben pensato di rispondere nei commenti (un errore), ribandendo il concetto: come definire chi si comporta incivilmente se non "figlio di buona donna"?

Ecco, forse tra amici o in un contesto privato, tale espressione - che resta volgare perché è la versione edulcorata di uno degli insulti più beceri che esistano - può essere utilizzata senza provocare grandi rumori, ma risulta assolutamente inaccettabile se è messa nero su bianco su di un canale ufficiale di un Comune.
Solamente qualche ora dopo il post è stato modificato. L'autore (o gli autori) del post si è evidentemente reso conto dell'errore commesso : "quei figli di buona donna" è diventato quei "bravi cittadini" (virgolettato, cogliamo il senso ironico dell'espressione) e la parola "M..." che chiudeva il primo contenuto (cosa avrà voluto dire? E' facile da intuire) è diventato un ben più sobrio "mercanzie".
Il tutto quando lo screen originario aveva già fatto il giro del Trentino.


















