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Sanitari no vax, sospensioni tardive e caos nei reparti: ''L'assessorato e l'Apss hanno temporeggiato e ora la situazione è insostenibile'' la denuncia di Futura

L’Assessorato alla Salute e l’Azienda sanitaria , ha spiegato il consigliere provinciale Zanella, hanno deciso di temporeggiare e attuare un’opera di persuasione nei confronti del personale sanitario che ha deciso di non vaccinarsi. Le prime sospensioni sono iniziate quindi solo a metà settembre, ben cinque mesi oltre i termini previsti per legge

Di GF - 23 ottobre 2021 - 09:48

TRENTO. “Sospensioni iniziate in ritardo”  che hanno riguardato solo una parte del personale, mancanza di organizzazione e ora turni nei reparti che i coordinatori sono costretti a fare ogni due giorni. E' una situazione insostenibile quella che denuncia il consigliere provinciale di Futura, Paolo Zanella, all'interno delle strutture dell'Azienda sanitaria di Trento

 

La causa, secondo il consigliere, sarebbe la decisione presa dall’Assessorato alla Salute e l’Apss di temporeggiare e attuare un’opera di persuasione nei confronti del personale sanitario che ha deciso di non vaccinarsi. “Le prime sospensioni – ha spiegato Zanella - sono iniziate quindi solo a metà settembre, ben cinque mesi oltre i termini previsti per legge” e i controlli della documentazione per alcuni si starebbero ancora facendo creando ora non pochi problemi nell'organizzazione generale

 

“Le sospensioni iniziate con colpevole ritardo – spiega Zanella - si sono limitate però solo a una parte delle persone non vaccinate, perché molti operatori sanitari hanno presentato documentazioni attestanti l’impossibilità di sottoporsi a vaccinazione, documentazione al vaglio dei responsabili aziendali incomprensibilmente da diversi mesi”. Un atteggiamento, ha continuato, “motivato dalla necessità di non mettere in crisi il servizio sanitario provinciali, già affetto da carenza cronica di personale”. 

 

Da qui nascono da un lato problemi che riguardano la necessità di verifica il possesso del green pass per tutti i lavoratori (sanitari con obbligo vaccinale, amministrativi e personale tecnico non sanitario senza tale obbligo). “E' nota - spiega il consigliere - da tre settimane prima dell'entrata in vigore dell'obbligo, ma nonostante questo, l'Apss non ha provveduto a organizzare i controlli in tempo per la partenza”. Vi è poi l'obbligo di comunicare ogni due giorni la presenza e quindi questo porterebbe a ricostruire i vari turni ogni 48 ore. Un lavoro di non poco conto che va a sommarsi al grosso impegno che i coordinatori di reparto e i sanitari hanno già in questi mesi. 

 

La questione è finita ora in consiglio provinciale con una interrogazione di Zanella con la quale viene chiesto alla Giunta “perché si siano attesi oltre cinque mesi per iniziare a sospendere il personale sanitario non vaccinato” e “perché a distanza di oltre un mese dalle prime sospensioni stanno lavorando ancora operatori sanitari non vaccinati con rischio per l'utenza”

 

Si vogliono inoltre  conoscere le motivazioni che hanno portato l'assenza di centralizzare il controllo dei green pass all'ingresso del posto di lavoro - almeno per le strutture ospedaliere - sgravando il compiti a Direttori e Coordinatori. 
 
Qui il testo completo dell'interrogazione

 

 

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