Accordo "trentino" con Amazon, Manica: "Contraddittorio dare risorse al colosso statunitense ora che la piattaforma Indaco sta cercando di rafforzarsi"
Il consigliere del Pd sottolinea "la poca coerenza tra le molte affermazioni dell’assessore Spinelli": "Proprio ora che il progetto Indaco, finanziato anch'esso dalla Provincia, è operativo, la Giunta decide di finanziare Amazon con un ulteriore milione di euro. Solo nel 2020 Spinelli commentava l'apertura della sede di Amazon in Trentino dicendo: 'Sotto il profilo commerciale non cambia molto e neanche per i consumatori'"

TRENTO. "Proprio ora che il progetto Indaco, finanziato dalla Provincia, è operativo, la Giunta decide di finanziare Amazon con un ulteriore milione di euro". È questa l'accusa mossa dal consigliere del Pd, Alessio Manica, nella sua interrogazione riguardo all'accordo siglato tra la Provincia autonoma di Trento e il colosso di commercio elettronico statunitense.
L'intesa, la cui notizia era giunta dalla Pat lo scorso 15 dicembre, veniva definita "volta a sostenere le piccole e medie imprese con attività di promozione e formazione digitale dedicate. L’accordo prevede il supporto alla digitalizzazione e all’internazionalizzazione, la promozione dei prodotti Made in Italy, attraverso il lancio di una vetrina dedicata ai prodotti regionali e l’organizzazione di attività formative rivolte alle PMI".
L'assessore Spinelli in merito ha dichiarato: "L’intesa è funzionale a far sì che le aziende del nostro territorio possano trovare in Amazon un partner alla loro strategia di crescita anche internazionale. La collaborazione con Amazon è un ulteriore strumento a vantaggio delle aziende locali, che possono rafforzare la loro presenza sul mercato digitale e nell’internazionalizzazione".
Il consigliere del Pd ricorda però che il 3 giugno 2020 lo stesso Spinelli commentava l’apertura della sede trentina di Amazon dicendo che "sotto il profilo commerciale non cambia molto per gli operatori locali e neanche per i consumatori. Non c’è un legame diretto con il territorio, c’è solo un risparmio di tempo nelle consegne. Amazon è benvenuta se offre lavoro, ma è inutile intravedere in questo sbarco un potenziale sviluppo per il commercio trentino che è troppo piccolo per interessare un operatore che ha orizzonti mondiali".
Di conseguenza l’assessore rilanciava all’epoca il progetto del portale di e-commerce trentino, previsto nella legge Ripresa Trentino, dichiarando, secondo quanto scritto da Manica: "Il nostro portale serve per far sopravvivere il commercio tradizionale, che è cosa ben diversa da Amazon che è una sorta di venditore che compra direttamente dai produttori e si offre al consumatore a prezzi ridottissimi. Noi, invece, dobbiamo sostenere la filiera intermedia, quella, appunto, dei commercianti che rappresentano la parte che più risente dell’effetto Amazon".
Il consigliere del Pd si rivolge quindi alla Giunta, "risultando - conclude - molto difficile individuare un sufficiente grado di coerenza tra le molte affermazioni dell’assessore Spinelli. Non si ritiene contraddittorio destinare risorse pubbliche ad Amazon in un momento in cui la piattaforma Indaco sta cercando di radicarsi e rafforzarsi?".


















