Didacta sbarca in Trentino con un investimento da un milione, Gerosa replica alle polemiche: "Al Pd interessa solo strumentalizzare, siamo sulla strada giusta"
L'assessora all'Istruzione Francesca Gerosa dopo gli attacchi a Didacta che si terrà a Trento dal 22 al 24 ottobre. Sull'utilizzo dei Fondi europei spiega: "Abbiamo messo in atto strategie di piena valorizzazione dei fondi già a disposizione dell’Ente provinciale, con un importante lavoro delle strutture che ha permesso di liberare le risorse impegnate per destinarle ad altre politiche sulla scuola”

TRENTO. “Didacta rappresenta una straordinaria opportunità, e chi proprio non lo riesce a capire si dovrà mettere l’anima in pace, prima o poi”. Inizia con queste parole il lungo post pubblicato sui social da parte dell'assessora provinciale all'Istruzione, Francesca Gerosa, in merito alle polemiche che hanno travolto Didacta, la fiera dell'istruzione che si terrà per la prima volta in Trentino tra il 22 e il 24 ottobre.
Come riportato su Il Dolomiti, in un’interrogazione presentata dalla consigliera del Pd, Francesca Parolari, era stato messo in evidenza che “per tre giorni di fiera è stato staccato un assegno da 910 mila euro (in parte soldi del Fondo Sociale Europeo Plus) a Firenze Fiera, la società che da anni organizza l’evento in Italia”. Una cifra non di poco conto, "oltre 10 volte l’impegno assunto dalla Provincia in passato per l’evento Educa”. Mentre in Sicilia l’organizzazione era costata appena 289 mila euro e in Puglia poco più di 600 mila, in
Trentino il prezzo lievita fino a sfiorare il milione. “A Firenze Fiera vanno tutte le entrate biglietti, affitti degli stand, sponsorizzazioni. In pratica, la Provincia paga l’evento e il privato incassa” aveva spiegato ancora la consigliera Parolari.
“Dire che ho ormai la convinzione che al Pd Trentino interessi solamente polemizzare e strumentalizzare ogni iniziativa, invece di coglierne il positivo per la comunità, credo sia banale. Che poi, sta nelle cose della logica politica il gioco delle parti, ma oltre un certo limite il rischio in agguato è cadere nel ridicolo” ha attaccato ancora l'assessora.
In merito ai continui attacchi, continua Gerosa nel post: “se mettere il nostro sistema scolastico al centro dei nostri investimenti; se dare l’opportunità al nostro personale scolastico di confrontarsi con altre realtà senza doversi spostare dal nostro territorio; se far conoscere il nostro modello, a partire dall’infanzia, al resto d’Italia; se aver lavorato per portare Didacta in Trentino, per la prima volta nel Nord Italia, perché è un’importante opportunità di dialogo e collaborazione per consentire di approfondire ed esplorare le innovative tecnologie e metodologie didattiche che stanno trasformando l’istruzione e la formazione in Italia; se far conoscere al contempo il Trentino in tutto il Paese non solo per le sue bellezze, per l’offerta culturale e per l’enogastronomia, ma questa volta partendo dalla scuola; se tutto questo comporta subire attacchi tendenziosi, sterili e strumentali da parte di un Pd che non ha altri contenuti per finire sulla pagina di un giornale, significa che devo essere orgogliosa della scelta fatta e che siamo sulla strada giusta”.
L'assessora all'Istruzione, in merito all'utilizzo dei Fondi Fse+, ha spiegato di “aver messo in atto strategie di piena valorizzazione dei fondi già a disposizione dell’Ente provinciale, con un importante lavoro delle strutture che ha permesso di liberare le risorse impegnate per destinarle ad altre politiche sulla scuola”.
E sulla domanda del perché non fare Didacta il fine settimana, così i docenti sono a casa e possono partecipare più facilmente? “Ricordo che tutto il personale scolastico può accedere nelle tre giornate di fiera alle tante offerte formative, in orario infrasettimanale, conciliando così l’attività a scuola con il proprio aggiornamento professionale come normalmente accade in tutte le attività di formazione in servizio”.
Di fatto, continua: “mi sembra quindi di capire che l’intendimento del Pd trentino sia spostare la formazione nei fine settimana. A mio avviso questa proposta andrebbe a danno del personale oltre a creare disfunzioni organizzative dovute ai recuperi dei riposi non goduti, che si tradurrebbero di fatto in assenze. Chiederò alle sigle sindacali cosa ne pensano”.
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