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Trento
04 gennaio | 14:41

Bergamo sceglie la piena indennità da assessora, le minoranze attaccano: "Servono 500 euro in più?". La replica: "Non tolgo risorse ai servizi"

Le civiche di minoranza hanno chiesto delucidazioni sulla scelta della piena indennità per l'esponente del Patt . Ora l'assessora risponde: "Non è controllo democratico: è campagna elettorale permanente"

TRENTO. “La mia indennità è prevista dalla legge, è pienamente legittima ed è coperta da trasferimenti provinciali. Non toglie un euro ai servizi comunali, non riduce risorse a famiglie, associazioni, sport, scuola o sociale. I soldi della Provincia sono comunque soldi pubblici: ed è proprio per questo che vanno spesi con responsabilità — ovvero garantendo presenza, competenza e risultati. Ed è ciò che sto facendo”. Usa queste parole l'assessora del Pat a Pergine, Roberta Bergamo, (con le deleghe politiche giovanili, istruzione, sport, politiche sociali e rapporti con Asif), per rispondere ad una interrogazione che è stata presentata dalle minoranze in comune.

 

Nel documento le civiche di minoranza hanno chiesto delucidazioni sul fatto che l'esponente del Patt guadagni più di tutti gli altri colleghi.

 

“Non è solo una questione di cifre, ma una profonda questione di stile e di etica politica. Mentre il resto della Giunta, sindaco compreso – è stato spiegato dalle minoranze - mantiene il regime part time, l’assessora Bergamo ha deciso di essere  l’unica a percepire l’indennità piena: 2.984,40 euro lordi mensili a partire dal 1° gennaio. Come Civici di minoranza, riteniamo doveroso porre l'accento su alcuni punti che l'interessata sembra voler ignorare”.

La domanda che si pongono le minoranze è: “I soldi della Provincia non sono forse sempre soldi dei contribuenti? È troppo comodo fare 'il tempo pieno' con le risorse pubbliche, quando la sobrietà dovrebbe essere la prima regola di chi amministra la cosa comune, a prescindere da quale ente stacchi l'assegno”.

 

In passato, spiegano le minoranze, nessun assessore a Pergine ha mai optato per il tempo pieno. “Eppure il Comune – continuano - ha funzionato, le sfide sono state vinte e l'impegno non è mai mancato. Ci chiediamo allora: quei 500 euro in più al mese sono davvero la condizione necessaria per essere un bravo amministratore? La qualità del lavoro politico si misura sulla capacità di visione e sulla passione, o scatta solo al raggiungimento del massimo dell’indennità? Il dubbio resta, amaro: sembra che per l'assessora Bergamo la dedizione alla comunità abbia un prezzo fisso, e che questo prezzo debba essere il più alto possibile. Sostenere che per amministrare un comune di quasi 23mila abitanti comporta responsabilità e impegno costante, significa delegittimare l’impegno part time degli altri assessori e soprattutto del Sindaco. Costoro dunque non si impegnano abbastanza?”.

 

L'esponente del Patt è intervenuta oggi sui social con un post nel quale cerca di rispondere alle minoranze. "In questi giorni la mia scelta di passare al tempo pieno è stata trasformata — dalla minoranza civica— in un caso 'morale'” spiega l'assessora Bergamo. “Non ho chiesto – continua - il tempo pieno all’inizio del mandato, ma solo quando il carico di lavoro, concreto, quotidiano, lo ha reso necessario. Una scelta ponderata, non opportunistica”.

 

Rivendica poi una serie di interventi portati avanti in questi mesi. “Insieme al sindaco e alla giunta, abbiamo sbloccato risorse per Asif Chimelli, affrontato interventi urgenti sulla piscina, rilanciato la Consulta Giovani, rafforzato i progetti di conciliazione lavoro-famiglia, garantito continuità al Centro di aggregazione, aperto tavoli con Provincia, Comunità di Valle e realtà associative. Questo significa riunioni serali, weekend impegnati, presenza costante sul territorio. E quando un’amministratrice decide di metterci tutto il suo tempo, lo fa per responsabilità verso la comunità — non certo per 'comodità'. Bergamo poi parla di “deleghe condivise” come una “scelta moderna di squadra. Coinvolgere consiglieri e assessori significa essere più efficienti, non “farsi aiutare perché il lavoro è troppo”.

 

E ancora. “Dire che amministrare quasi 23mila abitanti richiede impegno costante non delegittima nessuno. Il sindaco e gli altri assessori, pur in regime part-time, garantiscono ogni giorno serietà e presenza. Ogni amministratore organizza il proprio tempo in modo diverso, in base alle deleghe, alle responsabilità e alla propria situazione personale. La mia scelta di tempo pieno non misura l’impegno degli altri: è semplicemente il modo più corretto, per me, di rispondere al carico di lavoro che sto assumendo”.

 

Ed infine l'attacco alle minoranze. Secondo Bergamo, l'intervento con l'interrogazione “non è controllo democratico: è campagna elettorale permanente. La politica non è una gara a chi prende meno, ma a chi restituisce di più alla comunità”.

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