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Trento
18 ottobre | 13:27

Bonus energia, Manica: "Una manovra elettorale, nata senza considerare la condizione economica delle famiglie. Introdurre criteri di equità, come Icef o Isee"

A seguito delle diverse proteste sollevate dai sindacati, che rimarcano come la "misura sia iniqua", il consigliere del Pd ha depositato un ordine del giorno al disegno di legge che si sta discutendo in Giunta provinciale: "Maggiori strumenti di equità. Non è migliorativa la proposta emersa di prevedere la possibilità in capo ai potenziali percettori di rinunciare al bonus e nemmeno inserire la previsione di una soglia reddituale secca"

di F.C.

TRENTO. "Essendo nata come manovra elettorale il bonus è stato pensato come misura erga omnes, 180 euro per tutte le famiglie indipendentemente dalla condizione economica. Così pensata è iniqua, poco efficace e dispendiosa, perché aiuta chi non ha bisogno e non sostiene sufficientemente chi invece di bisogno ne ha davvero". E' così che interviene Alessio Manica, consigliere del Pd del Trentino, che chiede di applicare Icef o Isee al bonus energia.

 

La proposta del consigliere arriva sulla scia delle diverse critiche dei sindacati, che da giorni rimarcano come la "misura sia iniqua", proprio perché si baserebbe sulla dichiarazione dei redditi e non su meccanismi come Isee e Icef che tengono conto di più indicatori di reddito e patrimonio. "Per il secondo mese consecutivo - dichiaravano Cgil Cisl Uil l’aumento dei prezzi in Trentino va oltre il 10% toccando quota +10,4%. Il bonus da 180 euro è acqua fresca: solo la Giunta non si accorge che siamo in piena emergenza carovita perde tempo e risorse con scelte inefficaci" (Qui l'articolo).

 

Come noto la Giunta provinciale con la deliberazione 1637/2022 "ha prelevato dal fondo di riserva per spese impreviste 40 milioni di euro istituendo un nuovo capitolo di spesa nel bilancio provinciale, destinato a interventi in favore delle famiglie per il contenimento delle bollette dell’energia elettrica", spiega il consigliere Manica.

 

E' di questo che si tratta il cosiddetto bonus energia, "una misura pensata urgentemente nel mezzo della campagna elettorale ma che troverà applicazione solo a gennaio 2023. Evidentemente la Giunta Fugatti riteneva la propria urgenza comunicativa superiore rispetto alle urgenze materiali delle famiglie trentine".

 

Una "manovra elettorale", la definisce il consigliere del Pd senza considerare la condizione economica delle famiglie. "E non è certo migliorativa la proposta emersa recentemente di prevedere nella misura la possibilità in capo ai potenziali percettori di rinunciare al bonus e nemmeno quella di inserire la previsione di una soglia reddituale secca".

 

Per questo motivo Manica, sulla base anche delle proposte arrivate dalle parti sociali, ha depositato un ordine del giorno al disegno di legge numero 161/XVI in discussione in questi giorni in Consiglio provinciale "allo scopo di impegnare la Giunta - conclude - a introdurre nel bonus energia criteri e strumenti di equità, quali Icef o Isee, al fine di aiutare maggiormente chi ha più bisogno in relazione al reddito, alla composizione del nucleo famigliare, al patrimonio al fine di garantire un uso più proficuo delle risorse disponibili".

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