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| 16 dic 2022 | 20:38

Cavada e Paoli: ''Entro il 2025 termocamere per prevenire gli investimenti di ungulati''. Le minoranze: ''Progetti già avviati dalla Pat ma non si conoscono i risultati''

E' stato approvato un ordine del giorno di Cavada e Paoli per implementare un sistema di termocamere a infrarossi per prevenire gli investimenti faunistici". Degasperi e Marini: "Progetti già attivi ma non si sa nulla". Dallapiccola: "Poco serio fare promesse per il 2025"

Cavada e Paoli: Entro il 2025 termocamere per prevenire gli investimenti di ungulati''

TRENTO. Un sistema di termocamere a infrarossi che emettono segnali luminosi per segnalare il pericolo di ungulati a bordo carreggiata e prevenire gli investimenti faunistici sulle strade trentine. Questo l'ordine del giorno proposto da Gianluca Cavada e Denis Paoli della Lega e approvato in Aula nel corso della discussione della finanziaria.

 

Un tema particolarmente sentito sui territori. Tra cervi e caprioli, cinghiali, lupi e altri mammiferi più piccoli come volpi, tassi, scoiattoli, lepri e faine, solo nei primi 4 mesi del 2022 erano stati oltre 300 gli investimenti di animali selvatici avvenuti sulle strade trentine.

 

La maggior parte degli investimenti avviene tra il tramonto e l’alba, quando molti animali sono più attivi e la visibilità per gli automobilisti si riduce, inoltre tendono a concentrarsi in primavera e in autunno. E, secondo un rapporto del Servizio gestione strade della Provincia di Trento quasi il 95% degli investimenti di ungulati avviene nel 30% della rete stradale, pertanto le soluzioni potrebbero essere concentrate nelle zone più pericolose.

 

I dati in possesso della Provincia indicano, inoltre, che esistono alcune strade dove la probabilità di incorrere in questo tipo di incidenti è più alta. Per quanto riguarda il cervo le “zone calde” sono il tratto della strada statale 42 tra Ossana e Dimaro e la strada provinciale 232 e la strada statale 48 all'altezza di Cavalese (Qui articolo).

 

Il documento di Cavada e Paoli, approvato con 19 "Sì", 2 astenuti e 9 "non partecipanti al voto", impegna la Giunta provinciale a finanziare, "compatibilmente con le risorse di questo bilancio", l'installazione di questi sistemi con termocamere a infrarossi che emettono segnali luminosi per segnalare il pericolo di ungulati. La deadline? Entro il 2025.

 

La sensoristica è la soluzione. A sostenerlo anche un progetto dell'Università di Trento: "Strade più sicure sono un vantaggio per turismo e ecosistema" (Qui approfondimento de Il Dolomiti). E, infatti, quella dei sistemi di termocamere a infrarossi non è una novità perché alcune sperimentazioni sono state avviate sui territori, da Cavalese a Borgo Chiese, Vallelaghi e Bieno. Ma si conosce ancora poco sul fronte delle ricadute dei progetti avviati da piazza Dante. 

 

"Dove sono finiti i progetti che avrebbero dovuto far diminuire gli investimenti di selvatici?", aveva chiesto Filippo Degasperi (Qui articolo). E il consigliere provinciale in quota Onda non ha partecipato al voto e ha ricordato in Aula che un anno fa è stato approvato un ordine del giorno simile e che a Cavalese un impianto a quello richiesto dal documento ("Parte del progetto Margine, costato 204 mila euro") è stato rimosso perché si doveva fare la manutenzione.

 

"Non solo ma la Giunta, in una risposta a un’interrogazione di ottobre - aggiunge Degasperi - ha affermato che non ci sono certezze su questi sistemi in sperimentazione". La soluzione ideale, per l'esponente di Onda, resta quella dei corridoi faunistici che funzionano "come dimostra l’esperienza di Belluno: ha istituiti 4 con 400 mila euro dopo un monitoraggio che va avanti dagli anni ‘90". Qui il consigliere della lista Fassa, Luca Guglielmi, ha evidenziato che a Belluno i corridoi previsti sono sulla superstrada di Agordo che è quasi in pianura e l’altro sulla sinistra del Piave: "Zone completamente diverse dalle nostre valli".

 

Anche Alex Marini (Movimento 5 stelle) ha dichiarato la non partecipazione al voto "perché in due anni dall’approvazione di un ordine del giorno analogo non si è fatto nulla", così come Michele Dallapiccola (Casa Autonomia.eu) perché "fare promesse per il 2025 non sembra serio".

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