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| 03 gen 2022 | 21:13

Chiude un ambulatorio a Trento, Zanella: ''Ancora niente attivazione dei gruppi integrati e nessun centro gratuito: la Pat ancora ferma alle tante promesse''

Paolo Zanella (Futura): "I professionisti sono sempre meno e sempre più oberati a causa del Covid, messi sotto pressione anche dalla burocrazia e soprattutto da un lento e inesorabile cambiamento demografico che vede di anno in anno aumentare le persone anziane con patologie croniche e disabilità. E' ora che la Pat passi dalle parole ai fatti"

Chiude un ambulatorio a Trento, Zanella: Ancora niente attivazione dei gruppi integrati e nessun centro gratuito

TRENTO. "Per ora niente attivazione dei gruppi integrati dei medici di base con segreteria indennizzata e nessun ambulatorio gratuito all'orizzonte". Questo il commento di Paolo Zanella (Futura). "Anzi, si apprende che quello in comodato d'uso gratuito ai pediatri di Trento, in via Perini, va verso la chiusura con la dismissione della sede secondaria per tre pediatri. A breve lasceranno probabilmente l'incarico altri due professionisti".

 

Negli scorsi giorni la Cisl medici aveva lanciato l'allarme per i ritardi dell'Apss nel rispettare gli accordi presi per garantire migliori condizioni lavorativi ai medici di medicina generale. "I professionisti - evidenzia il consigliere provinciale in quota Futura - sono sempre meno e sempre più oberati a causa del Covid, messi sotto pressione anche dalla burocrazia e soprattutto da un lento e inesorabile cambiamento demografico che vede di anno in anno aumentare le persone anziane con patologie croniche e disabilità".

 

In ballo c'è la riforma della sanità con concetti chiave quali "prossimità", "ospedale policentrico" e "progetti di integrazione sanitaria", ma intanto va verso la dismissione una struttura di dimensioni importanti e accorpa praticamente i centri di via Perini, Gardolo, Cognola e così via mettendo in forte difficoltà un servizio di base molto apprezzato per la professionalità e per la vicinanza dell'edificio (Qui articolo). Una vicenda complessa e sul cambio è intervenuto anche il Comune di Trento (Qui articolo).

 

"Ora basta, si deve passare dalle parole ai fatti. E' inutile riempirsi la bocca di 'territorio' e di 'prossimità' e poi non avere contezza del fatto che ci troviamo in una situazione di emergenza, che necessita di risposte immediate: la medicina e l'assistenza territoriale vanno potenziate. Pur consci della carenza di personale sanitario, mentre i professionisti si formano (ma si sta investendo sufficientemente in questo settore per uscire da una situazione drammatica in tempi ragionevoli?), si deve fare tutto quanto possibile per garantire servizi di prossimità e prevenire la fuga del poco personale sanitario disponibile".

 

Le linee programmatiche a livello provinciale prevedono l'implementazione di strutture multidisciplinari ma per ora tutto sembra essere rimasto sulla carta. "Servono risposte ora - prosegue Zanella - si attivino immediatamente le medicine di gruppo integrate; si fornisca il necessario supporto amministrativo; si individuino subito sedi adeguate e si coprano le spese di affitto, che non possono ricadere sul singolo Comune, la competenza sanitaria d'altronde è in capo alla Provincia che ha garantito la gratuità degli ambulatori dove i medici si aggregano. In via Perini convivono cinque pediatri. Se si crede che il territorio vada potenziato è necessario investire risorse: non si fanno certo le nozze coi fichi secchi".

 

Intanto sul tavolo sono arrivati i 3 Distretti sanitari (Qui articolo): Nord (Comunità Val di Non, Valle di Sole, Rotaliana Koenigsberg, Paganella, Valle dei Laghi e Territorio Val d'Adige); Sud (Comunità Giudicarie, Alto Garda e Ledro, Vallagarina e Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri); Est (Comunità Alta Valsugana e Bernstol, Valsugana e Tesino, Primiero, Comun General de Fascia, Val di Fiemme e Valle di Cembra).

 

"E' necessario poi, nel medio periodo, definire una riorganizzazione strutturale del territorio, che non può essere quella che oggi sta mettendo in piedi Apss, dove le case e gli ospedali di Comunità sono completamente marginali nel ragionamento complessivo. Servono luoghi facilmente accessibili alla popolazione, dove vengano integrate le diverse professionalità per dare risposte: poli in grado di garantire il dialogo tra componente sociale e quella sanitaria".

 

I Distretti sanitari nel disegno provinciale dovrebbero quindi favorire, tramite un forte coordinamento, l’equità di accesso ai servizi e l’omogeneità delle cure sul territorio provinciale. Al centro i bisogni, sempre più complessi, dei pazienti, soprattutto cronici, con necessità di essere seguiti in continuità tra ospedale e territorio. All'interno dei Distretti andranno istituite reti professionali locali, dove promuovere un approccio integrato dal punto di vista professionale e organizzativo nello svolgimento dei processi assistenziali e per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi.

 

"Appena ci saranno i numeri sufficienti, si deve procedere con l'attivazione della la figura dell'infermiere di famiglia e comunità da integrare con tutte le altre professionalità che ruotano attorno alla sanità pubblica e all'assistenza territoriale, perché oggi è fondamentale intercettare proattivamente i bisogni di salute della popolazione, educare e accompagnare i cittadini ai corretti stili di vita. E poi andrà assolutamente avviato un percorso per integrare i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta come dipendenti dell'Apss, con ambulatori e servizi amministrativi a carico dell'Azienda. Anche questo renderebbe più attrattivo oggi lavorare in Trentino per queste figure di cui c'è estremo bisogno. Si pensi solo che la metà dei medici di base attivi ha più di 60 anni. "Insomma serve correre e investire per la nostra salute, altrimenti i danni a lungo termine saranno inevitabili e per risparmiare ora, rischiamo di pagare un conto salato domani. L'hanno capito tutti, tranne la Giunta provinciale", conclude Zanella. 

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