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Concerto Vasco Rossi, la Commissione aveva dato parere negativo sulla sicurezza: ''Mancano vie di fuga: area non idonea''

Tra i nodi più critici evidenziati anche da Il Dolomiti in un'inchiesta proprio quello relativo alla sicurezza e alle vie di fuga. "Si suggerisce pertanto di non firmare contratti prima di tale formale valutazione". La richiesta della Lega di annullare il verbale, poi l'incarico a una società esterna per valutare gli aspetti legati alla sicurezza

Di Luca Andreazza - 04 gennaio 2022 - 13:30

TRENTO. "Si ritiene, da un primo esame, che l'area non sia idonea per ospitare un evento con la presenza di 120 mila persone"; "Restiamo disponibili per valutare ulteriore documentazione che dovesse essere presentata e che attestasse in modo inequivocabile la sicurezza dell'area" e "Si precisa che in questa sede non sono state oggetto di valutazione tutte le problematiche connesse alla viabilità, ai parcheggi, alle strutture, agli impianti e agli ulteriori aspetti di competenza della Commissione".

 

Queste le conclusioni della Commissione provinciale di vigilanza sul concerto di Vasco Rossi: il parere dell'ottobre scorso è negativo. Non c'è la garanzia di sicurezza dell'area. Questo quanto emerge dalla documentazione ottenuta dal Partito democratico a seguito degli accessi agli atti sull'organizzazione del grande evento in calendario a maggio prossimo.

 

Fin da subito sono emersi dubbi, soprattutto, legati alla sicurezza e alle dimensioni dell'area, dal paragone con eventi simili e alla logistica. Tra i nodi più critici evidenziati anche da Il Dolomiti in un'inchiesta proprio quello relativo alla sicurezza e alle vie di fuga (Qui approfondimento). Una pianificazione quasi impossibile per 120 mila persone, data la morfologia e le caratteristiche del luogo scelto, tanto per un privato quanto per un ente pubblico ("Normalmente - si legge in una nota del servizio - non succede nulla di grave ma talvolta può accadere - vedi piazza S. Carlo e la discoteca di Corinaldo - e che le conseguenze con le vie di fuga palesemente inadeguate potrebbero essere davvero tragiche"). Dall'annuncio sono trascorsi i mesi e ancora si sa pochissimo di quella che si annuncia un'opera ''rivoluzionaria'' per Trento capace di accogliere l'equivalente di tutta la sua popolazione per grandi eventi e mega concerti. Anzi, sulla piattaforma di vendita dei biglietti è comparso un palco, posizionato a sud a chiudere sostanzialmente anche le poche vie di fuga (Qui articolo).

 

Insomma, non c'è garanzia sulla sicurezza anche per la Commissione di vigilanza provinciale: un parere nero su bianco che evidenzia tutta la fragilità dell'impianto organizzativo che ruota intorno alle vie di fuga. Ma non solo. "Ci sarebbero state pressioni - spiega l'ex assessore Luca Zeni - da parte della Provincia sulla struttura amministrativa per ritirare il parere, anche minacciando la sostituzione dei componenti. C'è anche un tentativo di bypassare la commissione con una consulenza esterna ma il parere ultimo resta quello della Commissione. Naturalmente il tema della sicurezza è prioritario e ci preoccupa che non ci siano le garanzie per i cittadini; ci preoccupa anche il mancato rispetto della politica nei confronti dei funzionari".

 

Dalla documentazione resa pubblica dai dem emerge che già il 27 luglio 2021 il dirigente del Servizio di polizia amministrativa della Provincia scrive al dirigente generale che il prospettato concerto "inspiegabilmente, non è stato, in alcun modo e in alcuna forma, oggetto della preventiva necessaria e obbligatoria valutazione da parte della Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo (sia con riferimento al luogo, dato già per approvato, e sia con riferimento ai numeri folli di cui stanno parlando i giornali). Ricordo che per competenze tecniche, esperienza professionale e attribuzioni giuridiche la Cpvlps è l’unico organo specificamente preposto, in Provincia di Trento, alla verifica di tutte le condizioni di sicurezza dei luoghi e degli eventi pubblici di tale tipologia (compresa, come indicato dal Tgra di Trento, la connessa valutazione dell’affollamento, della viabilità e dei parcheggi). Si suggerisce pertanto di non firmare contratti prima di tale formale valutazione".

 

Il contratto invece viene firmato: un evento da almeno 120 mila persone. Nel frattempo il 27 ottobre scorso, la Commissione provinciale di vigilanza sui teatri e altri locali di pubblico spettacolo, composta da esperti del settore, con un rappresentante del questore e del Servizio antincendi e Protezione civile, esamina l’area, e constata che le caratteristiche dell’area non consentono adeguate vie di fuga in caso di evento avverso, trovandosi chiusa di fatto su tutti e quattro i lati.

 

Questo significa che “data la programmata presenza di oltre 120.000 persone, può determinare pericolose interferenzetravolgimenti e schiacciamenti delle persone coinvolte da un evento avverso (come hanno insegnato i fatti di piazza San Carlo di Torino)". E arrivano le conclusioni riportate a inizio articolo: il parere è sostanzialmente negativo, la Commissione "ritiene, da un primo esame, che l’area non sia idonea per ospitare un evento con la presenza di 120.000 persone, ma reputa opportuno riconvocare la Commissione con la presenza anche del sindaco di Trento o di un suo delegato per il giorno 29 ottobre".

 

Un parere che segue anche un sopralluogo al Modena Park: "Erano presenti adeguate vie di fuga su tutti e 4 i lati dell'area interessata dalla manifestazione e che la situazione complessiva relativa alla sicurezza del pubblico (pur in presenza di circa 220 mila persone a fronte delle 120 mila programmate per Trento) era oggettivamente e totalmente diversa rispetto all'area di Trento dove le vie di fuga sono invece oggettivamente non adeguate". 

 

Sul lato a ovest l'area si trova delimitata da un canale e dalla ferrovia; sul lato a est l'area si affaccia su via San Vincenzo dalla carreggiata di 7/8 metri, tale strada risulta del tutto priva di sbocchi laterali in quanto situata ai margini di un bosco impraticabile e in forte pendenza e tale strada non costituisce pertanto luogo sicuro e può essere considerata come via di fuga, nelle 2 direzioni, in relazione ai parametri connessi alla sua larghezza (circa 3 mila persone nelle due direzioni); sul lato a nord sono presenti canali, costruzioni e proprietà private che non consentono adeguate via di uscita; sul lato sud l'area confina con altre proprietà e frutteti privati che non consentono adeguate vie di fuga (sono presenti solo strette stradine poderali). 

 

"Fin qui siamo nel merito e lascia sbalorditi che la Provincia - dice Zeni - prima di confermare l'evento, non avesse verificato le condizioni di sicurezza, né condizionato il contratto a tale verifica. Preoccupa la netta chiarezza con la quale la Commissione elenca i motivi per i quali mancherebbero le condizioni minime di sicurezza, in quell’area, con un rischio elevatissimo di conseguenze pesantissime in caso di evento avverso. Poi emergono comportamenti istituzionali molto gravi". 

 

La convocazione della Commissione allargata per fare il punto della situazione viene annullata. La Provincia vuole a questo punto incaricare una società esterna per le valutazione in materia sicurezza. Il dirigente del Servizio di polizia amministrativa della Provincia è stato "convocato dalla segreteria della presidenza proprio in relazione a tale verbale". La nota lascia emergere un profilo pesantissimo: "In questa occasione (erano presenti tra gli altri anche il presidente Fugatti e l’assessore Failoni) sono pesantemente 'accusato' per quanto deliberato dalla Commissione di vigilanza e sono stato ripetutamente 'invitato (!!!) ad annullare tale verbale" e "sono stato incredibilmente rimproverato" per aver organizzato un sopralluogo al Modena Park, dove si è svolto l’ultimo grande concerto di Vasco Rossi, "un sopralluogo utilissimo che ha reso evidente la situazione radicalmente diversa e più sicura rispetto a Trento".

 

Nella stessa nota il dirigente riferisce che gli sia stata prospettata una "modifica della composizione" della Commissione, e che, a fronte del suo diniego (anche perché giuridicamente non possibile) di modificare il verbale della stessa, ha ricevuto "pesanti parole contro di me e la mia professionalità". Alla fine è stato chiesto di annullare la convocazione dell'incontro del 29 ottobre, appuntamento poi cancellato. 

 

A quel punto il Servizio provinciale è stato escluso dalla fase successiva, sia dagli incontri con il Comune di Trento sia da quelli preparatori di un incarico da affidare all’esterno. Il  24 novembre la struttura amministrativa è stata coinvolta alla fine della ricognizione per un parere rispetto all’incarico di consulenza esterna. E il dirigente evidenziava nuovamente una lunga serie di lacune rispetto alla sicurezza dell’area, sia alla capienza massima.

 

A inizio dicembre il dirigente del Servizio ribadisce che la competenza rispetto alla valutazione sull’idoneità dell’area è della Commissione di Vigilanza, e che la stessa, "pur non essendo stata coinvolta nell’iter, qualora la consulenza esterna fornisse elementi nuovi, li valuterà". Intanto la Provincia ha iniziato i lavori per allestire San Vincenzo e si attendono gli approfondimenti della società esterna, anche se i margini di manovra sulla sicurezza appaiono strettissimi, se non quasi nulli proprio per la conformazione dell'area.

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