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Dopo 4 anni lavori ancora fermi e le rive trasformate in discarica, la denuncia di Degasperi: ''Si rischia la distruzione di un sistema ecofluviale in val di Fiemme''

Filippo Degasperi (consigliere provinciale di Onda): "I lavori hanno portato alla totale distruzione dell'ecosistema fluviale per almeno 2 chilometri di lunghezza fino alla foce. Il terreno di entrambe le rive è diventato un’enorme spianata di sabbia. E le aree circostanti sono una discarica di materiali"

Di Luca Andreazza - 22 June 2022 - 20:04

CASTELLO MOLINA DI FIEMME. La distruzione di un ecosistema fluviale. A denunciarlo Filippo Degasperi, consigliere provinciale in quota Onda, il quale evidenzia inoltre la trasformazione della sponda del corso d'acqua in discarica.

"Gli interventi di 'sistemazione' idraulica attuati dai Bacini montani nella zona di Molina di Fiemme avviati 4 anni fa - dice Degasperi - avrebbero portato alla distruzione dell’ecosistema fluviale del rio Cadino, tra i più importanti affluenti dell’Avisio".

A seguito dei danni provocati dalla tempesta Vaia, la Provincia ha avviato alcune opere di sistemazione idraulica dell'area ma "invece di risolvere il problema - aggiunge Degasperi - i lavori hanno portato alla totale distruzione dell'ecosistema fluviale per almeno 2 chilometri di lunghezza fino alla foce. Il terreno di entrambe le rive è diventato un’enorme spianata di sabbia, attraversato da due grandi camionabili. L’alveo del fiume è stato scavato integralmente e la vegetazione ripariale ha lasciato posto a tonnellate di macigni, probabilmente accumulati in attesa di essere utilizzati per altri lavori di sistemazione".

Non solo dopo 4 anni il paesaggio appare desolante, ma il consigliere provinciale di Onda evidenzia come la sponda del fiume sia diventata una discarica. "Ci sono ancora numerose baracche da cantiere, rotoli di cavi arrugginiti, tubazioni in ferro, bidoni e lattine, nonché quintali di strani 'cassoni' che sembrerebbero essere in fibra di vetro o forse addirittura di amianto".

Da qui l'interrogazione in piazza Dante per sapere se sia prevista una rinaturalizzazione del rio Cadino e, in caso di risposta affermativa, con quali modalità e quali tempistiche. "E' interessante conoscere quali siano le imprese che hanno partecipato ai lavori e se è stato indetto un bando di gara e come mai non sono stati rimossi i macigni, le attrezzature arrugginite e la baracca da cantiere che giacciono ancora lungo le rive del fiume", conclude Degasperi.


"Le difficoltà nel chiudere i cantieri sono comprensibili - commenta Marco Larger, sindaco di Castello-Molina di Fiemme - gli ultimi anni non sono stati semplici, anche per le limitazioni causate da Covid e quindi possono esserci alcuni rallentamenti. L'amministrazione è dispiaciuta per alcune situazioni ancora aperte e per una strada non ancora perfettamente agibile. A ogni modo la competenza non è strettamente comunale, anche se tutto viene monitorato e controllato per quanto possibile. I Bacini montani sono sicuramente da ringraziare per l'impegno e per il supporto perché da soli non avremmo avuto la forza di intervenire con opere importanti. Auspichiamo che tutto possa essere terminato nel minor tempo possibile".

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