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| 16 nov 2022 | 11:28

Liquami nel lago di Garda: in 5 anni sversati 16.745 metri cubi di acque nere. Degasperi: “Basta un temporale per mettere in difficoltà il depuratore, interventi in ritardo”

Secondo la Provincia l’impianto rispetterebbe i limiti normativi per la qualità delle acque depurate restituite al fiume Sarca ma nel lago di Garda, dopo un forte temporale, ci finiscono anche i liquami. Degasperi: “I problemi non sono mai stati risolti”

Liquami nel lago di Garda: in 5 anni sversati 16.745 metri cubi di acque nere
di Tiziano Grottolo

ARCO. È sufficiente un temporale un po’ più intenso del solito per mettere in difficoltà il depuratore di Linfano di Arco. Un problema che esiste da tempo ma che non si è ancora riusciti a risolvere. Così, dopo un forte nubifragio, le acque nere tracimano in strade e campagne e talvolta finiscono persino nel fiume Sarca che poco più a valle sfocia nel lago di Garda. Tra il 2016 e il 2020 sono finiti nel Garda 16.745 metri cubi di liquami provenienti dal depuratore.

 

Nonostante la siccità, in occasione di fenomeni intensi, le criticità potrebbero essersi riproposte anche negli ultimi mesi durante i quali sarebbero state rilevate tracce di liquami alla foce del Sarca. “È stata più volte richiamata l’attenzione sul malfunzionamento del depuratore – sottolinea il consigliere provinciale di Onda Filippo Degasperil’amministrazione provinciale ha elaborato un piano di risanamento e potenziamento dell’impianto previsto su un arco di 3 anni prevedendo una spesa di 5 milioni di euro”.

 

Al momento però, con i lavori ancora lontani dalla consegna, i problemi persistono. “Mi risulta che non siano ancora stati programmati gli interventi per garantire un corretto convogliamento di sole acque nere al depuratore evitando cioè che all’impianto confluiscano anche acque bianche”.

 

Da tempo un comitato di cittadini chiede alla politica di intervenire per trovare delle soluzioni: in particolare, nell'immediato si suggerisce una più efficace manutenzione ordinaria dell'impianto volta ad abbattere gli odori molesti, mentre si auspica che in futuro si possa giungere dapprima alla copertura delle vasche e in seguito alla ricollocazione di un impianto adeguato e moderno in un contesto più idoneo.

 

Una proposta che Degasperi aveva portato in Consiglio provinciale ma che è stata bocciata perché per i vertici di Piazza Dante l’impianto rispetterebbe i limiti normativi per la qualità delle acque depurate restituite al fiume Sarca. “I fatti però, dimostrano che non è così” accusa Degasperi che tramite una nuova interrogazione chiede quali siano gli interventi in corso o programmati per un corretto collettamento di acque bianche e acque nere nel territorio del Comune di Arco.

 

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