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Trento
02 giugno | 16:14

"Costi raddoppiati e proroghe della valutazione ambientale senza consultazione popolare", il Movimento 5 stelle interroga il ministro: "Salviamo il lago d'Idro"

Il Movimento 5 stelle ha depositato un'interrogazione parlamentare sulla spinta della mobilitazione popolare. L'ex consigliere provinciale Alex Marini: "Noi continueremo a vigilare, a informare e a sostenere chi, come le associazioni locali, difende con coraggio un lago martoriato da decenni di miopia e avidità. Il nostro impegno continua. Per il lago d’Idro. Per la legalità. Per la partecipazione"

TRENTO. Il lago d’Idro ritorna a essere un argomento in parlamento. Il Movimento 5 stelle segnala "gravi criticità nel progetto delle nuove opere di regolazione idraulica". Un documento presentato dal deputato e portavoce dei pentastellati alla Camera, Enrico Cappelletti, e che prende le mosse da una mobilitazione popolare guidata dall'associazione Amici della Terra Lago d’Idro e Valle Sabbia e dalla Federazione del tavolo delle associazioni che amano il fiume Chiese e il suo lago. Realtà supportate dall'ex consigliere provinciale Alex Marini.

 

L'interrogazione indirizzata a Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica accende i riflettori sui costi raddoppiati ("Da 48 a 97 milioni di euro, senza che ci sia stata una corrispondente trasparenza o valutazione dell’impatto reale), proroghe della Via senza consultazione pubblica (Le autorizzazioni ambientali sono state estese senza adeguata pubblicità, senza il coinvolgimento degli enti locali e senza la partecipazione dei cittadini, in contrasto con quanto previsto dalle normative europee (Convenzione di Aarhus, direttiva 2011/92/UE, direttiva acque 2000/60/CE).

 

E finalità del progetto profondamente mutate ("L’opera, nata per ragioni di sicurezza, si rivela oggi orientata al ripristino di una gestione idrica intensiva a beneficio di pratiche agricole non sostenibili, con il rischio concreto di deteriorare ulteriormente lo stato del corpo idrico e di compromettere un sito incluso nella rete Natura 2000) e disallineamento istituzionale ("L’assessore regionale all’Ambiente ammette la mancata attivazione del protocollo di coinvolgimento degli enti locali, mentre l’assessore agli Enti locali afferma l’opposto. Una confusione che mina la credibilità dell’intero processo amministrativo".

 

Da qui le richieste al governo "di verificare, anche tramite Ispra e Arpa, se le modifiche progettuali e le mutate condizioni ambientali rendano necessaria una nuova procedura di Via; di chiarire la posizione dell'esecutivo a Roma sulla partecipazione pubblica, alla luce delle violazioni e delle incongruenze emerse e di attivarsi affinché le Regioni, in particolare la Lombardia, garantiscano trasparenza, legalità e coinvolgimento democratico nei procedimenti autorizzativi".

 

Il Movimento 5 stelle promette ulteriori iniziative per tutelare il lago. "L'interrogazione è passo importante, ma non ci fermiamo qui. La battaglia per il lago d’Idro è tutt’altro che finita. La politica deve smettere di trattare l’ambiente come una risorsa da saccheggiare e tornare a difendere i beni comuni. L’interrogazione di Cappelletti è un passo importante, che nasce da una cittadinanza attiva, informata e determinata. Noi continueremo a vigilare, a informare e a sostenere chi, come le associazioni locali, difende con coraggio un lago martoriato da decenni di miopia e avidità. Il nostro impegno continua. Per il lago d’Idro. Per la legalità. Per la partecipazione", conclude Marini. 

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