"Ancora troppi inquinanti nel lago", Zeni: "C'è un'importante analisi dell'Università per mitigare i rischi e per cambiare la gestione del territorio. Quali azioni della Provincia?"
Il consigliere provinciale del Partito Democratico Luca Zeni parte da un lavoro realizzato dal Dipartimento di ingegneria civile e meccanica (Dicam) dell'Università di Trento per chiedere alla Provincia quali interventi concreti intenda adottare per "un cambio di paradigma nella gestione del territorio", in particolare per agire sulla "mitigazione dei fattori di rischio"

BASELGA DI PINE'. "Ci sono ancora troppo inquinamento nutriente nel lago di Serraia", commenta l'ex assessore Luca Zeni. Il consigliere provinciale del Partito Democratico parte da un lavoro realizzato dal Dipartimento di ingegneria civile e meccanica (Dicam) dell'Università di Trento per chiedere alla Provincia quali interventi concreti intenda adottare per "un cambio di paradigma nella gestione del territorio", in particolare per agire sulla "mitigazione dei fattori di rischio".
Nell’ambito dell'accordo attuativo "Attività di ricerca e studio in materia di eutrofizzazione dei laghi" del luglio 2021 tra il Dipartimento di ingegneria civile e meccanica (Dicam) dell’Università di Trento, con l’Agenzia provinciale per la Protezione dell’ambiente (Appa), nel febbraio 2023 è stato realizzato il documento "Elaborazione di una metodologia integrata per il calcolo del bilancio di nutrienti e l’analisi dell’eutrofizzazione in laghi alpini: il caso del lago di Serraia" che raccoglie la seconda e terza parte dello studio di Dicam.
L'inquinamento nutriente è una sovrabbondanza di nutrienti all'interno di un particolare corpo idrico. I contaminanti più comuni che contribuiscono all'inquinamento da nutrienti sono il fosforo e l'azoto, derivati principalmente dal deflusso dai terreni coltivati, dai terreni di bestiame, dalle fosse settiche delle abitazioni private e dai gas di scarico dei veicoli. Inoltre, il fosforo e l'azoto possono essere presenti nelle sostanze chimiche utilizzate per i trattamenti paesaggistici, ma anche nelle fognature.
Sono due i temi affrontati in questo studio: l'indagine sugli apporti di nutrienti dal bacino drenante del lago di Serraia e stima dei carichi annuali, con particolare riferimento alla zona delle serre ma con focus orientati anche la zona tra i laghi di Serraia e Piazze e alla valutazione delle eventuali perdite della rete fognaria, con la collaborazione dell'amministrazione comunale; valutazione dell'applicazione di ulteriori misure diverse, in contrasto con quelle in essere (ossigenazione), per la limitazione del carico interno.
Il documento, molto corposo e struttura, spiega Zeni, riporta anche i risultati relativi agli approfondimenti sull’effetto della regolazione artificiale dei flussi in uscita dal lago sul bilancio dei nutrienti mediante modellazione numerica oggetto di uno studio precedente. Per valutare l’apporto di nutrienti il lago di Serraria è stato suddiviso in tre parti.
La sponda sud, “dove l’attività di indagine ha dimostrato che sono ancora presenti importanti rilasci di nutrienti; nel 2000 si era ipotizzato che l’impianto di ricircolo potesse azzerare il rilascio di fosforo da parte delle colture idroponiche, ma già le misure effettuate nel 2005 e 2008 non avevano mostrato alcun segno di miglioramento e le nuove misure riportano addirittura valori di concentrazione superiori a quelli del periodo antecedente al 2000, segnando esplicitamente la presenza di fonti aggiuntive o comunque il difettoso funzionamento degli interventi realizzati. (…) Se si considera un centinaio di kg di fosforo all’anno provenienti dall’acquifero sulla sponda sud del lago, appare evidente come sia necessario perseguire l'obbiettivo già definito più dei venti anni fa di azzerare realmente il rilascio di nutrenti dalle attività agricole” (pagina 276 documento Dicam).
La sponda nord e nord-est, dove, nonostante le caratteristiche di elevata naturalità e la presenza del biotopo Paludi di Sternigo, “l’analisi condotta ha individuato nel Fos Grant, che scorre in mezzo alla piana raccogliendo gli affluenti dei sottobacini tra il lago di Serraria e quello delle Piazze, uno dei maggiori contribuenti in termini di carico di fosforo" (pagina 277).
E la sponda ovest, prosegue l'ex assessore, dove gli emissari presenti “sono corsi d’acqua minori, a carattere prevalentemente artificiale, caratterizzati da portate modeste o quasi assenti. Tuttavia, episodi con concentrazioni elevate di fosforo e di altri nutrienti sono stati riscontrati in diverse occasioni, segnalando elementi di forte criticità ancorchè sporadici, ma per questo più difficilmente controllabili. Nella parte settentrionalie di questa sponda del lago è presente anche un punto particolarmente delicato della rete fognaria, con un impianto di sollevamento che in passato ha contribuito in modo improbabilmente rilevane ai carichi di fosforo, azoto e materia organica a causa di malfunzionamenti” (pagina 278).
"Le conclusioni di questa parte dello studio del Dicam sono chiare - dice Zeni - dall’analisi condotta sui carichi di nutrienti “risulta particolarmente evidente (…) che la stima del carico di fosforo gravante sul lago di Serraia deve considerare soprattutto l’analisi del rischio presente. In tal senso, le strategie di risanamento non possono riguardare solo la riduzione dei carichi presenti stabilmente, ma soprattutto la mitigazione dei fattori di rischio. Si tratta quindi di un percorso che richiede un cambio di paradigma nella gestione del territorio” (pag. 279). Il documento del Dicam ha però un limite, derivante da una interpretazione eccessivamente estensiva delle norme a tutela della privacy. Il documento risulta così mutilato in molte sue parti, che risultano così poco comprensibili e poco utilizzabili".
Alcuni esempi. "A pagina 276 - riporta Zeni - si legge “Infine, è importante ribadire la necessità di effettuare un’analisi dei rischi ...omissis …” tre , quattro righe bianche e poi ancora “… omissis … Il contributo di questi eventi in termini di carico aggiuntivo di fosforo e di altri elementi è impossibile da quantificare (per forza, non sappiamo neppure a cosa si riferisce ndr). Tuttavia, è chiaro che la presenza di un elemento affetto da potenziali perdite per guasti o incidenti non prevedibili costituisce un elemento di rischio primario per un corpo idrico di dimensioni modeste come il lago di Serraia: … omissis ...” Forse ci si riferisce a un tubo di drenaggio prossimo al lago, ma bisogna lavorare di fantasia. Gli omissis sono decine e decine nel documento dell’Dicam, riguardano nomi di aziende, interi capoversi, note a pie di pagina e perfino figure, si immagina fotografie di luoghi e ambienti".
Da qui l'interrogazione del consigliere provinciale del Pd all'esecutivo di piazza Dante per chiedere come la Provincia intenda utilizzare questo documento e quali azioni concrete intende adottare sulla mitigazione dei rischi e se "considerando la natura del documento, prettamente scientifica e anche estremamente puntuale nell’analisi del lago e dell'ambiente naturale e urbanizzato circostante, se non ritengano che una interpretazione eccessivamente estensiva delle norme sulla privacy non lo rendano, di fatto, monco e non integralmente utilizzabile considerando gli interventi puntuali, su soggetti coperti da omissis, che vengono suggeriti", conclude Zeni.


















