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Trento
15 marzo | 18:28

Ciclovia del Garda, le continue frane preoccupano. Il Partito Democratico: "La priorità deve essere la sicurezza. Servono ulteriori analisi e valutazioni"

In Consiglio  Provinciale è stata presentata una interrogazione. Seppur non obbligatorio per legge, i consiglieri ritengono necessario sottoporre il progetto a procedura di “Via” e “Vas”, almeno il tratto di ciclovia che verrà realizzata nella parte  ovest del lago di Garda​

Ciclovia del Garda, le continue frane preoccupano
di Redazione

TRENTO. Ciclovia del Garda, la priorità deve essere la sicurezza. A dirlo è stato il gruppo del Partito Democratico in Consiglio provinciale con la presentazione di una interrogazione a firma di Michela Calzà.

 

Negli ultimi anni si sono succeduti parecchi eventi di caduta massi lungo la sponda ovest del lago di Garda, una situazione che portato più di un dubbio sulla realizzazione della Ciclabile del Garda soprattutto per quanto riguarda i tratti a sbalzo.

 

Il progetto della Ciclovia del Garda prevede un itinerario che si sviluppa lungo le sponde del lago di Garda per 167 chilometri, di cui 20 chilometri sul territorio della Provincia Autonoma di Trento. Il tratto da Riva del Garda al confine con la Lombardia, la cosiddetta “Sponda Ovest”, è interessato dalla realizzazione di circa 5,5 chilometri di pista ciclabile. Rispetto all’iniziale progetto di fattibilità è emersa la necessità di prevedere interventi di messa in sicurezza per l’elevato rischio idrogeologico dovuto alla caduta massi dalle pareti rocciose sovrastanti il tratto della nuova ciclabile relativo all’intero versante compreso tra il confine con la regione Lombardia e la Ponale. 

 

“La relazione geologica per quanto riguarda il tratto Trentino-ovest -  spiega il Partito Democratico - evidenzia che 'l’area è oggetto di rischio idrogeologico molto elevato (R4) per cui oltre a un ulteriore studio di compatibilità più approfondito è possibile siano necessari degli interventi mirati di messa in sicurezza”. 

 

A queste osservazioni la Provincia rispondeva con la “Relazione di chiarimento Pfte a Tavolo Tecnico Operativo” specificando, per quanto riguarda la sicurezza, che “nella considerazione che non esista rischio nullo si può affermare che il livello di rischio esistente sia stato ragionevolmente ridotto a livelli accettabili”. 

 

“L’ultimo evento franoso impone a nostro avviso un surplus di analisi rispetto alla sicurezza del tracciato” spiegano i consiglieri del Partito Democratico. In tal senso, seppur non obbligatorio per legge, i consiglieri ritengono necessario sottoporre il progetto a procedura di “VIA” e “VAS”, almeno il tratto di ciclovia che verrà realizzata nel tratto ovest del lago di Garda, “considerando anche che le numerose opere geotecniche e di ingegneria a protezione della ciclovia avranno un notevole impatto paesaggistico e ambientale”.

 

 

 

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