Durante il periodo di siccità alcune segherie “annaffiavano” il legname in deposito nonostante i divieti per i residenti, la Pat precisa: “Tutto regolare”
In Valsugana si è diffusa la pratica di “annaffiare” i depositi di legname affinché non si sviluppino insetti e funghi nel materiale stoccato, Zanotelli: “I piazzali sono stati costruiti su iniziativa privata”

TRENTO. L’estate trentina è stata rovente e nel segno della siccità che ha colpito tutto l’arco alpino. Diverse località erano alle prese con problemi legati alla carenza di acqua tanto che moltissimi Comuni che sono stati costretti a emanare delle ordinanze per vietare gli sprechi.
In questo periodo Filippo Degasperi, aveva presentato un’interrogazione per far luce su alcune segnalazioni arrivate dalla Valsugana: “A Levico e Novaledo si irriga da mesi il legname di Vaia abbandonato nei depositi”, aveva fatto notare il consigliere di Onda.
“È noto – replica l’assessora competente Giulia Zanotelli – che lo stoccaggio nei cosiddetti ‘piazzali irrigati’ è una tecnica di conservazione di medio-lungo periodo del legname tondo ampiamente utilizzata in Europa, e introdotta anche sul territorio provinciale a seguito della tempesta Vaia, che consente la gestione degli ingenti quantitativi di materiale legnoso derivanti dai danni legati ai disturbi di natura abiotica o biotica”.
Questa tecnica viene utilizzata affinché non si sviluppino insetti lignicoli e funghi, l’umidità del legno infatti deve essere mantenuta elevata attraverso costanti bagnature, per tutto il periodo di conservazione. Inoltre la pratica dello stoccaggio in piazzali irrigati consente di mantenere inalterate le caratteristiche tecnologiche ed estetiche del legname accatastato per almeno 3 o 4 anni dall’inizio della conservazione.
Per questo motivo, spiega sempre l’assessora, anche dopo prolungati periodi di stoccaggio, il materiale può essere indirizzato a tutte le possibili destinazioni commerciali. La conservazione consente di poter disporre del materiale legnoso per un periodo sufficientemente lungo da agevolare le fasi di commercializzazione e di rifornire le filiere locali negli anni successivi ai disturbi naturali. Infine immettere il legname sul mercato in un intervallo di tempo più lungo evita che il prezzo crolli.
“A servizio dei due piazzali a Novaledo e a Levico Terme – precisa Zanotelli – vi sono due derivazioni idriche, entrambe esercitate tramite pozzi esistenti da tempo e nessuna delle quali interferente con impianti idropotabili o irrigui”. Peraltro i due piazzali sono stati costruiti su iniziativa privata. Il legname stoccato nei piazzali irrigati è di proprietà dei soggetti gestori dei depositi o di terzi. L’epoca di prelievo del materiale legnoso dipende quindi dalle singole scelte imprenditoriali rispetto alle quali la Provincia non ha il titolo di intervenire”.














