Emergenza idrica, ordinanza contro gli sprechi in Alto Adige: stop all'innevamento artificiale e limiti per piscine e grandi giardini. Ecco le regole
Il presidente Arno Kompatscher ha firmato un documento che prevede una serie di pratiche per ridurre gli sprechi e iniziare a risparmiare l'acqua. Negli scorsi giorni anche Zaia aveva firmato un'ordinanza

BOLZANO. Emergenza idrica, dopo Zaia in Veneto anche Kompatscher in Alto Adige firma un'ordinanza per il risparmio dell'acqua. La situazione generale, infatti, è in peggioramento e preoccupa visto che l'equivalente idrico nivale è sotto del 69% sulle Alpi rispetto alla media degli ultimi 12 anni e anche i fiumi, di conseguenza, sono in sofferenza. Guardando al solo fiume Po, il deficit si attesta a -66% mentre l'Adige fa segnare un -73% (qui l'analisi di Cima Research Foundation).
I casi di deficit idrico in quasi tutti i bacini sono innumerevoli, ormai, e dal Garda ai laghi più piccoli, come può essere il Lago di Tovel (qui il video) tutto il Trentino Alto Adige si mostra in sofferenza e, di conseguenza Veneto e Lombardia tremano perché l'aiuto dato dalle province autonome in termini di apporto idrico durante soprattutto le stagioni storicamente più secche, quelle estive, è fondamentale.
L'Alto Adige, allora, ha deciso di cominciare a risparmiare. Nel primo pomeriggio il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, ha firmato l’ordinanza con la quale si fa appello al risparmio idrico.
Le disposizioni della presente ordinanza hanno efficacia immediata. In particolare, nell’ordinanza si raccomanda fortemente a tutti gli utilizzatori d’acqua ed in particolare agli utenti in ambito agricolo, nonché ai gestori e proprietari di giardini e parchi di usare le risorse idriche in modo particolarmente parsimonioso, sostenibile ed efficace e a limitare il consumo al minimo indispensabile.
I gestori degli acquedotti idropotabili pubblici sono inoltre chiamati a prevedere uno scaglionamento, una turnazione, dei prelievi d’acqua particolarmente elevati ed a informarne i relativi utenti, tra cui i gestori di piscine o i proprietari di grandi giardini. I coltivatori di frutta e vigneti, a causa della forte carenza d’acqua, sono chiamati ad attivare l’irrigazione antibrina solo in caso di assoluta necessità.
L’ordinanza proibisce qualsiasi tipo di innevamento tecnico. L’ordinanza viene trasmessa ai Comuni che provvedono alla sua pubblicazione e vigilano sul rispetto delle prescrizioni nell’ambito dell’approvvigionamento idropotabile. Analogamente l’ordinanza viene trasmessa alle stazioni forestali, che sorvegliano il rispetto delle prescrizioni relative all’irrigazione agricola e comunicano eventuali contravvenzioni all’Ufficio gestione sostenibile delle risorse idriche, ai sensi dell’articolo 56 della legge provinciale 18 giugno 2002, n. 8. I controlli sulle derivazioni d’acqua in merito al periodo di derivazione concesso e al rispetto del deflusso minimo vitale prescritto vengono intensificati.


















