Decreto siccità e poteri del nuovo Commissario, Kompatscher: “Su invasi e gestione risorse idriche decide la Provincia”
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si è riunita ieri per discutere, tra le altre cose, il parere dei territori sul Decreto siccità: intervenuto da remoto, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher ha ribadito le competenze autonomistiche altoatesine nella gestione delle risorse idriche

BOLZANO. “Il Commissario straordinario non agisca d'imperio”. Sono queste le parole utilizzate ieri (10 maggio) dal presidente della Provincia di Bolzano Arno Komaptscher nel corso della seduta della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, riunitasi a Roma (il presidente altoatesino ha partecipato da remoto) per discutere, tra le altre cose, il parere dei territori sul Decreto siccità.
Un percorso, quello iniziato dal governo, che negli scorsi giorni ha portato alla nomina di Nicola dell'Acqua (già direttore di Veneto agricoltura e Arpav) a commissario straordinario (fino a dicembre, la posizione sarà poi rinnovabile per un altro anno), con l'obiettivo di velocizzare i progetti più urgenti indicati dalla cabina di regia contro la siccità. Un ruolo centrale in un contesto, la gestione delle risorse idriche, che in queste fasi è estremamente delicato.
“Kompatscher – dice la Provincia di Bolzano – ha espresso la convinzione, condivisa dalla maggioranza delle Regioni, che il commissario straordinario istituito dalla nuova disposizione debba agire d'intesa con le Regioni coinvolte, svolgendo un ruolo di facilitatore per accordi che rispettino le necessità e gli interessi di tutte le parti interessate”. In poche parole: “Il commissario non agisca d'imperio”.
Nel suo intervento infatti, Kompatscher si è focalizzato sulla difesa delle competenze autonome in merito alla gestione del territorio che rischierebbero, dice la Provincia: “Di essere messe in discussione dall'entità dei poteri conferiti al nuovo commissario straordinario per la crisi idrica, in particolare per quanto concerne la gestione degli invasi”.
Una questione che, da anni ormai, vede contrapposte le necessità di Trentino e Alto Adige (in particolare dal punto di vista della produzione di energia idroelettrica) e delle Regioni confinanti, che in molte occasioni hanno chiesto di aumentare i rilasci per garantire il fabbisogno idrico per le coltivazioni in pianura.
“Per intenderci – ha detto Komparscher – senza prevedere un'intesa sarebbe il commissario a decidere quando vanno aperte le dighe per fornire acqua ad altri territori. E, sebbene in questo delicato ambito si sia sempre agito in senso solidale, andando in soccorso di altre Regioni durante i periodi di più forte siccità, la nostra Provincia è titolare di potestà legislative e amministrative in materie riconducibili all'utilizzazione delle acque pubbliche e del demanio idrico”.
Nonché, ha precisato il presidente altoatesino: “Come le altre Regioni, della competenza legislativa concorrente in materia di produzione, trasporto e distribuzione dell'energia, strettamente connessa sul nostro territorio alla gestione delle risorse idriche”. La discussione sul provvedimento proseguirà nella prossima seduta della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, alla quale come di consueto parteciperà anche Kompatscher.













