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Belluno
15 marzo | 20:55

Siccità, il Bellunese in allarme: ''Siamo preoccupati, l'acqua non va sprecata e vanno sistemati gli acquedotti. A rischio tutti i settori''

Il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin: "Aperti i tavoli con le autorità preposte per campagne di sensibilizzazione contro gli sprechi d'acqua. Urgente poi sistemare il sistema acquedottistico per contenere le perdite"

BELLUNO. "Il tema dell'acqua è assolutamente stringente e da attenzionare". Queste le parole a Il Dolomiti di Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno. Non si esclude nei prossimi mesi, e se la situazione dovesse ulteriormente peggiorare, di decretare lo stop all'acqua nelle fasce notturne. "C'è una grande preoccupazione: l'estate scorsa è stata siccitosa e l'ultimo inverno molto secco".

 

Da Valbelluna al feltrino fino all'Alpago, tutto il Bellunese è già in sofferenza sul fronte dell'acqua. "La perturbazione delle scorse ore è durata appena 3 ore, troppo poco", spiega Padrin. "Ma questa situazione va affrontata, anche se la primavera fosse piovosa perché questo problema rischia di diventare ricorrente a causa della crisi climatica".

 

A intervenire è stata anche la Regione Veneto. Il presidente Luca Zaia ha firmato una nuova ordinanza per evitare lo spreco d'acqua sul territorio. Tra i diversi punti si chiede ai sindaci dei Comuni, sentite le aziende di gestione del Servizio idrico integrato, di "attivare con urgenza campagne di informazione per l'uso accorto della risorsa idrica" (Qui articolo).

 

Non c'è ancora un'allerta tale da richiedere razionamenti già da ora ma si monitora la situazione. "E' già stato convocato un tavolo con Bim Gps, Consorzio Bim e le autorità di bacino per affrontare il problema e tracciare alcune soluzioni. Nei prossimi giorni è previsto un ulteriore incontro per un cronoprogramma delle attività. Non è un problema immediato ma è chiaro che c'è preoccupazione e cerchiamo di giocare d'anticipo".

 

La situazione è, infatti, seria a causa della perdurante siccità. Neve poca sulle montagne e le piogge sono state scarse. "C'è molta attenzione - prosegue Padrin - perché si rischia una grande sofferenza in tutti i settori, compreso l'agricoltura e le attività produttive. Il ragionamento deve essere di sistema e va comunque affrontato anche con i territori di pianura". 

 

L'ordinanza della Regione Veneto richiede di usare gli elettrodomestici a pieno carico, di fare la doccia al posto del bagno, di chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti, di utilizzare l'acqua di lavaggio degli alimenti freschi per annaffiare le piante e altre iniziative di contenimento; le fontane a getto continuo dovranno rimanere chiuse e vanno predisposti "i piani di emergenza per l'approvvigionamento potabile (interconnessione reti, approvvigionamento mediante autobotti, interventi riduzione perdite)".

 

Nel Bellunese si pensa a interventi nel breve periodo, con campagne di sensibilizzazione per "evitare gli spechi" ma anche a lungo termine. "E' fondamentale verificare ancora di più la rete acquedottistica per contenere le perdite delle tubazioni. La gestione della risorsa idrica a scopo potabile è fondamentale", conclude Padrin.

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