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| 16 ago 2022 | 10:28

Elezioni, il Pd approva le liste: ecco i nomi (e gli esclusi), da Cottarelli a Crisanti fino a Letta, Casini e Lotti

La direzione nazionale del Partito Democratico ha approvato nella notte, con 3 voti contrari e 5 astenuti, le liste per le candidature. Tra i big esclusi Luca Lotti, che ha scritto: “La scelta è politica, non si nasconda nessuno dietro a scuse. Il Pd è casa mia, lo sarà anche in futuro”

ROMA. Si è conclusa a notte fonda la riunione della direzione nazionale del Partito Democratico per l'approvazione delle liste per le candidature in vista delle elezioni del 25 settembre: ecco i nomi dei 'big' candidati dai dem. “Avrei voluto ricandidare tutti i parlamentari uscenti – avrebbe detto il segretario Enrico Letta in apertura della riunione – ma è impossibile per il taglio dei parlamentari e per esigenza di rinnovamento”. Letta ha poi specificato di aver cercato di “comporre un equilibrio” nelle liste, mettendo tra le priorità il rispetto dei territori.

 

Lo stesso Letta a quanto pare sarà capolista alla Camera per Lombardia e Veneto mentre l'economista Carlo Cottarelli sarà candidato al Senato a Milano. Il professore e microbiologo Andrea Crisanti, secondo le ultime informazioni, sarà invece capolista per la circoscrizione Europa. L'attuale ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe essere invece candidato in Campania mentre nel collegio senatoriale di Bologna il nome scelto dalla direzione sarebbe quello di Pier Ferdinando Casini.

 

Tra i 'big' escluso invece Luca Lotti, che ha detto la sua questa mattina (16 agosto) sui social: “Il segretario del mio partito ha deciso di escludermi dalle liste per le prossime elezioni politiche, Mi ha comunicato la sua scelta spiegando che ci sono nomi di calibro superiore al mio. Confesso di non aver ben capito se si riferiva a quelli che fino a pochi mesi fa sputavano veleno contro il Pd e che oggi si ritrovano quasi per magia un posto sicuro nelle nostre liste. Non lo so. Ma così è”. La scelta, dice Lotti “è politica, non si nasconda nessuno dietro a scuse vigliacche”, aggiungendo: “Dispiace, e non poco, scoprire che i dirigenti del mio partito abbiano abbandonato uno dei cardini della nostra identità: il garantismo”. Il Pd, ha comunque concluso Lotti: “E' casa mia. Lo sarà anche in futuro”.

 

Ha rinunciato invece alla candidatura Monica Cirinnà, dicendo che la proposta di candidatura sarebbe arrivata in un collegio elettorale “perdente in due sondaggi” su territori “inidonei ai miei temi e con un forte radicamento della destra” (anche se poche ore dopo la parlamentare ha dichiarato d'aver cambiato idea, dicendo di voler "accettare la sfida"). Il capogruppo uscente in commissione Affari Costituzionali Stefano Ceccanti sarebbe stato poi scelto all'interno del listino proporzionale in Toscana, ma a stretto giro è arrivata la smentita del diretto interessato: “Leggo con stupore – ha replicato su Twitter – dalle agenzie che sarei candidato numero 4 al proporzionale a Firenze-Pisa. La notizia è destituita di qualsiasi fondamento come ben sa il segretario Letta”.

 

Già negli scorsi giorni invece, l'alleanza tra Sinistra Italiana ed Europa Verde aveva annunciato le candidature di Ilaria Cucchi e del sindacalista Aboubakar Soumahoro.

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