Emergenza bostrico, sì a un piano nazionale di raccordo tra regioni e province per contrastarne la diffusione: "I boschi non possono più attendere"
E' stato approvato all’unanimità alla Camera, nell'ambito della manovra di bilancio, un odg proposto dai deputati Urzì, Ciaburro e Caretta, "considerata l'esigenza di contenimento dell'attacco parassitario al patrimonio naturale nazionale". I deputati: "Già con l’inizio dell’anno sono attesi i primi passi"

ROMA. Un piano nazionale di raccordo con regioni e province per il contrasto alla diffusione del bostrico nei boschi dell’arco alpino, ormai un danno ambientale ed economico che rappresenta una emergenza nazionale. E' questo quanto approvato all’unanimità alla Camera, con il sostegno dell’opposizione, nell'ambito manovra di bilancio. L'iniziativa è arrivata dai deputati Alessandro Urzì, Monica Ciaburro e Cristina Caretta: "I boschi non possono più attendere - dichiarano. - Già con l’inizio dell’anno sono attesi i primi passi".
Quella del governo è una decisione presa "considerata l'esigenza di contenimento dell'attacco parassitario al patrimonio naturale nazionale, visto sul piano economico e ambientale, ad attivare una concertazione con regioni e province autonome per la redazione e il finanziamento di un piano nazionale di contrasto alla diffusione del parassita".
Nel documento si legge: "Le risorse per rimuovere gli alberi infestati dal bostrico tipografo al fine del contenimento dell'infezione sono assolutamente insufficienti a livello nazionale.La situazione di degenerazione dello stato di salute dei boschi dell'arco alpino colpito dalla tempesta Vaia colpisce a diversi livelli: ambientale, silvicolturale e turistico. La diffusione massiccia dell'infestazione impone un intervento adeguato e proporzionato a compensare il danno anche economico dovuto alla perdita di intere porzioni di selva come risorsa naturale ed economica che impone il ricorso del mercato nazionale a quello estero, con progressiva limitazione dell'autosufficienza italiana di fornitura di legname".
"L'infestazione è connessa anche alla tempesta Vaia - prosegue il testo - che ha creato (unitamente allo schianto degli alberi per la neve) una condizione ambientale ideale alla diffusione del parassita. La silvicoltura nazionale rischia nella progressione dell'infestazione di pagare un prezzo di gran lunga superiore a quello che sarebbe connesso al ripristino di condizioni di salute delle foreste. La rimozione degli alberi in zone disagiate e spesso non servite di alta montagna impone peraltro sforzi anche economici cui non posso fare fronte solo i proprietari e gli enti locali".
La legge di Bilancio del 2021 "ha in realtà già previsto misure di intervento reiterate in questa manovra al fine di ridurre gli effetti degli attacchi dell'insetto Ips typographus, di seguito denominato 'bostric', in fase epidemica nelle regioni alpine, tra cui quelle già colpite dagli effetti della tempesta Vaia, per preservare i boschi da attacchi letali, per il cui contrasto si rendono necessarie, oltre alle misure previste nel decreto legislativo 2 febbraio 2021, numero 19, anche urgenti azioni di carattere silvicolturale, e ai commi da 847 a 855 sono individuate le misure di intervento per i territori coinvolti".
Il documento prosegue ricordando che "si ravvisa la necessità, anche in questa manovra finanziaria, di potenziare le misure già previste e se del caso introdurne di nuove a tutela di un settore gravemente danneggiato". Ora la questione sarà affrontata direttamente con una misura di raccordo Stato/Regioni/Province autonome utile a definire le modalità di intervento e la necessità di porre a disposizione risorse finanziarie.













