L’Alto Adige dice “sì” all’abbattimento “in tempi rapidi e senza ostacoli” di lupi e orsi. I Verdi: “Segnale politico in vista delle elezioni”
Il Consiglio provinciale di Bolzano ha votato un provvedimento per sollecitare il Governo e il Parlamento “a creare le basi per consentire, laddove necessario, l’abbattimento, in tempi brevi e senza ostali burocratici dei grandi carnivori problematici”

BOLZANO. Sollecitare il Governo e il Parlamento “a creare le basi per consentire, laddove necessario, l’abbattimento, in tempi brevi e senza ostali burocratici dei grandi carnivori problematici”. È questa la richiesta che arriva dal Consiglio provinciale di Bolzano. La mozione è stata presentata da Josef Unterholzner (Enzian) e sottoscritta anche da Andreas Leiter Reber, Ulli Mair (Die Freiheitlichen), Franz Locher, Manfred Vallazza e Paula Bacher (Svp).
Nel provvedimento, fra le altre cose, si chiede anche di adottare una strategia omogenea per la regolamentazione dei grandi carnivori dell’arco alpino e di utilizzare “tutte le possibili deroghe” consentite dalla legislazione europea per “adeguare il prelievo” dei lupi. Va specificato che si tratta di un mero atto politico che sul piano pratico non cambia nulla. In altre parole, almeno per il momento, lupi e orsi non si toccano se non rispettando scrupolosamente le normative europee.
“Si tratta di un segnale politico in vista di elezioni – commenta il consigliere dei Verdi-Grüne Riccardo Dello Sbarba – una delle tante richieste che vengono rivolte a Roma”. Come già anticipato, prima di poter arrivare al prelievo di lupi e orsi è necessario soddisfare almeno due condizioni: la prima è quella di non compromettere la presenza della specie, la seconda sta nel dover dimostrare di aver tentato tutte le altre strade e che quella dell’abbattimento è rimasta l’unica soluzione.
“Il problema – prosegue Dello Sbarba – è che da tempo è in corso un braccio di ferro tra la Provincia e l’associazione degli agricoltori che scoraggia i propri iscritti dall’utilizzare le misure alternative come le recinzioni elettrificate e i cani da guardiania”. Anche in Alto Adige, come in Trentino, le autorità finanziano la costruzione di queste opere comprendo i costi economici. Tuttavia, soprattutto in provincia di Bolzano, queste opere sono poco utilizzate. Il paradosso è che per poter arrivare a un abbattimento è necessario dimostrare che queste iniziative non hanno avuto successo.
“Agricoltori e allevatori puntano a quella che ritengono la misura più semplice facendo finta che sia l’unica strada percorribile, ma non è così che funziona. Piuttosto – conclude Dello Sbarba – il dato politico è che l’Svp si è fatta trascinare su queste posizioni da un consigliere no-vax che ha trovato l’appoggio dell’ala del Consiglio che fa riferimento al mondo contadino”.
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