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| 08 mar 2022 | 13:02

Guerra Ucraina, sull'esclusione degli atleti paralimpici russi e bielorussi: ''Il finto pietismo messo finalmente in un cassetto: giusto che lo sport faccia la sua parte''

La scelta di escludere gli atleti di Russia e Bielorussia dalle competizioni di Pechino ha sollevato molte perplessità, compreso in Trentino con Claudio Cia (Fratelli d'Italia). Il presidente del Comitato paralimpico del Trentino, Massimo Bernardoni: "Sono stati considerati fortunatamente e giustamente atleti a tutti gli effetti, quindi è stata abbandonata la retorica del finto pietismo"

TRENTO. "A mio avviso è stata una decisione giusta. E' corretto intraprendere qualsiasi azione per cercare di interrompere la guerra in corso". Questo il commento di Massimo Bernardoni, presidente del Comitato paralimpico del Trentino. Negli scorsi giorni le delegazioni della Russia e della Bielorussia che avrebbero dovuto partecipare alle Paralimpiadi di Pechino 2022 sono state escluse dalle competizioni a poche ore dal via della kermesse. "E' stato finalmente messo in un cassetto il finto pietismo: ci sono morti e feriti, un popolo intero soffre per questo evento bellico e l'obiettivo di fermare le bombe giustifica gli interventi a livello sportivo".

 

A seguito dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, il mondo sportivo si è schierato per condannare l'aggressione militare: inizialmente le nazionali di calcio di Polonia, Svezia e Repubblica Ceca hanno dichiarato la volontà di non scendere in campo contro la rappresentativa di Mosca in vista dei playoff di qualificazione per il Mondiale. Poi il Cio ha ufficialmente indicato la linea dura.

 

E le Federazioni e le leghe hanno iniziato a escludere le formazioni russe dalle principali competizioni internazionali. Una decisione passata quasi come una dinamica naturale e in questo contesto anche le nazionali paralimpiche russe e bielorusse hanno dovuto rinunciare alle gare di Pechino. Questa scelta ha sollevato però molte perplessità, compreso in Trentino con Claudio Cia, consigliere provinciale in quota Fratelli d'Italia: "Un colpo basso, inaspettato. Così neppure le Paraolimpiadi ci uniscono, riescono a farci rimanere umani".

 

Si tratta in realtà una scelta di grande rispetto verso gli atleti paralimpici. "La Russia ha violato la tregua olimpica che comprende anche queste gare di Pechino: un fatto estremamente grave. Inoltre - prosegue Bernardoni - sono stati considerati fortunatamente e giustamente atleti a tutti gli effetti, quindi è stata abbandonata la retorica del finto pietismo. Non c'è bisogno di trattamenti diversi e non capisco quale possa essere la differenza tra i paralimpici e la nazionale di calcio che non può partecipare alle gare per andare ai Mondiali: l'unica differenza è che un calciatore ha più opportunità di prendere parte a grandi eventi rispetto a persone che con grande sacrificio si allenano per 4 anni per questo appuntamento di risonanza internazionale".

 

Insomma, non ci deve essere alcun dubbio sulla correttezza dell'azione degli organi internazionali. "Personalmente ritengo che l'esclusione a tutti i livelli tra sport, spettacolo, cultura e così via sia assolutamente doverosa. Non c'è l'ambizione di fermare un conflitto solo con queste azioni del mondo sportivo ma sicuramente si possono veicolare segnali e messaggi importanti perché siamo rappresentanti di una vetrina privilegiata e popolare. Posso comprendere la frustrazione degli atleti russi e bielorussi ma la decisione è stata a mio avviso giusta. Un modo per aumentare la pressione e abbassare le armi: il Comitato trentino è naturalmente vicino a quello ucraino in questo momento così tragico", conclude Bernardoni.

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