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In Trentino il 20% degli studenti non segue l'ora di Religione, Rossi: “Introduciamo l’insegnamento dell’etica”

La proposta di introdurre l’insegnamento dell’etica per chi non frequenta le ore di religione, Rossi: “È importante che la scuola trentina metta anche gli studenti esonerati nelle condizioni di acquisire queste conoscenze e competenze, declinandole in un orizzonte laico e plurale”

Di T.G. - 14 gennaio 2022 - 17:55

TRENTO. Da sempre in Italia la Chiesa cattolica esercita una forte influenza sulle istituzioni della Repubblica, tanto che in tutte le scuole pubbliche sono previste lezioni settimanali di religione. Va specificato che l’insegnamento della religione cattolica non è obbligatorio, dal momento che viene garantita alle famiglie e agli studenti la possibilità di non avvalersene. Per chi decide di non frequentare questo insegnamento c’è la possibilità di dedicare l’ora di studio ad altre materie, frequentare attività didattiche alternative o uscire dalla scuola.

 

Come fa notare il consigliere provinciale di Azione, Ugo Rossi, le famiglie e gli studenti che decidono di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica sono in costante aumento. In base ai dati resi noti dall’ufficio statistica del Ministero dell’Istruzione, nell’anno scolastico 2019/2020, il 31% degli studenti del Nord Italia non ha frequentato l’ora di religione. In Trentino invece, a non frequentare l’ora di Religione è il 19,7% degli studenti (15,22% nella scuola primaria, 18,50% nella secondaria di 1° grado, il 26,12% nella secondaria di 2° grado).

 

Secondo il consigliere di Azione questo scenario fa emergere due problemi. Il primo è di carattere pratico e organizzativo: visto il numero crescente di esonerati c’è la necessità per le scuole di prevedere alternative per coloro che non si avvalgono dell’insegnamento. “Il secondo problema – ben più profondo e sostanziale, afferma Rossi – è legato invece all’importanza di acquisire gli strumenti concettuali necessari per interpretare i valori etici e culturali di una società in rapido mutamento, e che permettano la pacifica cooperazione e il rispetto reciproco. Una delle finalità dell’ora di religione è proprio quella di potenziare tali strumenti. Nondimeno, è importante che la scuola trentina metta anche gli studenti esonerati nelle condizioni di acquisire queste conoscenze e competenze, declinandole in un orizzonte laico e plurale”.

 

Per rispondere a questi pressanti problemi molti Paesi europei stanno proponendo un insegnamento alternativo per chi non intende avvalersi dell’ora di religione, cioè “l’insegnamento di etica”. Anche la Provincia di Bolzano ha deciso di promuovere un’iniziativa simile, la quale prevede l'introduzione dell’ora di etica come materia alternativa a partire dall’anno scolastico 2023/2024.

 

“Queste iniziative – ricorda Rossi – intendono incentivare una riflessione secolare, critica, plurale e non dogmatica attorno ai valori che permeano la nostra società, analizzando i temi etici della contemporaneità attraverso strumenti filosofici, antropologici e delle scienze sociali”. Nello specifico, il programma di studio dovrebbe comprendere: la riflessione critica sui valori, sulle norme e sulle istituzioni che disciplinano la vita privata e sociale degli individui, partendo dai problemi che le persone e le istituzioni affrontano quotidianamente; la riflessione critica sui problemi etici e bioetici legati al continuo sviluppo tecnico-scientifico nei diversi campi del sapere; la riflessione critica sulla struttura e sulla giustificazione dei codici legislativi nazionali e internazionali.

 

A occuparsi di trasmettere questi insegnamenti potrebbero essere i laureati in filosofia, antropologia, storia, scienze religiose, pedagogia e materie affini. Nondimeno, si possono prevedere specifici corsi di aggiornamento per il corpo docente in organico alla scuola. Da qui la proposta di Rossi di introdurre l’insegnamento di etica in tutte le scuole trentine come attività formativa alternativa obbligatoria per chi decide di non frequentare l’ora di religione.

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