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| 22 feb 2022 | 19:14

"In Trentino in un solo mese il costo della vita è cresciuto del 2,3%", l’allarme dei sindacati: "Ridurre l’impatto dell’aumento delle bollette per le famiglie"

Cgil, Cisl, Uil riportano preoccupazione riguardo l'inflazione che "a gennaio è aumentata del 5,2% rispetto all'anno precedente". Con il nuovo aumento dei prezzi i sindacati hanno chiesto subito interventi sul caro bollette

"In Trentino in un solo mese il costo della vita è cresciuto del 2,3%"
di Redazione

TRENTO. Non si arresta la corsa dei prezzi in Trentino e i sindacati Cgil, Cisl, Uil lanciano l'allarme: "Rispetto a un mese fa in provincia il costo della vita è cresciuto di un ulteriore 2,3%, un punto percentuale in più rispetto alla media nazionale". C'è preoccupazione quindi "per l’ennesima impennata dell’inflazione che a gennaio ha fatto segnare un balzo in avanti del 5,2% rispetto allo stesso mese del 2021. In Italia l’incremento medio è stato del 4,7%". A trainare l’aumento "sono ancora una volta i costi di energetici e abitazione che toccano un +26,8% rispetto a gennaio dell’anno scorso; +20,2% nel resto del Paese". 

 

Un dato che conferma le preoccupazioni dei sindacati e che li spinge a "sollecitare Piazza Dante per un confronto urgente per concordare un intervento straordinario per ridurre l’impatto dell’aumento delle bollette sulle tasche di famiglie e pensionati"

 

I tre segretari generali, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, che nei giorni scorsi hanno sollecitato un nuovo appuntamento, sottolineano che "è trascorso quasi un mese dall'ultimo con il vicepresidente Tonina e ancora non è dato sapere se e quali interventi la Giunta Fugatti intenda mettere in campo". 

 

A questo punto "i provvedimenti messi in campo dal Governo nazionale sono chiari - proseguono - la Provincia deve passare all’azione. Servono almeno 30 milioni di euro per dare risposte alle famiglie. E le risorse si possono reperire tra quelle stanziate e non utilizzate nel 2020 e 2021 per i lavoratori e le lavoratrici nell’ambito dell’emergenza Covid".

 

Per Cgil Cisl Uil la strada è quella di misure che "amplino l’intervento del Governo nazionale indirizzato alle fasce più deboli con un intervento di sostegno che abbatta gli aumenti almeno per tutti i nuclei familiari che hanno un indicatore Icef fino a 0,30, dunque in buona sostanza circa 30mila famiglie".

 

Infine i sindacati ribadiscono "l'opportunità di intervenire sull'addizionale Irpef ripristinando esenzione alle famiglie e ai pensionati fino a 20mila euro".

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