Kompatscher ''promuove'' il governo Meloni ma chiude all'idea di macroregione di Fugatti: ''La nostra autonomia non è territoriale ma di tutela delle minoranze''
Una decina di giorni fa aveva fatto discutere l'uscita del presidente della Provincia di Trento sulla possibilità di ''ragionare insieme, in gande, in ottica europea, di Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna''. Il presidente dell'Alto Adige ha ricordato che ''parlare di macroregione vuol dire perdere di vista l'aspetto della tutela delle minoranze''. Poi ha ricordato l'importanza dell'autonomia e la necessità di non considerarla mai compiuta

BOLZANO. ''La nostra autonomia non è territoriale, ma è di tutela delle minoranze e parlare di macroregione vuol dire perdere di vista questo aspetto". Così il presidente della provincia di Bolzano Arno Kompatscher ha detto alla conferenza stampa di fine anno nella quale ha tracciato un bilancio anche dei rapporti che l'Alto Adige sta avendo con Roma e con il nuovo governo Meloni. E la sensazione sembra buona. "Nella speranza - ha aggiunto il presidente - che agli annunci seguano i fatti, sono positivi i segnali che giungono da Roma".
Ma se il governo Meloni pare in qualche modo promosso dal presidente della provincia di Bolzano la stilettata sulla macroregione è parsa diretta al suo corrispettivo della provincia di Trento, Maurizio Fugatti. Proprio lui aveva, infatti, una decina di giorni fa rilanciato il vecchio piano di macroregione del Nord Est Italia promuovendo il percorso di ''autogoverno'' che stanno facendo alcune regioni vicine come il Veneto e ricordando che "il Trentino e l'Alto Adige hanno l'autonomia speciale, e ragioniamo di Euroregione con il Tirolo austriaco, ma credo che anzitutto Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna possano cominciare a ragionare insieme, in grande, in ottica europea".
Il presidente Kompatscher ha anche sottolineato che l'Autonomia comporta dei costi, sia per quanto concerne l'elaborazione delle competenze autonome, sia per i regolamenti sulla rappresentanza proporzionale e sul plurilinguismo. "Garantire la relativa indipendenza finanziaria dell'Alto Adige nel lungo periodo – ha sottolineato il presidente provinciale – è uno dei principali traguardi raggiunti nel corso degli anni". Tale relativa indipendenza dovrebbe essere utilizzata anche per "intraprendere, giorno dopo giorno, il percorso della sostenibilità nel miglior modo possibile".
Quale tematica ulteriore, il presidente Kompatscher ha promosso la ricerca di punti di contatto internazionali "al fine di radicare la nostra Autonomia nella coscienza della comunità mondiale quale esempio positivo di risoluzione dei conflitti internazionali". Un passo in questa direzione è rappresentato dal Centro per l'Autonomia previsto nel nuovo polo bibliotecario di Bolzano. L'Alto Adige deve cogliere questa preziosa opportunità per "consolidare la conoscenza della nostra Autonomia, quale esempio di come si possa realizzare, nella coscienza internazionale". Ciò rafforzerebbe la posizione negoziale della Provincia in merito a possibili adattamenti, in quanto "l'Autonomia dell'Alto Adige non può mai essere considerata compiuta. Deve andare incontro a ulteriori sviluppi e gli sviluppi indesiderati devono essere corretti” – ha chiarito Kompatscher riferendosi al "chiaro impegno" espresso dal nuovo Governo italiano di "mettersi al lavoro rapidamente e concretamente".
Grazie al plurilinguismo e alla coesistenza di culture diverse, l'Alto Adige possiede i presupposti per creare delle reti internazionali, ha affermato con convinzione il presidente. Quanto sia importante e arricchente la cooperazione internazionale è stato sperimentato anche attraverso la "riuscita assunzione, nel 2022, della presidenza della Strategia dell'UE per la Regione alpina Eusalp: in un momento difficile, ci siamo assunti la responsabilità di mantenere viva la cooperazione dei sette Stati e delle 48 Regioni e di dare nuovo vigore alle questioni comuni". Kompatscher si è anche soffermato sull'Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino, di cui l'Alto Adige assumerà la presidenza il prossimo anno. "Faremo tutto il possibile per stabilire priorità importanti – ha dichiarato il presidente – soprattutto nei settori della sostenibilità, della coesione sociale e, ancora una volta, del superamento dei confini”.












