L'ex assessore Gilmozzi eletto regolano nella Magnifica comunità: ''Spostare l'ospedale? A Cavalese siamo contrari. In val di Fiemme un polo delle foreste e dell'ambiente''
Due conferme e nove novità tra i Regolani della Magnifica comunità della val di Fiemme. A Cavalese eletto l'ex assessore provinciale Mauro Gilmozzi: "Si possono mettere a sistema esperienze e competenze per un futuro sostenibile, un ambito adatto in cui si può puntare molto in alto"
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CAVALESE. Sono Edmund Lanziner (Trodena), Christian Larentis (Castello-Molina), Mauro Gilmozzi (Cavalese), Fabio Volcan (Daiano), Mario Delvai (Carano) e Silvio Scarian (Varena), Claudio Zanon (Tesero), Matteo Varesco (Panchià), Pierangelo Giacomuzzi (Ziano), Massimiliano Gabrielli (Predazzo) e Alberto Compagnoni (Moena) i Regolani eletti nella Magnifica comunità di Fiemme (Qui articolo e storia). Questi i rappresentanti, votati dai Capifuoco, in carica per i prossimi 4 anni. Ora il Consiglio è chiamato a indicare Scario e vice Scario, i quali entrano in carica indicativamente verso metà gennaio.
Due le conferme, quelle di Carano con Mario Delvai e di Moena con Alberto Compagnoni, 9 invece le new entry. Tra le novità anche l'ex assessore provinciale Mauro Gilmozzi. Un'elezione importante per la gestione del territorio e non solo perché i terreni della Magnifica sono centrali nella partita, delicata, che riguarda l'eventuale costruzione del nuovo ospedale in località Masi di Cavalese.
"La vicenda che riguarda la riqualificazione dell'ospedale esistente oppure la realizzazione di una struttura ex novo è sicuramente importante - commenta Gilmozzi - ma non è l'unica questione che riguarda la Magnifica comunità. A Cavalese le idee sono chiare a questo proposito e la nostra visione è chiara da tempo. La proposta in project financing ci vede contrari. La riteniamo sbagliata e irricevibile. Una decisione affrettata calata dall’alto prescindendo dalle necessarie premesse di evidenza pubblica, programmazione sanitaria, economica, urbanistica e formale. Inoltre è un progetto che non apporta nulla in materia politica sanitaria con ripercussioni sull'urbanistica e sul consumo di suolo. Ci batteremo per la difesa della qualità della sanità, così come della scuola".
I terreni sono in parte della Magnifica comunità. "Sono molte le ragioni per ritenere il progetto non convincente e c'è una motivazione in più - aggiunge l'ex assessore provinciale - cioè l'eventuale rinuncia a un'area di pregio, importante per coltura degli alberi da piantumare, soprattutto a seguito dei danni causati dalla tempesta Vaia".
Il patrimonio silvo-pastorale della Magnifica comunità di Fiemme si estende su una superficie di 20.500 ettari, di cui 14.500 (64%) coltivati a bosco, 3.500 (29%) adibiti a pascolo e 2.500 (7%) di improduttivi. Del patrimonio collettivo più di 9 mila ettari sono costituiti da boschi di produzione e circa 3.500 ettari hanno invece prevalente funzione protettiva.
"Gli effetti della tempesta Vaia sono ancora attuali - prosegue Gilmozzi - poi c'è l'emergenza legata al bostrico. Ma in generale siamo chiamati a lavorare per il futuro con il coraggio di idee forti. In Trentino c'è il polo della meccatronica, così come quello delle scienze umane e dell'agricoltura. Nel nostro programma per la val di Fiemme abbiamo pensato a qualcosa legato alle foreste e all'ambiente. Si possono mettere a sistema esperienze e competenze per un futuro sostenibile, un ambito adatto in cui si può puntare molto in alto".
Sono circa 50 mila gli ettari di superficie dell’intera valle, di cui 30 mila sono coperti da foreste, capaci di fornire, almeno prima della tempesta Vaia che ha lasciato a terra oltre 320 mila metri cubi di legname, 75 mila metri cubi annui alle segherie locali.
"C'è bisogno di un modo nuovo per reimpostare il territorio dopo Vaia", continua Gilmozzi. "C'è ancora un'emergenza a cui rispondere ma dobbiamo anche proiettarci nel futuro perché ci sono stimoli e opportunità: oggi il legno può dare risposte e soluzioni importanti. La val di Fiemme può trasformarsi in un laboratorio. Serve anche il rilancio delle finalità sociali e culturali della Magnifica, per fare rete tra i giovani e con strutture culturali come il Museo Pinacoteca o strumenti nuovi come la Fondazione FiemmePer a sostegno della qualità della vita in Fiemme".
Adesso parte l'iter formale e il Consiglio dei regolani deve trovare una quadra per nominare Scario e vice scario. "Dobbiamo aprirci al mondo ma fedeli alla nostra identità, alle nostre radici e alla nostra comunità. A prescindere dalla persona individuata a guidare la Magnifica, spero ci sarà un dialogo costante per lavorare con entusiasmo, ci sarà condivisione di intenti e di progetti per trovare sempre una piena sintonia per il bene del territorio", conclude Gilmozzi.
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