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| 18 gen 2023 | 16:45

''Dichiariamo la nostra contrarietà a delocalizzare l’ospedale di Fiemme. Una sfida urgente? L'emergenza bostrico'', Mauro Gilmozzi eletto Scario della Magnifica

E' stata avviata la nuova consiliatura della Magnifica comunità della val Fiemme. Eletto Scario l'ex assessore Mauro Gilmozzi, il vice è Massimiliano Gabrielli regolano di Predazzo. Dall'identità alla cultura, dall'emergenza bostrico all'ospedale di Cavalese, definiti i primi indirizzi di governo

Dichiariamo la nostra contrarietà a delocalizzare l’ospedale di Fiemme

CAVALESE. "Dall'emergenza bostrico che colpisce i nostri boschi alla filiera del legno, sono tanti gli scenari da affrontare per il futuro del territorio". A dirlo Mauro Gilmozzi, eletto scario della Magnifica comunità di Fiemme. "La missione è reagire alle sfide e tramandare la cultura della valorizzazione del patrimonio di beni comuni alle nuove generazioni, che devono confrontarsi con un mondo in continua evoluzione e in particolare con una contemporaneità caratterizzata da una pluralità di crisi".

 

Alla guida Gilmozzi che raccoglie il testimone dallo scario uscente Renzo Daprà, il vice scario è Massimiliano Gabrielli (Predazzo) mentre il Consiglio dei Regolani (Qui articolo) è completato da Edmund Lanziner (Trodena), Christian Larentis (Castello-Molina), Fabio Volcan (Daiano), Mario Delvai (Carano) e Silvio Scarian (Varena), Claudio Zanon (Tesero), Matteo Varesco (Panchià), Pierangelo Giacomuzzi (Ziano) e Alberto Compagnoni (Moena). 

 

Primo vertice della nuova governance salutato, come da tradizione dai rintocchi della campana grande della Pieve di Santa Maria Assunta a Cavalese che hanno continuato a suonare per tutta la valle per mezz'ora. Con l'avvio della nuova consiliatura, il Consiglio dei Regolani ha espresso il proprio indirizzo di governo per l'amministrazione di questo storico ente che basa la propria attività sulla capacità di generare reddito diretto e indiretto, ma anche la garanzia dell’integrità del patrimonio ambientale e la fonte di sostegno alla qualità della vita in val di Fiemme (Qui articolo e storia).

 

Tema delicato è quello dell'ospedale con la partita che si gioca tra "nuovo" e "vecchio" edificio. Il piano di project financing insisterebbe su parte dei terreni della Magnifica. L'elezione a scario di Gilmozzi, regolano inoltre di Cavalese, è un segnale significativo. 

 

"A questo proposito - dice Gilmozzi - trattandosi di un tema assolutamente rilevante da un punto di vista sociale anche per la Magnifica Comunità di Fiemme che lo ha costruito, dichiariamo la nostra contrarietà alla proposta di delocalizzazione dell’Ospedale di Fiemme, sia a tutela della nostra proprietà e più in generale delle poche aree agricole rimaste in Fiemme, sia del diritto di pretendere che simili decisioni, carenti dalle necessarie e preliminari premesse di evidenza pubblica, programmazione sanitaria, economica, urbanistica e di partecipazione popolare, non vengano calate dall’alto a giochi già fatti".

 

Una partita complessa. "Prima ancora di parlare di localizzazione - dice Gilmozzi - sarebbe necessario che venga spiegata la politica sanitaria, senza dimenticare le analisi urbanistiche e di impatto sociale. Spostare l'ospedale significa poi dislocare anche i servizi. Non è sufficiente un polo nuovo se non si conoscono i contenuti, poi non c'è una visione precisa del destino dell'eventuale vecchio edificio che resterebbe un ecomostro e quando altri stabili aspettano di essere ricollocati da decenni. Ci sono ancora troppi vuoti da colmare sull'ipotesi di nuovo ospedale, senza prendere in considerazione che si perderebbero terreni di pregio importantissimi per la comunità".

 

Un enorme problema riguarda la gestione dei danni lasciati dalla tempesta Vaia con particolare riferimento all'attacco parassitario del bostrico. Una malattia che colpisce duramente il patrimonio ambientale della comunità, il bosco, ma anche la viabilità e la tenuta idrogeologica del territorio. 

 

"Purtroppo - aggiunge lo scario - in pochi anni si è consumato un patrimonio di legnane che normalmente si sarebbe tagliato in un decennio e più. L’attività di recupero e vendita del legname e favorevoli condizioni di mercato hanno certamente permesso la costituzione di buone riserve finanziarie che però non saranno sufficienti a compensare le previsioni di forte riduzione di fatturazione per i prossimi anni. Non basta garantire economicità e efficienza gestionale, servono nuove fonti di entrata e progetti innovativi, la capacità di trovare nuovi segmenti di mercato". 

 

L'ipotesi è quella di sviluppare in val di Fiemme un polo provinciale delle foreste e dei pascoli di montagna per studiare e sperimentare soluzioni gestionali e modelli produttivi in grado di creare nuovo reddito e lavoro. L'ente dovrà poi essere in grado di raggiungere gli strumenti presenti a livello nazionale e internazionale. Attingere alle risorse del Pnrr e dell'Unione europea per finanziare progetti e visione di un modo di vivere il territorio. Anche attraverso la partecipata Fondazione FiemmePer.

 

"Nel Trentino dei 'poli di specializzazione', penso a meccatronica, agricoltura, biotecnologie, scienze umane e così via, sarebbe una svolta se la Magnifica Comunità riuscisse a essere il catalizzatore di questo ambizioso progetto attraverso il coinvolgimento di una pluralità di attori pubblici e privati: Comuni, Provincia, Centri di ricerca e Università. La val Fiemme potrebbe assumere la sostenibilità ambientale e la bellezza quali paradigmi di nuovo sviluppo".

 

Spazio poi alle prospettive sociali e culturali. "E' fondamentale - commenta Gilmozzi - investire in conoscenza, formazione e partecipazione per portare apertura culturale, nuova linfa e nuove relazioni. Strategica sarà l’attività del museo storico pinacoteca a cui daremo impulso con ricerca di fondi per ulteriori iniziative di valorizzazione e divulgazione del patrimonio storico artistico, abbracciando anche linguaggi stilistici contemporanei e in un rapporto di coordinamento e collaborazione con altri musei e iniziative locali e regionali".

 

Una particolare attenzione al tema dell’identità, "consapevoli che è un concetto dinamico perché si fonda sulla cultura degli abitanti, sul loro senso di appartenenza al territorio, sull’educazione e stili di vita, con il coinvolgimento dei giovani, sostenendo bandi per tesi di laurea, rapporti con le scuole e con l’università. La Magnifica Comunità di Fiemme si impegnerà per la solidarietà sociale, con iniziative specifiche verso i più bisognosi, ma anche con gesti semplici e significativi per abbattere le diseguaglianze e riconoscere i meriti sociali e lo spirito del volontariato. C’è poi un impegno che ci siamo presi: un maggior coinvolgimento del genere femminile nella gestione della Comunità".

 

Ci sono poi obiettivi, come l’abitare o la conciliazione dei tempi casa lavoro scuola, a cui i regolani vogliono dare impulso mediante la Fondazione FiemmePer e altri privati per valorizzare la coesione sociale. "In questi giorni, confrontandomi con i Regolani e con i livelli organizzativi, ho trovato entusiasmo, idee, competenze e tanta voglia di fare, tanto per l’economia e l’amministrazione, quanto per la sensibilità culturale ambientale e sociale. Sono sicuro che insieme sapremo navigare nella complessità che ci attende e impegnarci perché la nostra Comunità continui a essere cuore e motore del territorio", conclude Gilmozzi.

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