Ski family, offerta ridotta per il Covid e per motivi economici. Segnana: “Non investiamo fondi pubblici in questa iniziativa”
Il progetto Ski family ridotto? Segnana punta il dito contro la pandemia e spiega: “Il secondo motivo è economico, visto che le stazioni sciistiche, già duramente colpite l’anno scorso a causa delle chiusure dettate dalla pandemia, quest’anno si sono trovate costrette a ridurre l’offerta per le famiglie per evitare ulteriori perdite finanziarie”

TRENTO. Il progetto Ski family prevede l’accesso gratuito per tutti i figli minorenni agli impianti di risalita al costo degli skipass di mamma, papà o nonni. Si tratta di un’iniziativa collaudata che incentiva e agevola economicamente l’attività sportiva dello sci per i bambini e i loro familiari, attraverso specifici accordi con società impiantistiche e con sistemi sciistici.
Sul tema, il consigliere provinciale del Partito democratico Luca Zeni aveva depositato un’interrogazione: “Questa iniziativa ‘Ski family’ risulta valida solo nei giorni feriali rimangono esclusi molti periodi di possibile fruizione. Insomma, l’agevolazione rimane valida solo per i giorni nei quali i bambini vanno a scuola e si trasforma quindi, più che in un incentivo a sciare, in una spinta a disertare la scuola. Un pessimo esempio educativo, rispetto al quale si vogliono conoscere i motivi e gli stanziamenti previsti quest'anno, in raffronto anche con il passato”.
Ora è arrivata la risposta dell’assessora alla Salute e alla Politiche sociali, Stefania Segnana, che precisa: “La Provincia di Trento non investe fondi pubblici in questa iniziativa. Ski Family in Trentino è pertanto un Accordo volontario a cui aderiscono liberamente le società di gestione degli impianti sciistici”. Nel dettaglio, per la stagione invernale 2021-2022, si parla delle località di Passo Brocon, Pinzolo, Panarotta, Pejo, Monte Bondone e Val di Non-Monte Roen-Monte Nock-Predaia.
Quest’anno però la formula Ski family è stata rimaneggiata rispetto alle passate edizioni. In primo luogo per motivi sanitari, si legge nella risposta di Segnana, “al fine di garantire la fruizione in sicurezza degli impianti, nel rispetto dei protocolli per contenere l’emergenza sanitaria Covid-19, evitando soprattutto potenziali assembramenti nelle giornate di sabato e di domenica”.
“Il secondo motivo è economico – prosegue l’assessora – visto che le stazioni sciistiche, già duramente colpite l’anno scorso a causa delle chiusure dettate dalla pandemia, quest’anno si sono trovate costrette a ridurre l’offerta per le famiglie per evitare ulteriori perdite finanziarie”.









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